Conducente di diligenze, giocatrice d’azzardo, cercatrice d’oro. Ma anche prostituta, infermiera e donna di spettacolo, Calamity Jane (pseudonimo di Martha Jane Canary-Burke) ha cavalcato le praterie d’America inaugurando il mito delle cow girls, delle avventuriere senza patria e famiglia. La sua tomba è a Deadwood accanto a quella di Wild Bill Hickok, l’uomo che lei amò. Calamity disse che dal loro amore nacque una figlia che chiamò Janey e affidò a genitori adottivi per darle una famiglia che potesse amarla e crescerla nel miglior modo possibile. Le pagine di questo diario epistolare sono cariche di sentimenti: amore, dolore, rabbia, voglia di riscatto, di considerazione. Voglia di libertà, quella libertà che permette a ogni individuo d’essere prima di tutto sé stesso. È un testamento, una confessione, di cui la figlia saprà soltanto dopo la morte di Calamity Jane.
Gli incontri del gruppo di lettura, che due volte al mese si dà appuntamento per discutere un libro scelto di volta in volta dai partecipanti, sono aperti a tutti.
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