‘Tondelli 30’: giovedì 16 dicembre una giornata speciale dedicata allo scrittore e intellettuale che scrisse ‘Rimini’

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RIMINI – Il 16 dicembre 1991 Pier Vittorio Tondelli se ne andava poco più che 36enne. Trent’anni dopo, giovedì 16 dicembre 2021, Rimini ricorderà e renderà omaggio alla particolare figura di questo scrittore, intellettuale, personaggio, talent scout con ‘Tondelli 30’.

Il Comune di Rimini, in collaborazione con l’associazione culturale interno4, dedica i video mapping della torre di Castel Sismondo, del retro e della fiancata del Teatro Galli e del ledwall del palazzo del Fulgor, al grande scrittore emiliano che a Rimini ambientò e dedicò il suo più importante romanzo. Per tutta la giornata del 16 dicembre, scorreranno lungo le facciate di questi luoghi storici estratti tratti dal libro “Rimini”, accompagnati da immagini ispirate alla playlist musicale che l’autore scrisse a chiusura del capitolo finale del libro.

‘Tondelli 30’ un video mapping’, è un progetto a cura di Massimo Roccaforte e Oderso Rubini per l’assessorato alla cultura del comune di Rimini.

“‘Rimini’- è il ricordo dell’Amministrazione comunale- è forse il romanzo più conosciuto di Pier Vittorio Tondelli, sicuramente quello più popolare e discusso. Blockbuster nel 1985, ‘mise sulla carta’ la città di Rimini e la Riviera romagnola teorizzandone l’universalità dei destini, dei luoghi, dell’effimero negli anni Ottanta. Tondelli scavò nella complessità, nelle viscere della oleografica ‘capitale delle vacanze’ tutta famiglie e pensioni tutto compreso da una parte e del divertimentificio dark dall’altra, mettendone in rilievo i grigi e l’inestricabile groviglio degli opposti, trasformandola nello specchio dei vizi e delle virtù collettive dell’epoca. ‘Rimini’ fu uno straordinario successo, un caso letterario, la descrizione di un attimo che diede origine a mille dibattiti sulla natura della nostra città, di lì in poi un luogo della coscienza piuttosto che un punto geografico sulla mappa. Pier Vittorio Tondelli ebbe con la nostra città una relazione molto più intensa e lunga delle pagine del suo libro e degli articoli raccolti in ‘Un week end postmoderno. Cronache degli anni Ottanta’. Un rapporto fatto di tanti amici e tanta curiosità verso questa ‘Nashville sull’Adriatico’ che ancora adesso rimangono vividi come allora”.