Dal lunedì al venerdì, ore 9.00–19.00 | DAMSLab in piazzetta Pasolini 5/b, Bologna
The Power City: Cyborg Dystopia
Mostra personale dell’artista Marco Bolognesi
Per la prima volta, uno spazio istituzionale della città ospita la mostra personale dell’artista bolognese tra arte, cinema e realtà aumentata, nell’ambito della programmazione “La Soffitta 2026 – Bologna Crocevie di culture”
Mercoledì 6 maggio
ore 18: Opening
ore 19.00: The Truth on Sendai City film di Marco Bolognesi
INGRESSO GRATUITO
Dal 6 al 29 maggio, a Bologna negli spazi del DAMSLab (piazzetta Pasolini 5/B), sarà ospitata “The Power City: Cyborg Dystopia” la mostra personale dell’artista e regista Marco Bolognesi nella sua città, con la curatela del Prof. Giacomo Manzoli e del Prof. Francesco Spampinato, nell’ambito della programmazione culturale de “La Soffitta 2026 – Bologna crocevia di culture” dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. L’inaugurazione è prevista per mercoledì 6 maggio alle ore 18.00 alla presenza di Bolognesi; a seguire alle 19.00, nell’auditorium del DAMSLab, la proiezione di “The Truth on Sendai City” il suo primo lungometraggio. A fine proiezione, incontro con il regista Marco Bolognesi insieme ai due curatori, Giacomo Manzoli e Francesco Spampinato, in dialogo con il critico cinematografico Roberto Chiesi.
Per la prima volta nel corso della sua ormai ultra ventennale carriera, Bolognesi sceglie di raccontarsi e lo fa in occasione di questo evento speciale a Bologna, su invito dell’Università dove lui stesso ha studiato. Tra i più innovativi sperimentatori italiani dei linguaggi espressivi digitali, senza però tralasciare la pittura, il disegno e la fotografia, Bolognesi è qui il protagonista di un progetto espositivo e multimediale che intreccia arti visive, cinema e immaginari fantascientifici.
In mostra il pubblico potrà entrare nell’universo immaginifico di Bolognesi attraverso una grande installazione interattiva posta al centro del percorso espositivo: un‘installazione di città futuribile costruita con materiali di recupero, al tempo stesso scultura ambientale e set dei suoi film d’animazione, che grazie alla realtà aumentata si anima trasformandosi in uno scenario narrativo dinamico e immersivo. Attorno a questo fulcro si sviluppa un percorso composto da modellini di astronavi ispirati all’estetica della fantascienza, del fumetto e del videogioco, da una selezione di disegni dedicati a cyborg e mutanti – figure sospese tra l’umano e l’artificiale – e da una serie di cortometraggi e video, realizzati dal 1994 ad oggi, che raccontano il processo creativo dell’artista, dove materia, immaginazione e animazione danno vita a una potente visione del futuro, tra inquietudine e possibilità creative.
Un percorso nella distopica produzione di Marco Bolognesi che prende forma tra postmoderno e cyberpunk, attraverso scenari distopici che riflettono sul rapporto tra uomo e macchina, sul confine tra realtà e simulazione e sugli sviluppi della manipolazione genetica. Al centro di questa ricerca emerge Sendai City, metropoli simbolica e città-mondo in cui ogni suo progetto fotografico, pittorico o di installazione, realizzato dal 2002 in poi, prende forma e attraverso cui interroga il destino dell’umanità, tra memoria storica, trasformazioni sociali e perdita dell’identità.
Artista e narratore visionario, dopo gli studi al DAMS dell’Università di Bologna Marco Bolognesi si trasferisce a Londra, dove ottiene l’Artist in Residence Award dell’Istituto Italiano di Cultura, avviando una carriera internazionale che lo porta a collaborare anche con il mondo della moda, tra cui Vivienne Westwood. Attivo inizialmente come fotografo, sviluppa nel tempo una pratica sempre più multidisciplinare che unisce arti visive, cinema, installazioni e nuove tecnologie. Le sue opere sono state ospitate in prestigiose istituzioni artistiche, quali il Museo di Arte Contemporanea di Roma (MACRO), La Nuova Pesa e il Palazzo delle Arti di Napoli, e hanno rappresentato l’Italia in contesti internazionali come la Bienal de Curitiba e la Biennale Italia-Cina. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in collezioni permanenti di alto profilo, come quelle del Ministero degli Affari Esteri italiano, del Musée de la Photo-graphie a Bruxelles e del Museo Oscar Niemeyer in Brasile. In campo editoriale, ha pubblicato la graphic novel cyberpunk Protocollo (Einaudi, 2009), in collaborazione con Carlo Lucarelli, e la mono-grafia Sendai City (NFC, 2014) con Valerio Dehò come curatore. Nel 2017 fonda a Bologna Bomar Studio, realtà indipendente con cui sviluppa, produce e distribuisce film d’animazione e opere di cinema sperimentale, con uno sguardo rivolto all’arte contemporanea. Tra i suoi lavori recenti figurano i cortometraggi Blue Unnatural, Parallelism e Dystopia, oltre ai lungometraggi The Truth on Sendai City (2024), un’affascinante opera di animazione, realizzata con la fotografia di Daniele Ciprì e con le voci, tra gli altri, per la versione inglese, del celebre autore di fantascienza Michael Bruce Sterling e della scrittrice e attivista femminista Jasmina Tesanovic, e Blackflag (2025), non ancora uscito in Italia.
The Truth on Sendai City, 73’, Italia (2024)
Sinossi
Sendai City è un agglomerato urbano il cui creatore e padrone unico è il Grande Cervello, un essere in continua espansione che si nutre delle emozioni degli schiavi che vivono sotto la superficie di Sendai. Le parole d’ordine che tengono in piedi la società sono tre: Ordine, Benessere e Sicurezza. Tutto ciò che accade a Sendai rispecchia questo credo. Persino le elezioni in cui si scontrano due candidati, il Generale Von Spieldorf e George Hellas detto il Principe, sembrano una formalità per decidere chi sarà il braccio destro dell’eterno creatore. Ma qualcosa cova sotto la democrazia apparente in cui vivono i cittadini di Sendai, rilevando una dittatura che mobilita un gruppo di mutanti a resistere al potere della cibernizzazione, il processo che annulla l’individuo e lo fonde nella massa indistinta che compone la società. Il braccio armato dei ribelli è la mutante Syan, una donna potenzialmente distruttiva dalla pelle di zaffiro che, priva di ricordi, viene incaricata dalla Resistenza di uccidere il Generale Von Spieldorf, suo amante passato e futuro vincitore delle elezioni. Ma Syan non è l’unica a volere la morte del Generale Von Spieldorf.
INTRODUZIONE A CURA DI GIACOMO MANZOLI E FRANCESCO SPAMPINATO
L’opera di Marco Bolognesi (Bologna, 1974) si configura come un universo ibrido in cui arti visive, cinema e immaginario fantascientifico convergono in modo organico.
Al centro della mostra – la prima personale in uno spazio istituzionale della sua città – si colloca un’installazione interattiva: una maquette (plastico) di città futuribile realizzata con materiali di riciclo, concepita al tempo stesso come scultura ambientale e come set per i suoi film di animazione. Grazie a un sistema integrato di realtà aumentata, il visitatore può attivare e animare la città, trasformandola in uno spazio narrativo dinamico e immersivo.
Accanto a questo nucleo, una serie di modelli di astronavi amplia l’orizzonte della metropoli verso dimensioni cosmiche, evocando l’immaginario della fantascienza cinematografica, del fumetto e del videogioco con atteggiamento esplicitamente citazionista.
Il lavoro di Bolognesi si distingue, però, anche per una marcata componente espressionista, che prende forma a partire da disegni istintivi e di natura primitiva. In particolare, gli studi dedicati a cyborg e mutanti, una selezione dei quali è presentata in mostra, esplorano il corpo come territorio ibrido, sospeso tra organico e tecnologico.
Il percorso espositivo si completa con una selezione di cortometraggi che restituiscono la dimensione processuale della pratica dell’artista, mostrando come materia e immaginazione si intreccino nella costruzione di un universo visivo coerente e stratificato. Attraverso il linguaggio dell’animazione, la città e i suoi elementi si animano, rivelando nuove possibilità narrative e ampliando l’esperienza dello spettatore. Ne emerge una visione del futuro sospesa tra distopia e possibilità creativa, perturbante ma rivelatrice per affrontare i conflitti e le complessità del nostro presente.
Il progetto espositivo rientra nel programma “Bologna crocevia di culture” del Centro La Soffitta del Dipartimento delle Arti, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.
BIO CURATORI
Giacomo Manzoli. Professore ordinario di Cinema, Fotografia, Televisione presso l’Università di Bologna, dove insegna Storia del Cinema Italiano e Forme audiovisive della cultura popolare. E’ stato professore a contratto o visiting professor presso l’Università di Urbino, l’Università Cattolica di Milano, Tongji University (Shanghai) e Brown University (USA). È stato membro del Consiglio Universitario Nazionale (CUN), ha presieduto il corso di Laurea DAMS e coordinato il corso di Laurea Magistrale in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale e diretto il Dipartimento delle Arti. Inoltre, è stato Presidente dell’Istituto Storico Parri ed è attualmente membro del CdA dell’Università di Bologna, del Comitato Scientifico del Centro Sperimentale di Cinematografia e Presidente della Consulta Universitaria del Cinema.
I suoi interessi di ricerca riguardano la storia del cinema italiano, analizzata anche attraverso gli strumenti dei cultural studies e dei production studies, con particolare attenzione al rapporto fra cultura popolare audiovisiva e società, alla circolazione nazionale e internazionale di modelli attraverso i media e il ruolo delle politiche di finanziamento pubblico nel determinare le forme simboliche prevalenti in campo cinematografico.
Francesco Maria Spampinato Professore ordinario in Storia dell’arte contemporanea, Coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in Arti Visive e Direttore della Summer School in Climate Change presso il Dipartimento delle Arti, Università di Bologna, Francesco Spampinato svolge ricerche nell’ambito degli studi visuali e delle pratiche artistiche contemporanee in relazione ai media, alla tecnologia e alla sostenibilità.
Tra le sue ultime pubblicazioni rientrano Art vs. TV: A Brief History of Contemporary Artists’ Responses to Television (Bloomsbury Academic, 2022), The Pandemic Visual Regime: Visuality and Performativity in the COVID-19 Crisis (Punctum Books, 2023), Skank Bloc Bologna: Alternative Art Space since 1977 (Mousse, 2024), Echoes. Origini e rimandi dell’art rock britannico (Fondazione Luigi Rovati, 2025) e AVEC – Seamless. Arte, visualità e cultura elettronica in epoca post-pandemica (NERO, 2025).
Spampinato è responsabile scientifico per l’Università di Bologna dei progetti di didattica innovativa “Micro-Credential in Sustainability” e “Virtual Exchange for Sustainability”, sviluppati nell’ambito di UNA Europa e finanziati dalla Commissione Europea.
CREDITI “THE POWER CITY: CYBORG DYSTOPIA”
Mostra personale di Marco Bolognesi
a cura di Prof. Giacomo Manzoli e Prof. Francesco Spampinato
Promossa da
Centro La Soffitta, Dipartimento delle Arti, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
Con il sostegno di
Comune di Bologna e Regione Emilia-Romagna
In partnership con
DAMSLab e Bomar Studio
Service video
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