Mercoledì all’udienza conoscitiva hanno partecipato le associazioni di categoria, compresa l’Associazione panificatori di Piacenza, per dare contributi utili al documento ed esprimere un giudizio che si è rivelato positivo sull’articolato.
Secondo la consigliera piacentina non solo è importante educare le persone al consumo consapevole degli alimenti, in un principio di trasparenza che determina le scelte alimentari di ciascuno, ma “preservare la qualità artigianale significa tenere intatte cultura, tradizione e sapori tipici locali”.
Dodici i punti che tendono a valorizzare il mestiere dei panificatori, tutelare la loro professionalità artigiana, e, soprattutto, informare i consumatori sulla grande ricchezza di prodotti del nostro territorio, artigianali o industriali, profondamente diversi nei metodi di produzione e conservazione rispetto a quelli commercializzati dalla grande distribuzione.
Presente all’udienza, oltre a Confesercenti regionale, Cna Emilia-Romagna e Flai-Cgil, anche Giorgio Micheli dell’associazione panificatori di Piacenza. “Tra gli obiettivi della legge c’è l’intento – ha osservato Micheli – di valorizzare l’attività dei forni artigianali che si differenziano dai panifici e dalle imprese di panificazione. Siamo quindi molto soddisfatti perché il progetto va incontro ai nostri principi”, ha spiegato –; per questo preferiremmo che i forni artigianali venissero definiti forni ‘di qualità’, piuttosto che ‘regionali’, perché più caratterizzanti”.
“L’ultimo provvedimento in materia – ha ricordato Tarasconi – risale a cinquant’anni fa. Altre regioni si sono messe al passo con i tempi proprio per tutelare i consumatori, è bene quindi che anche l’Emilia-Romagna legiferi su questo tema così importante”.
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