La sedicente operatrice comunale ha avuto accesso al pianerottolo tramite una vicina, alla quale aveva detto di dover incontrare, per conto dei Servizi Sociali, l’anziana presa di mira; quest’ultima, pensando che a bussare all’appartamento fosse la nipote, si è affacciata alla porta, ma di fronte all’insistenza della sconosciuta ha risposto con fermezza di non essere interessata e l’ha prontamente richiusa.
Ad allertare l’Amministrazione comunale su quanto accaduto è stata la figlia della signora, che non solo si è rivolta alle Forze dell’ordine, ma ha voluto verificare che effettivamente non fosse una prassi dei Servizi Sociali contattare i potenziali utenti a domicilio. “Ringrazio questa famiglia – sottolinea l’assessora al Welfare Nicoletta Corvi – per l’attenzione e la sensibilità con cui ha voluto condividere un’esperienza personale che, nell’avvisare di un pericolo legato a nuove modalità di truffa ai danni di cittadini anziani, può essere di aiuto per prevenire e contrastare questo gravissimo fenomeno. Colgo l’occasione per ribadire che nessun addetto dei Servizi Sociali comunali bussa alla porta senza preavviso, a maggior ragione se non c’è un percorso di assistenza o accompagnamento già in atto. In caso di dubbio, l’invito è a non aprire e ad avvisare immediatamente le Forze dell’ordine, che ancora una volta si sono rivelate disponibili all’ascolto e all’intervento, facendo peraltro presente che a un tentativo fallito possono spesso seguirne altri, in cui i malintenzionati si presentino magari con un complice”.
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