Bologna

SEI TU – Compianto per Ustica di Marcello Fois e Daniela Pes il 9 luglio Parco della Zucca, Bologna

Daniela Pes ph Piera Masala

BOLOGNA – Giovedì 9 luglio, ore 21.15

Parco della Zucca

Via Ferrarese, 24/4, Bologna

SEI TU – Compianto per Ustica

di e con Marcello Fois
musica eseguita dal vivo da Daniela Pes

nell’ambito di La memoria non si archivia 46° anniversario della strage di Ustica 27 giugno 1980-2026

Emilia Romagna Teatro partecipa alla rassegna Attorno al Museo intitolata La memoria non si archivia con SEI TU – Compianto per Ustica, melologo di Marcello Fois con le musiche dal vivo di Daniela Pes.

Un incontro artistico inedito, nel segno della comune radice sarda, quello tra lo scrittore Marcello Fois e la cantautrice e polistrumentista Daniela Pes, che presentano, giovedì 9 luglio alle ore 21.15 al Parco della Zucca di Bologna, SEI TU – Compianto per Ustica, melologo originale scritto da Fois con le musiche dal vivo di Pes. Il lavoro è stato trasmesso in anteprima lo scorso 27 giugno da Radio3 RAI nella trasmissione Pantagruel, in occasione della giornata in cui ricorre l’anniversario della Strage di Ustica.

Prodotto dell’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, lo spettacolo è parte della rassegna Attorno al Museo, in calendario dal 27 giugno al 10 agosto a Bologna: un percorso di appuntamenti che mette in dialogo linguaggi artistici diversi e collaborazioni tra istituzioni e realtà culturali della città, accomunate dal desiderio di mantenere viva la memoria.

In SEI TU – Compianto per Ustica, Fois, come lui stesso scrive, “racconta dal cielo” ciò che accadde quella tragica sera, restituendo voce e identità agli 81 nomi delle vittime, troppo spesso ricordate soltanto come un numero. Dietro ciascuno di quei nomi ci sono vite, sentimenti, desideri, affetti, famiglie, storie interrotte.

Le parole dello scrittore incontrano la voce di Daniela Pes, che con il suo linguaggio sonoro, arcaico e profondamente evocativo, dà forma a un lamento universale. Ne nasce un delicato contrappunto di musica e parole, un compianto capace di attraversare uno dei più dolorosi e irrisolti misteri della storia italiana, la cui verità resta ancora oggi solo parzialmente accertata.

La collaborazione tra Fois e Pes nasce da un confronto artistico autentico, in cui scrittura e musica si sviluppano in un dialogo continuo. Le musiche di Daniela Pes – eseguite dal vivo dalla stessa artista e arricchite da due adattamenti dei brani Làira e A te sola – accompagnano il testo con una trama sonora essenziale: voce, suono e pochi, misurati interventi di chitarra costruiscono un paesaggio acustico asciutto e intenso, capace di amplificare la forza emotiva delle parole senza mai sovrastarle.

Attorno al Museo fa parte di Bologna Estate 2026, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena.

Ingresso libero. In caso di maltempo lo spettacolo sarà spostato all’Arena del Sole.

Compianto per Ustica

di Marcello Fois

Introito.

Sei tu.

C’eri, seduto al mio fianco.

Sembrava tutto così tranquillo: il cielo limpidissimo, il mare fermo, quel leggero sbalzo che anticipa le manovre di atterraggio.

Una specie di brusio trattenuto, costante. Qualche esclamazione di bimbo che fa domande sull’incredibile meraviglia di trovarsi tra le nuvole e il mare. E la strana imbarazza afasia del genitore che capisce di non saper rispondere, di essere troppo adulto per farsi francamente qualunque domanda riguardi l’essere sospesi, ingoiati da un uccello d’acciaio, tra cielo e terra e mare.

Sei tu, quel genitore.

Non lo sai, ma sei tu.

Pensi che sia successo ad altri, che sia passato troppo tempo per farci conto.

Ma sei tu.

E tu sei quel bambino.

Quella stessa domanda sul perché e sul come, nella concentrazione dell’atterraggio imminente, l’hai fatta tu.

Ma ormai sei troppo vecchio per ricordarla.

Qualche sedile più avanti sonnecchiava un uomo che aveva pensieri tristi. Così reagiva ogni volta all’insoddisfazione: con un sonno strano, non riposante, ma estraniante.

Si era imbarcato di fretta e aveva fatto appena in tempo a buttare due cose in una borsa e trovare un taxi per l’aeroporto di Bologna.

Sei tu

Anche se non puoi ricordare nulla di come fosse allora quell’aeroporto, né cosa significasse attraversare quella Bologna estiva, senza turisti, senza malìe.

E lei poi?

Al suo primo volo.

Eccitata e impaziente, con tutti che la guardano per dire che non c’è da temere, che la giornata è bella e l’esperienza talmente speciale che fa dimenticare tutto il resto.

Come nel luogo delle possibilità. Nella sospensione appunto. Più impaziente che impaurita perché all’arrivo qualcosa per lei, in lei, sarebbe cambiato definitivamente. E non si trattava dell’ansia con cui periodicamente doveva tornare a casa e rendere conto di nuovi costumi “continentali” e di qualche licenza di troppo che si imparava dalle femmine emiliane, qualche volta “scostumate”, no non ea solo quello, era anche quanto aveva da dire, da comunicare…

Se tu quella donna, con la sua impazienza, col suo segreto.

Quelle cose, segreti impazienza, no. Quelle cose non cambiano…

 

 

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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