Lo studio è stato pubblicato dalla prestigiosa rivista PNAS e dalla banca dati biomedica PubMed.
Il lavoro dimostra per la prima volta come l’ormone della crescita (Growth Hormone-Releasing Hormone – GHRH) e il suo analogo sintetico di ultima generazione, MR-409, siano capaci di attenuare l’ipertrofia e di migliorare la funzione cardiaca e la contrattilità delle cellule cardiache in corso di scompenso cardiaco, attraverso la regolazione di meccanismi molecolari caratteristici delle vie ipertrofiche.
L’ormone GHRH e il suo analogo MR-409 fanno parte di una ricerca coordinata dalla Prof.ssa Riccarda Granata, della Divisione di Endocrinologia e Metabolismo diretta dal Prof. Ezio Ghigo del Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università di Torino.
Il lavoro è il risultato di una collaborazione con altri ricercatori, tra i quali il gruppo del Dipartimento Cardiovascolare, IRCCS Humanitas University di Milano, il professor Joshua M. Hare della Divisione di Cardiologia dell’Università di Miami e il professor Andrew V. Schally della Miller School of Medicine di Miami, vincitore nel 1977 del Premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina.
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