L’obiettivo è raccontare, anche grazie alla presenza di tanti studenti fuori sede, una Sardegna che cambia, crea connessioni e nuove visioni, attraverso approfondimenti d’attualità, documentari, corti d’animazione, mostre fotografiche, concerti di musica sarda tradizionale e contemporanea.
Sa Die de sa Sardigna” (il Giorno della Sardegna) è un festività che commemora l’insurrezione popolare scoppiata a Cagliari il 28 aprile del 1794 e poi diffusasi nel resto dell’Isola sull’onda delle idee illuministe, che portò a un breve periodo di autogoverno. Anche se l’esperienza terminò tragicamente, la ricorrenza rimane un momento di riflessione sul bisogno passato e presente dei sardi e delle sarde di determinare il proprio futuro: da periferia d’Europa, la Sardegna si era infatti ritrovata al centro di un fermento culturale e politico che ne mutò la percezione presso lə stessə abitanti. Celebrare oggi “Sa Die” significa quindi riattualizzare quella necessità di tornare presenti nel mondo da una prospettiva di margine, spazio escluso dalla storia ufficiale e dunque particolarmente indicato per l’elaborazione di incontri, sguardi nuovi e narrazioni contrarie.
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