Riunito ieri in municipio il “Tavolo inerente il ciclo dei rifiuti – Patto di sistema territoriale per l’economia circolare”

 

PARMA – Primo incontro, in municipio del “Tavolo inerente il ciclo dei rifiuti – Patto di sistema territoriale per l’economia circolare”. Si è trattato di un momento particolarmente significativo che ha visto istituzioni, territorio, Università e imprese attorno ad un tavolo per gettare le basi di un lavoro concreto e proficuo che guardi al futuro ed alle sfide della sostenibilità in modo integrato, anche a livello territoriale.

L’obiettivo è quello di dare avvio a processi virtuosi facendo sistema per fare di Parma un modello in tema di economica circolare non solo a livello regionale e nazionale, ma anche europeo. Al tavolo hanno preso parte, per il Comune di Parma, il sindaco, Federico Pizzarotti, e l’assessore alle Politiche di Sostenibilità Ambientale,Tiziana Benassi; Paola Gazzolo, assessore alle politiche ambientali della Regione Emilia Romagna; Paolo Andrei rettore dell’Università degli Studi di Parma, accompagnato dal professor Nelson Marmiroli; il Direttore dell’Unione Parmense degli Industriali, professor Cesare Azzali; i rappresentanti di Chiesi Farmaceutici Spa, Barilla Spa, Mutti Spa; Mario Marini presidente di Confagricoltura Parma; i rappresentanti di Consorzio del Parmigiano Reggiano, il Sindaco di Mezzani, Romeo Azzali; Roberto Paterlini, Amministratore Delegato di Iren Ambiente accompagnato da tecnici e collaboratori.

Il tema della sostenibilità ambientale coinvolge diversi settori come hanno ricordato il Sindaco, Federico Pizzarotti, e l’assessore alle Politiche di sostenibilità ambientale, Tiziana Benassi. “Il tavolo di oggi è molto importante, perché è il punto di partenza per fare di Parma un modello di città sostenibile in regione Emilia Romagna e in Italia. Ancora una volta le istituzioni, l’Università e le forze produttive del territorio fanno quadrato e insieme puntano a rilanciare l’immagine della città come laboratorio nazionale di economia circolare. Partiremo da tre grandi temi, che svilupperemo sin dal prossimo incontro: la qualità dell’aria, la mobilità sostenibile e il ciclo dei rifiuti. Oggi nasce un nuovo patto territoriale, e se questo tavolo così importante avrà successo faremo della città un vero e proprio modello in tutta la regione, da esportare in Italia e in Europa”.

“La Regione parteciperà attivamente al Tavolo di lavoro e intende supportarlo con tutto il bagaglio di esperienze e conoscenze di cui è portatrice perché lo considera un’opportunità importante e innovativa di confronto e crescita condivisa”, afferma Paola Gazzolo, assessore regionale all’ambiente. “L’Emilia-Romagna è stata la prima Regione in Italia ad approvare una legge sull’economia circolare, nel 2015, con quasi tre anni d’anticipo anche sul pacchetto europeo dello scorso 18 aprile. La circolarità è tra le priorità delle politiche integrate messe in campo in questi anni e sempre più in futuro deve trasformarsi in una grande occasione per il mondo delle imprese, anche grazie ai fondi che saranno resi disponibili dalla programmazione del prossimo settennato comunitario”.

I rappresentanti dell’Università e del mondo imprenditoriale hanno confermato il loro impegno perché si concretizzi un percorso virtuoso e certamente innovativo per la città di Parma e per il territorio, con “tempi e modalità adeguate per fornire soluzioni concrete in tema di sostenibilità” come ha rimarcato il Rettore, Paolo Andrei. Roberto Paterlini, Amministratore Delegato di Iren Ambiente, ha confermato la disponibilità dell’azienda per sostenere in modo proficuo e costruttivo il percorso virtuoso volto al potenziamento dell’economica circolare nella filiera di produzione di beni in sinergia con il mondo produttivo locale. Fra gli argomenti trattati, anche quello legato al Centro di Trattamento dei Rifiuti che ha visto un positivo confronto tra mondo produttivo, Iren ed istituzioni: è aperto un dialogo tra le parti per giungere ad una soluzione di qualità condivisa. Cesare Azzali, Direttore dell’Upi, ha sottolineato la necessità di fare sistema su un tema strategico come quello dell’economia circolare.