Rimini, dalla black list tributaria ai controlli a 360 gradi

Evasione fiscale, controlli alle attività alberghiere da Asl, Ispettorato del Lavoro e Polizia Locale: sanzionate 5 attività per carenze igienico sanitarie, in 3 esercizi ravvisati lavoratori con contratti non in regola

polizia- municipaleRIMINI – Comune, Azienda sanitaria, Ispettorato del Lavoro e Polizia Locale: è un’azione corale quella messa in campo nei confronti delle attività e pubblici esercizi che rientrano nella cosiddetta ‘black list’, cioè tra quelle note agli uffici perché tra i principali evasori dei tributi locali. Nelle scorse settimane Ispettorato del Lavoro e Asl, col supporto della Polizia Locale, hanno condotto controlli mirati in una serie di attività per accertare il rispetto delle normative che regolano i pubblici esercizi, con un’attenzione particolare per i requisiti igienico-sanitari. Diciotto sono stati i controlli condotti finora dall’Asl negli alberghi del comune di Rimini, che hanno portato a sanzionare cinque attività per diverse mancanze, dalla presenza di muffa nelle stanze, materassi macchiati, dispense non pulite. Undici invece i controlli ad opera dell’Ispettorato del Lavoro Provinciale ad altrettante attività alberghiere da nord a sud della costa, che hanno ravvisato in tre casi la presenza di dipendenti completamente non in regola, lavoratori senza giorno di riposo o chiamati a sostenere un orario maggiore di quanto previsto dal contratto, altri pagati in contanti (senza cioè mezzi tracciabili).

“I controlli sul rispetto delle normative igienico-sanitarie e sulle condizioni dei lavoratori dipendenti sono parte integrante di quella strategia che il Comune insieme agli enti preposti porta avanti per andare a colpire i ‘grandi evasori’ – sottolinea l’assessore al Bilancio Gian Luca Brasini – i titolari di gestori e attività che con la loro condotta non solo depredano la comunità di risorse, ma rappresentano una fonte di concorrenza sleale nei confronti delle migliaia di operatori che rispettano le regole. Controlli – che nei casi più gravi potrebbero portare alla sospensione e alla revoca della licenza – e che vanno ad integrare il protocollo d’intesa a contrasto dell’evasione fiscale siglato con la Guardia di finanza. Queste misure parallele, che si affiancano agli strumenti tipici della riscossione tributaria, si stanno rivelando un ottimo strumento non solo per il recupero dell’evasione, ma anche per garantire la qualità dell’offerta turistica, valorizzando la stragrande maggioranza degli operatori impegnati ogni giorno ad offrire ai turisti un servizio di qualità”.

A questi controlli si affiancano altre azioni specifiche, “come le verifiche sulle aree scoperte al mare – aggiunge l’assessore Brasini – o i controlli sulla regolarità TARI per i titolari di attività che hanno chiesto autorizzazioni all’occupazione sul suolo pubblico e riduzioni raccolta differenziata. Grazie alle strategie di tax compilance e ora di ‘tax force’ negli ultimi due anni siamo riusciti a recuperare circa 22 milioni di euro di Tari non corrisposta, senza contare gli oltre 28 milioni di IMU; adesso siamo nel vivo della seconda fase che sta già dando riscontri positivi. Utilizzeremo tutti i mezzi a disposizione per scoraggiare l’infedeltà fiscale e sradicare questo fenomeno”.