Per farlo, l’intesa mette in campo strumenti specifici: grazie ai 5 milioni di euro resi disponibili dalla Regione, nel 2027 saranno avviati percorsi formativi gratuiti dedicati alle lavoratrici e ai lavoratori occupati nei servizi sociosanitari e assistenziali che intendono conseguire questa qualifica. Il percorso prevede 1.000 ore complessive, secondo il nuovo profilo nazionale: 550 ore di formazione e 450 di tirocinio. La formazione teorica comprende 225 ore a distanza e 225 in presenza, oltre a 100 ore di esercitazioni in presenza. Sono previste facilitazioni per favorire la partecipazione: corsi organizzati con modalità compatibili con l’attività lavorativa; possibilità di svolgere il 50% della formazione teorica, pari a 225 ore, a distanza; tirocini costruiti in collaborazione con i datori di lavoro, valorizzando anche l’esperienza maturata nei servizi.
I gestori si impegnano a favorire la conciliazione tra tempi di lavoro e formazione attraverso gli strumenti previsti dalla contrattazione, a partire dal pieno riconoscimento delle ore previste per la qualificazione del personale occupato fino alla gestione flessibile dell’orario di servizio, con particolare riferimento a permessi retribuiti e permessi non retribuiti. È inoltre previsto un contributo economico di 1.000 euro, riconosciuto dal datore di lavoro al momento dell’iscrizione, a fronte dell’impegno a restare in servizio per 24 mesi dopo il conseguimento della qualifica.
“Un patto tra istituzioni, imprese e sindacati per affrontare insieme, con strumenti concreti, chiari e condivisi, una delle principali sfide del nostro sistema sociosanitario- commenta l’assessora regionale al Welfare e Terzo settore, Isabella Conti-. Un’intesa senza precedenti, che giunge al termine di un confronto e di un lavoro complesso svolto insieme, di cui siamo particolarmente orgogliosi e per cui ringraziamo davvero tutti coloro che l’hanno reso possibile. La Regione investe risorse economiche importanti, i gestori privati si impegnano a sostenere i lavoratori durante il percorso formativo, le organizzazioni sindacali accompagnano un progetto che valorizza professionalità, occupazione e qualità dei servizi. Un segnale forte di responsabilità e visione comune rispetto ai bisogni crescenti della popolazione più fragile”.
“L’adesione unanime dei gestori privati e l’ampia partecipazione delle organizzazioni sindacali conferma la portata storica dell’intesa- aggiunge Conti-. In un contesto in cui la carenza di personale rappresenta una vera e propria emergenza, il memorandum individua risorse, strumenti e responsabilità condivise per costruire nuove competenze professionali, rafforzare il sistema di cura e garantire maggiore stabilità ai servizi. Un accordo che guarda al futuro e che punta a trasformare una criticità strutturale in un’opportunità di crescita per i lavoratori, per le imprese e per l’intero sistema di welfare regionale, assicurando una risposta più efficace ai bisogni assistenziali della popolazione emiliano-romagnola”.
Il memorandum
La premessa da cui nasce il ‘Memorandum per sostenere l’acquisizione della qualifica di Oss da parte di personale occupato in enti e aziende che erogano servizi per persone non autosufficienti e con disabilità”, è proprio la fotografia dell’evoluzione demografica, che vede un progressivo invecchiamento della popolazione e un aumento delle persone con disabilità ed anziane non autosufficienti. Uno scenario che ha spinto la Regione a intraprendere un percorso straordinario di investimenti aumentando progressivamente il Fondo regionale per la non autosufficienza, che nel 2026 sfiora i 594 milioni di euro, con risorse aggiuntive finalizzate al miglioramento della qualità nei Servizi accreditati e all’incremento degli interventi a favore dell’utenza. Obiettivi che devono scontare, però, la carenza sul mercato del lavoro di personale assistenziale qualificato e un’alta percentuale di abbandono della professione, che necessiterebbe di interventi di sistema anche a livello nazionale.
Per affrontare questa sfida, la Regione ha quindi promosso un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria dei soggetti gestori, con l’obiettivo comune di: incrementare la platea delle persone con qualifica Oss e permettere a lavoratori e lavoratrici non qualificati impiegati in enti/aziende di Servizi per persone non autosufficienti di acquisire tale qualifica; conciliare i tempi di lavoro/formazione per i partecipanti ai corsi; incentivarne l’interesse a partecipare, consolidando successivamente la continuità lavorativa nel settore. All’interno dell’assessorato regionale al Welfare e Terzo settore viene istituito un tavolo di monitoraggio con le parti sociali aderenti per verificare insieme l’applicazione delle misure individuate, valutare l’andamento dei corsi e la distribuzione territoriale dei partecipanti.
Oltre alla Regione Emilia-Romagna, in particolare l’assessorato al Welfare e Terzo settore, hanno firmato il memorandum, per le Organizzazioni sindacali Cgil ER e Cisl ER; per le associazioni di categoria degli enti/aziende gestori: Legacoop ER, Confcooperative Federsolidarietà ER, Agci imprese sociali ER, Anaste ER, Comitato regionale Aias ER, Anfass ER, Uneba ER, Aiop ER.
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