Bologna

Regione: Cultura. Mostra del Cinema di Venezia

I complimenti dell’assessora Allegni ai premiati: “Cineteca di Bologna e I Wonder Pictures si confermano eccellenze straordinarie sulla scena internazionale. Il Leone d’oro all’unica regista in concorso deve farci riflettere sul valore delle donne nel fare cinema. Nei nostri bandi regionali introdotti criteri di premialità a sostegno del talento femminile”

BOLOGNA – “Congratulazioni alla Cineteca di Bologna, tempio internazionale indiscusso per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio audiovisivo, e al suo direttore Gian Luca Farinelli, che hanno conquistato il Leone di Venezia nella sezione Classici, per il restauro de La lunga notte del ’43, pellicola firmata dal regista ferrarese Florestano Vancini. E complimenti alla casa di distribuzione bolognese I Wonder Pictures, presente alla Mostra con diversi titoli, che ha visto premiate ben tre opere del proprio catalogo. Sono traguardi straordinari per due eccellenze dell’Emilia-Romagna, di cui siamo orgogliosi, capaci di ottenere riconoscimenti così prestigiosi che ne confermano il valore e la centralità sulla scena mondiale”.

Così l’assessora regionale alla Cultura e Pari opportunità, Gessica Allegni, commenta la conclusione ieri della 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. E aggiunge una riflessione sull’urgenza di far emergere e dare le stesse opportunità alle donne nel cinema. Su 21 titoli in concorso, infatti, a trionfare con il Leone d’oro per il miglior film è stata l’unica pellicola firmata da una regista (da sola), May el-Toukhy, con Woman unknown. A lei si aggiunge, Rachel Szor con il documentario Naza, diretto insieme al collega Yuval Abraham.

“Come ha ricordato in questi giorni la presidente di giuria, Maggie Gyllenhaal, ci troviamo davanti a un problema sistemico. Per una donna, fare cinema, in particolare dietro la macchina da presa, continua a essere un percorso a ostacoli– sottolinea Allegni-. Le difficoltà nell’ottenere finanziamenti per le proprie produzioni, la fatica nel vedere riconosciuto il proprio sguardo, sono barriere reali che penalizzano il talento delle professioniste. Il fatto che a vincere sia stata l’unica donna in concorso dimostra che la qualità del lavoro delle registe è indiscutibile; ciò che mancano sono le opportunità di partenza e la volontà di consentire ai talenti femminili di affermarsi. Il cinema ha il potere di plasmare l’immaginario collettivo. Se continuiamo a privarci delle storie raccontate dalle donne, priviamo l’intera società di una parte fondamentale della sua stessa narrazione. Le istituzioni hanno il dovere di passare dalle parole ai fatti”.

“Proprio per questo, come Regione Emilia-Romagna, abbiamo scelto di fare della parità di genere una colonna portante delle nostre politiche culturali– prosegue l’assessora– In particolare, nei bandi per il cinema e l’audiovisivo, abbiamo introdotto criteri di premialità e punteggi aggiuntivi specifici per i progetti guidati da registe donne o che vedono una forte presenza femminile nei ruoli chiave della produzione e della scrittura. Non solo: sosteniamo con forza le opere che scardinano gli stereotipi, affrontando tematiche legate all’empowerment e ai diritti e i set che prevedono servizi per le lavoratrici madri. Occorre che a ogni livello si faccia la propria parte, perché c’è ancora molta strada da percorrere per una piena parità anche nel mondo del cinema”.

I premi che hanno “radici” in Emilia-Romagna

La Cineteca di Bologna ha vinto il Leone Venezia Classici con il restauro de La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini. Si è celebrato così il centenario della nascita del regista ferrarese, con il restauro del suo esordio, che al Lido vinse il Premio Opera Prima nel 1960.
Tre i titoli I Wonder Pictures, casa di distribuzione bolognese, presentati in concorso internazionale e premiati durante la cerimonia di chiusura della Mostra: Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor ha vinto il Premio Speciale della GiuriaUn bon petit soldat di Stéphane Brizé il Premio per la Migliore Sceneggiatura, mentre il Premio Marcello Mastroianni è stato assegnato a Malou Khebizi, protagonista di 15/18 (A place to Heal) di Cédric Kahn.

Si segnala inoltre Le bambinefilm di Valentina e Nicole Bertani, che ha ricevuto il sostegno e supporto della Regione Emilia-Romagna attraverso Emilia-Romagna Film Commission (sul nostro territorio le riprese hanno coinvolto diversi luoghi tra Castel Bolognese, Cotignola nel Ravennate e Ferrara, città in cui è ambientata la storia) e ha vinto il Leone di vetro, Miglior esordio e migliori autrici 2026.

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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