Regione: Cultura

Oltre 48mila pagine di 3.800 articoli dal 1951 al 1996: con il progetto di digitalizzazione ‘Time machine’ finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, si arricchisce il patrimonio online della rivista “il Mulino”. L’assessora Allegni: “Grazie a un lavoro editoriale e tecnologico impegnativo, messe a disposizione di tutti le riflessioni e le discussioni che hanno animato il dibattito nel nostro Paese”

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BOLOGNA – Dalla celebre “Asinische Universitat” di Paolo Ungari, uscita nel 1972 sulla situazione universitaria del tempo, a una riflessione di Luigi Pedrazzi sulla Chiesa in Italia di fronte alle trasformazioni del 1968. E ancora, le parole di Federico Mancini sullo sviluppo industriale del Mezzogiorno, pubblicate nel 1951, o l’analisi di Pier Luigi Contessi, uscita nel luglio 1952, sulla generazione studentesca del dopoguerra.

Sfogliare la storia, immergersi nel dibattito culturale, attraversare le stagioni di un’Italia che cambia rileggendo le parole di chi ha aperto una riflessione, analizzato questioni e innescato dibattiti.

Da oggi è online ‘Time machine’, il progetto che ha digitalizzato 535 fascicoli corrispondenti a 48.387 pagine di 3.863 articoli della rivista “il Mulino”, nel periodo 1951-1996, grazie a 254mila euro di fondi europei della Regione Emilia-Romagna nell’ambito del Programma regionale Fesr 2021-2027 bando per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Humanities.

Ora, dunque, è possibile consultare – tramite il sistema bibliotecario – tutti i numeri della rivista che nel corso degli anni ha ospitato le riflessioni di intellettuali, docenti e protagonisti della vita culturale e politica italiana sui problemi e le trasformazioni della società.

Questa mattina la presentazione a Bologna, nella Fondazione Biblioteca del Mulino, alla presenza, tra gli altri, dell’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni, di Silvia Giannini, presidente Fondazione Biblioteca del Mulino, Paolo Pombeni, direttore rivista “il Mulino” e Andrea Angiolini, amministratore delegato Società editrice il Mulino.

“Questo progetto- sottolinea Allegni– è un’opportunità unica che, grazie a un lavoro editoriale e tecnologico impegnativo, valorizza un patrimonio storico preziosissimo, testimone della discussione politica, economica, sociale e culturale italiana nell’arco di oltre quarant’anni. La rivista “il Mulino” è diventata negli anni un importante e autorevole punto di riferimento non solo per la comunità accademica. Rendere oggi accessibile anche i primi quarant’anni della rivista significa poter riproporre, rileggere e condividere riflessioni, discussioni e spunti che hanno animato il dibattito nel nostro Paese”.

“Esprimo innanzitutto- dichiara Silvia Giannini, presidente della Fondazione Biblioteca- un ringraziamento alla Regione, che ha sostenuto il progetto nell’ambito del programma Fesr 2021-2027. La Fondazione ha come obiettivo la conservazione e valorizzazione del patrimonio emerografico, librario e documentale del Mulino ed è impegnata in un ampio lavoro di ricostruzione e aggiornamento degli Archivi, per mettere a disposizione della comunità un patrimonio culturale unico, radicato nel nostro territorio, ma con grande valenza e impatto nazionale. La disponibilità in formato digitale di tutti gli articoli della storica rivista “Il Mulino”, resa possibile da questo progetto, è un traguardo fondamentale di un percorso che auspichiamo possa arricchirsi di altre iniziative”.

“Questo archivio- aggiunge Paolo Pombeni, direttore della rivista “il Mulino”- restituisce i traumi e i passaggi della nostra società. C’erano posizioni divergenti, ma c’era grande responsabilità. Il Mulino degli anni Cinquanta era coraggioso, era un gruppo di giovani che sfidavano l’egemonia dell’intellettualità di partito per proporre una loro diversa visione dello sviluppo della società, per dire che le idee cambiano il mondo, tant’è vero che si definivano neoilluministi. I giovani di allora avevano la possibilità di farsi sentire perché costruivano degli ambienti di riflessione e di discussione, una sfida che il Mulino continua a lanciare alla società”.

Time machine, viaggio nella memoria de “il Mulino”

La rivista “il Mulino”, fondata per iniziativa di un gruppo di ex compagni del liceo “Galvani” di Bologna (Fabio Luca Cavazza, Pierluigi Contessi, Gianluigi Degli Esposti, Federico Mancini, Nicola Matteucci, Luigi Pedrazzi e Antonio Santucci), nasce come quindicinale di informazione culturale e universitaria, e nei successivi decenni ha cambiato diverse volte periodicità e formato.

Con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, nell’ambito del programma Fesr 2021-2027, la Fondazione Biblioteca del Mulino ha promosso la digitalizzazione di tutti gli articoli della rivista omonima, dalla sua nascita, il 25 aprile 1951, alla metà degli anni Novanta, quando la testata era già disponibile in formato digitale. La rivista ha pubblicato 535 fascicoli suddivisi in settantacinque annate, a cui si aggiungono le prime quattro uscite del 1951 in formato tabloid.

Gli articoli sono stati scansionati, poi i testi sono stati corretti e archiviati in formato pdf e convertiti in Xml per assicurarne la fruizione nel tempo e la descrizione semantica. Al lettore gli articoli sono proposti in Html5, per una consultazione in streaming e una migliore accessibilità anche per non vedenti e dislessici.

Ogni articolo è metadatato, ricondotto al fascicolo di appartenenza, del quale è disponibile anche la copertina, e identificato in maniera univoca con un Doi, identificatore digitale persistente.

Anche la piattaforma Rivisteweb (disponibile al link https://www.rivisteweb.it/) è stata aggiornata per consentire la lettura in streaming degli articoli e per offrire suggerimenti di lettura anche tramite l’intelligenza artificiale.