Question Time, chiarimenti sulle lavoratrici di Lis Group

72
BOLOGNA – L’assessore Marco Lombardo ha risposto, in seduta di Question time, alle domande d’attualità delle consigliere Emily Marion Clancy (Coalizione civica) e Addolorata Palumbo (Gruppo misto) sulle lavoratrici di Lis Group.

La domanda della consigliera Clancy
“Vista la protesta delle lavoratrici di Lis Group (ex Mr. Job), impiegate presso l’Interporto di Bologna nei magazzini Yoox, relativa alla riorganizzazione dei turni di lavoro imposta unilateralmente dall’azienda al subentro dell’appalto, senza tenere conto delle esigenze di conciliazione tra attività lavorativa e gestione familiare delle lavoratrici; visto che tale riorganizzazione ha spinto molte lavoratrici ad abbandonare il lavoro, operando un’espulsione di fatto del personale più vulnerabile; visto che in merito è stata avviata e già conclusa un’indagine ispettiva da parte dell’Ispettorato del lavoro in stretto raccordo con l’Assessorato al lavoro del Comune di Bologna; visto che, in una nota congiunta, Ispettorato e Assessorato affermano che “non si e’ trovato riscontro dell’esistenza di un fenomeno diffuso di dimissioni per motivi discriminatori a carico di mamme lavoratrici” e che in ogni caso “l’indagine ispettiva non preclude nuove ed ulteriori attività di accertamento” e che si continuerà “a monitorare la situazione, anche rispetto alla possibilità di addivenire ad azioni positive tra l’azienda e la Consigliera regionale di pari opportunità per cercare di venire il più possibile incontro alle situazioni di difficoltà delle lavoratrici”; visto l’ispezione citata ha preso in considerazione solo le dimissioni di madri lavoratrici passate sotto la nuova gestione Lis Group dopo il cambio appalto e non ha indagato i numerosi casi di madri lavoratrici che, all’atto del cambio appalto, sono state accompagnate, attraverso una mediazione, a non accettare la riassunzione presso il nuovo appaltante; visto l’ampio approfondimento che l’Amministrazione e il Consiglio comunale hanno dedicato i questi anni allo studio del fenomeno delle discriminazioni dirette e, soprattutto, delle discriminazioni indirette – cioè operate proprio attraverso un’organizzazione del lavoro escludente di alcune categorie che potrebbero invece continuare ad essere impiegate con alcuni piccoli accorgimenti nell’organizzazione del lavoro tali da non pregiudicare le esigenze produttive – a carico delle donne e delle madri lavoratrici e in generale all’analisi del fenomeno diffuso della penalizzazione del lavoro femminile; vista la disponibilità ad intraprendere azioni positive per la tutela e l’incentivo dell’occupazione femminile, in questa vertenza in particolare, nel quadro del protocollo di sito relativo ad Interporto con il coinvolgimento delle aziende presenti e delle organizzazioni sindacali, e in generale sul territorio metropolitano. Pone la seguente domanda di attualità per avere una valutazione politico amministrativa dal Sindaco e dalla Giunta sul tema; per sapere se, pur non riscontrando discriminazioni dirette nel caso specifico, non ritengano si possa parlare invece di discriminazione indiretta; per sapere in quale forma si concretizzeranno le azioni positive di cui alla nota citata; per sapere come l’Amministrazione intenda dare concretezza all’ampio approfondimento svolto in merito alla qualificazione e salvaguardia dell’occupazione femminile e alla lotta contro le discriminazioni indirette da cui le donne lavoratrici sono particolarmente colpite”.

La domanda della consigliera Palumbo
“Visto che nei mesi scorsi le lavoratrici di Lis Group (ex Mr. Job), impiegate presso l’interporto nei magazzini Yoox hanno protestato contro la riorganizzazione dei turni di lavoro imposta unilateralmente dall’azienda; sembra che questa riorganizzazione abbia portato più lavoratrici ad abbandonare il lavoro non potendo occuparsi della famiglia e dei figli minori; l’Assessore Lombardo in Consiglio comunale aveva annunciato a dicembre scorso che avrebbe inoltrato una richiesta formale di intervento all’Ispettorato del Lavoro; si apprende da una nota congiunta dell’Ispettorato del Lavoro e dell’assessorato al Lavoro del Comune di Bologna che è stata svolta una ispezione ai magazzini del’interporto e che “non si è trovato riscontro dell’esistenza di un fenomeno diffuso di dimissioni per motivi discriminatori a carico di mamme lavoratrici, risultando 7 dimissioni volontarie di cui 6 rassegnate da persone che hanno trovato una nuova occupazione”, ed inoltre “L’indagine ispettiva – si legge ancora la nota non preclude nuove ed ulteriori attività di accertamento”; sembra che il cambio dei turni rientrava in un progetto dell’azienda già prima dell’emergenza Covid-19, e quindi non sarebbe dovuto all’emergenza sanitaria come dice l’azienda, né tanto meno si tratterebbe di una misura temporanea, ma sarebbe a tutti gli effetti un cambiamento dell’orario di lavoro imposto alle operaie. Considerato l’impegno da parte dell’Amministrazione nel combattere le disuguaglianze di genere soprattutto in seguito all’aggravarsi del fenomeno durante l’emergenza sanitaria ancora in atto; dalla già citata nota congiunta dell’Ispettorato del Lavoro e dell’assessorato al Lavoro del Comune di Bologna, si apprende che si continuerà “a monitorare la situazione, per cercare di venire il più possibile incontro alle situazioni di difficoltà delle lavoratrici, compatibilmente con le esigenze produttive e con la situazione sanitaria che impone la separazione dei turni o delle squadre di lavoro per diminuire il rischio dei contagi da Covid”. Che l’ispezione citata ha preso in considerazione solo le dimissioni di madri lavoratrici passate sotto la nuova gestione Lis Group dopo il cambio appalto e non ha indagato i numerosi casi di madri lavoratrici che, all’atto del cambio appalto, sono state accompagnate, attraverso una mediazione, a non accettare la riassunzione presso il nuovo appaltante. Pone la seguente domanda di attualità per conoscere il pensiero del Sindaco e della Giunta sul tema. Per sapere dall’Amministrazione se intende realmente continuare a monitorare la situazione ai fini di fare emergere comportamenti dell’azienda che possano rendere difficile, per le lavoratrici, conciliare il lavoro con la cura delle bambine e dei bambini”.

La risposta dell’assessore Lombardo
“Le domande vertono su una vicenda che è stata già al centro di attenzione e di discussione da parte del Consiglio comunale, in Question Time ed è stato oggetto di questo assessorato anche su segnalazioni da parte di organizzazioni sindacali come i SìCobas e altre organizzazioni confederali.

Come le consigliere hanno ricordato questo assessorato si è mosso con una richiesta formale di intervento sulla vicenda delle lavoratrici della Lis Group che ha coinvolto l’Ispettorato del Lavoro e nella risposta mi concentrerò sulla lettura di alcune parti della relazione dell’Ispettorato perché offrono, a mio avviso, una parte delle risposte.
Come è stato ricordato nel comunicato non è stato trovato riscontro a quanto denunciato sull’esistenza di fenomeni discriminatori nella gestione dell’azienda Lis Group. In particolare non si è trovato riscontro dell’esistenza di decine di dimissioni per motivi discriminatori, risultando invece 7 dimissioni volontarie, 6 delle quali rassegnate da persone che hanno trovato una nuova occupazione.
Nel mese di gennaio 2020, alcune altre lavoratrici hanno rinunciato al passaggio alle dipendenze del nuovo appaltatore per la gravosità dell’orario di lavoro prospettato per ragioni produttive a tutti i dipendenti (senza discriminazioni), preferendo essere licenziate dal precedete appaltatore e percepire l’indennità di disoccupazione (NASPI), non spettante in caso di successive dimissioni.
Ricordo che l’organico della società Lis Group srl è costituito per il 73% da personale di genere femminile e, per quanto riguarda la nazionalità, la forza lavoro è costituita per il 73% da lavoratori stranieri.
Come previsto dall’art. 42 bis del CCNL Logistica e Trasporti e Spedizioni per gli appalti, la subentrante Lis Group srl, assorbe tutto il personale in forza alla cooperativa Mr Job (precedente appaltatrice fallita), ad eccezione di quei lavoratori, licenziati dalla stessa cooperativa, che rifiutano espressamente l’assunzione e di quei lavoratori, in carico al fallimento, le cui assunzioni da parte di Lis Group srl sono programmate alla fine degli eventi legali che ne hanno determinato la sospensione (come previsto nel verbale di accordo con le parti sociali).
Con riferimento al fenomeno delle dimissioni, segnalato dalle organizzazioni sindacali SìCobas, alla data del 22 dicembre 2020, l’ispettorato ha ravvisato unicamente 7 dimissioni volontarie, 6 delle quali rassegnte da personale immediatamente altrimenti occupato e della dimissione di una lavoratrice madre, tutte convalidare dall’ispettorato per il lavoro. Tutte le lavoratrici, al momento del passaggio in Lis Group srl, hanno mantenuto la tipologia orari (full time o part time) che già effettuava con Mr Job. Pertanto non è risultata comprovata la circostanza segnalata al punto 32) e 41) della denuncia in quanto non risultano, a seguito della nuova organizzazione oraria vigente dall’11 maggio 2020, né essere stati instaurati nuovi part time in diminuzione, né altre dimissioni rassegnate da lavoratori, oltre alle già citate 7, di cui 6 per passaggio ad altre aziende.
Con l’acuirsi dell’emergenza sanitaria, nessun lavoratore è stato adibito a turno centrale, né sono stati concessi cambi turno, pare allo scopo di evitare contatti tra i turni e che il contagio del singolo portasse alla chiusura dell’intera azienda, ma l’azienda ha documentato l’introduzione di un istituto di flessibilità oraria, la cosiddetta “flessibilità straordinaria Covid”, ossia ore utilizzate dai lavoratori che ne facciano richiesta per coprire assenze orarie, comunque retribuite mensilmente dalla ditta e oggetto di futuro recupero da parte delle lavoratrici, solo dopo aver concordato con le stesse calendario e modalità.
Si evidenzia che non è risultata comprovata la circostanza segnalata dalla denuncia, relativamente al danno economico procurato alle lavoratrici dalle supposte richieste di part time conseguenti alla nuova articolazione oraria in turni avvicendati introdotta dalla Lis Group srl dall’11 maggio 2020, in quanto non risultano essere stati instaurati nuovi part ime in diminuzione, viceversa risultano essere state presentate richieste di aumento dell’orario di lavoro da parte di lavoratrici part time.
Ho dato un ampio stralcio di lettura proprio per cercare di fugare alcuni degli elementi che in nuce erano presenti nelle considerazioni di voi consiglieri, pur tuttavia, come le consigliere hanno ricordato, nella nota congiunta firmata dal mio assessorato e dall’Ispettorato del Lavoro, non esclude che di fronte a nuovi elementi non si possano fare nuovi accertamenti con una precisazione, noi non dobbiamo svolgere attività processuali, le attività processuali si svolgono nelle sedi opportune, quelle giudiziali, noi dobbiamo svolgere attività politica, per far si che la tutela della qualità del lavoro, in particolare delle donne nel settore della logistica, sia non minacciata da situazioni legate alla pandemia. Ed è per questo che, lo ricordo, nella nota si fa riferimento anche alle azioni positive della consigliera di parità che è un’istituzione che garantisce l’uguaglianza sostanziale tra donna e uomo nell’accesso al lavoro e nel mantenimento dell’occupazione attraverso alcune azioni tra cui: interventi su segnalazione in caso di discriminazioni di genere e supporto alle azioni positive della Pubblica Amministrazione. Queste ultime sono previste dalla normativa, in particolare dalla L.198/2006, in particolare cito l’articolo 42 e proprio perché in questo momento so che è in corso una negoziazione con l’azienda e la consigliera di pari opportunità regionale, in merito alla possibilità di esperire azioni positive, il compito dell’Amministrazione comunale è quello di verificare da un lato se l’azione della consigliera porti a un risultato nell’interlocuzione con l’azienda e, una volta terminata questa attività, se questa attività non avrà portato risultati, sarà il Comune di Bologna a convocare un momento di dialogo e confronto con l’azienda per valutare la possibilità di azioni migliorative delle condizioni delle lavoratrici, nella consapevolezza dell’importanza dell’attività logistica nel nostro territorio, sia in termini di fatturato che di occupazione ma anche nella consapevolezza di voler garantire livelli elevati di qualità dell’occupazione femminile.
Quindi voglio rassicurare le consigliere così come ho mantenuto l’impegno e la parola nell’avviare un’indagine formale in collaborazione con l’ispettorato, prendo atto che questo è l’esito dell’indagine, e continueremo a mantenere alta l’attenzione in merito a nuovi elementi che dovessero emergere ma ripeto la nostra attività non è quella di fare attività processuale ma quello di rendere possibili eventuali azioni positive che possano migliorare la qualità dell’occupazione femminile”.