Question Time, chiarimenti sulla possibilità di allacciare la fibra ottica in un pezzo di via Carracci

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BOLOGNA – L’assessore Elena Gaggioli ha risposto questa mattina, in sede di Question Time, alla domanda d’attualità del consigliere Umberto Bosco (Lega nord) sulla possibilità di allacciare la fibra ottica in un pezzo di via Carracci.

La domanda del consigliere Bosco
Alla luce di un articolo di stampa sulla possibilità di allacciare la fibra ottica in un pezzo di via Carracci, chiedo al Sindaco e alla Giunta un parere politico-amministrativo. Chiedo, in particolare, se intendano sollecitare RFI al fine sanare le criticità”.

La risposta dell’assessore Gaggioli:

“Grazie presidente e grazie consigliere Bosco. Il consigliere Bosco dice una cosa vera e un’altra che in parte non è vera. La cosa vera è che RFI è un partner particolarmente complicato e la cosa su cui mi permetto di non concordare è la lettura del foglio che non è andato all’Ufficio giusto. A questo proposito per ulteriore chiarezza faccio un piccolo riassunto per date, premettendo che, come anche ha detto correttamente il consigliere Bosco, la zona oggetto di interrogazione è via Carracci nella cosiddetta fascia di rispetto entro i 30 metri dalla linea ferroviaria e quindi è di proprietà di RFI. Nel 2017 Metroweb, il soggetto che allora lavorava per l’infrastrutturazione, fa una richiesta al Comune per cablare la zona di via Carracci. Il Comune dà una risposta positiva in merito alla parte che riguardava l’occupazione di suolo pubblico, ma segnala che la proprietà è di RFI e che quindi era necessario anche il loro nulla osta. Metroweb inoltra quindi la richiesta a RFI, che non dice che non si possa infrastrutturare, ma dice che alla fine tutto quello che viene posato, fibra, tubi, corrugati, pozzetti e altro, diventerà di loro proprietà. Chiarisco che tra la richiesta di Metroweb e la prima risposta di RFI trascorrono più di nove mesi. Nel frattempo a Metroweb subentra Open Fiber che fa una proposta di mediazione, se fosse stato permesso di procedere all’infrastrutturazione, mantenendo la proprietà del cablaggio, sarebbero stati disponibili a effettuare anche una parte di infrastrutturazione per RFI. RFI, siamo già nel 2020, non accetta.

Faccio un breve approfondimento di carattere giuridico: l’articolo 49 del DPR 11 luglio 980 n. 753 dispone che “lungo i tracciati delle linee ferroviarie e vietato costruire, ricostruire o ampliare edifici o manufatti di qualsiasi specie a una distanza, da misurarsi in proiezione orizzontale, minore di metri 30 dal limite della zona di occupazione della più vicina rotaia”. Però siamo nell’ambito di vincolo di inedificabilità relativo, nel senso che è derogabile nei casi in cui entra in gioco “la sicurezza pubblica, la conservazione delle ferrovie, la natura dei terreni e le particolari circostanze locali lo consentano”. La norma in questo caso non dà a RFI un obbligo di procedere, ma una facoltà di concedere o meno l’autorizzazione. Siamo nell’ambito di un potere perfettamente discrezionale di RFI che potrebbe concedere l’autorizzazione, ma può altrettanto legittimamente decidere di non farlo.

Il Comune non ha competenze dirette, ma insieme ai tecnici di Agenda digitale, ci stiamo già facendo portatori e lo faremo con ancora più forza, per costruire delle modalità di dialogo che portino RFI e Open Fiber a trovare una soluzione che dia il servizio ai cittadini.

Lo voglio ribadire, non abbiamo competenze dirette come ente, non c’è nulla che possiamo fare per sbloccare la situazione che dipende da un accordo tra RFI e Open Fiber, ma ci impegneremo, lo stiamo già facendo e rafforzeremo l’impegno affinché RFI e Open Fiber possano trovare un accordo e dare un servizio importante ai cittadini di quella zona”.