Question Time, chiarimenti sul progetto street tutor

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BOLOGNA – L’assessore Alberto Aitini ha risposto questa mattina, in sede di Question Time, alle domande d’attualità dei consiglieri Francesco Errani (Partito Democratico) e Federico Martelloni (Coalizione civica) sul progetto street tutor.

La domanda del consigliere Errani
“Visto la rassegna stampa in merito al progetto “Vitalità sociale e culturale della città nel rispetto delle regole” che prevede un “intervento sperimentale di prevenzione integrata volto al miglioramento della vivibilità e sicurezza del centro storico del Comune di Bologna, con specifica attenzione a via del Pratello e piazza San Francesco, piazza Verdi, via Petroni e piazza Aldrovandi, via delle Moline, via Belle Arti e via Mascarella”. Considerando, in particolare, le numerose segnalazioni dei cittadini residenti di Piazza Aldrovandi in merito a una situazione di degrado che comporta invivibilità, non garantendo inoltre il diritto per i cittadini di dormire la notte. Invita cortesemente il Sindaco e la Giunta: ad esprimere una valutazione politica sull’opportunità di tutelare e “prendere in carico” Piazza Aldrovandi, anche attraverso la programmazione Bologna estate, per garantire spazi e diritti per i cittadini residenti. In particolare, una valutazione per garantire il rispetto di un patto civile di coesistenza sociale che deve esistere fra generazioni, generi e cittadini che vivono lo stesso luogo, per una visione di città che rispetti le regole minime di convivenza sociale, anche valorizzando il contributo di associazioni e cittadini residenti”.

La domanda del consigliere Martelloni
“Vista la notizia relativa alla partenza del progetto “street tutor” che prevede l’impiego di alcune figure di controllo delle aree a più alta densità di locali e frequentazione notturna; considerato che queste figure, descritte dai giornali come “buttafuori”, sono state formate dalle forze dell’ordine, pur non appartenendovi, e quindi, a quanto pare di capire, avranno un ruolo prevalentemente repressivo; pone al Sindaco e alla Giunta la seguente domanda di attualità per avere una valutazione politico amministrativa sul tema; per avere maggiori dettagli sul progetto e in particolare sui poteri di cui disporranno gli street tutor e i limiti posti all’attività di queste figure e che tipo di coordinamento vi sarà con l’attività dell’Amministrazione”.

La risposta dell’assessore Aitini
“Grazie presidente, grazie consiglieri,
parto dal generale e vado al particolare, quindi per quanto riguarda la figura dello street tutor, è una figura che abbiamo deciso di introdurre tramite un progetto pilota, primo in Regione e tra i primissimi in Italia. Un progetto che è possibile grazie alla riforma della legge regionale del 2018 e tra le altre cose prevista appunto per la possibilità che i gestori dei locali possano utilizzare, anche su specifica richiesta dell’ente locale, come è successo appunto in questo caso, persone in attività di prevenzione dei rischi, nelle mediazioni dei conflitti nello spazio pubblico adiacente ai locali e ai luoghi dove questi locali svolgono la propria attività. La legge regionale prevede che l’attività sia disciplinata nello specifico dall’articolo 9, sia qualificata come attività di street tutor, così dice la legge. Questa attività deve essere subordinata al possesso di specifica autorizzazione che viene rilasciata dal Comune, per cui queste persone che esercitano la propria attività devono aver frequentato con profitto uno specifico corso di formazione professionale che è disciplinato dalla Regione. Questi addetti sono tenuti a cooperare con le Polizie Locali e le forze dell’ordine, chiaramente in relazione alle specifiche competenze. Di fatto, si tratta di uno strumento di partnerariato tra le istituzioni e società civile, che appunto è finalizzato a migliorare la convivenza nello spazio pubblico specie nei contesti pertinenti. Come dicevo prima l’attività dello street tutor è intrapresa, almeno questo è il nostro caso, su iniziativa dell’ente locale competente, il Comune, e può essere anche incentivata da forme di sostegno anche economico, in questo caso le risorse sono state messe per la maggior parte dalla Regione e in parte dal Comune sotto il coordinamento della prefettura locale. Qual è l’obiettivo? L’obiettivo è che più gestori dei locali presenti sulla stessa strada partecipano a questo progetto, meglio è, in quanto più figure di questo genere ci sono a a cogestire lo spazio pubblico, meglio è, proprio per rendere più vivibili queste zone.

Il limite dell’intervento è gli street tutor, appunto, fanno attività di mediazione, non intervengono al posto della Polizia Locale o delle forze dell’ordine, alle quali si devono sempre rapportare nel caso ci sia la necessità di intervenire. Per quanto ci riguarda noi creiamo un canale diretto tra queste figure e la Polizia Locale proprio perché se ci dovesse essere la necessità, qualunque necessità di intervento, questo deve essere fatto dalla Polizia Locale e dalle forze dell’ordine e non da queste figure.
Rispetto alla situazione di piazza Aldrovandi noi oggi abbiamo di fatto una piazza che si divide in due, guardandola da via San Vitale. Abbiamo il lato sinistro, quello dove ci sono le attività commerciali, dove ci sono le attività del mercato che è in una situazione di gestione e valorizzazione, tanto che da quel punto di vista non si segnalano di fatto particolari criticità. La maggior parte di quelle attività collabora tra di loro e collabora con il Comune per rendere la zona vivibile e gradevole e devo dire che sempre di più è una situazione molto apprezzata dai cittadini che la frequentano sempre di più, tanto che c’è uno sviluppo commerciale significativo anche con attività di alta qualità che scelgono sempre più piazza Aldrovandi perché è una piazza dove le attività commerciali funzionano bene. Dall’altra parte, sempre guardando da via San Vitale verso piazza Aldrovandi, lato destro della piazza dove ci sono le abitazioni delle persone vediamo invece una situazione di difficile gestione dove appunto non essendoci attività commerciali presenti, non essendoci neanche lo spazio fisico per creare attività culturali, lei citava consigliere Errani come mai la piazza non è entrata nella rassegna Bologna Estate, è chiaro che vediamo una situazione dove spesso c’è aggregazione, assembramento, anche di tante persone, in particolare di una fascia molto giovane, per lo più sono ragazzi minorenni a cavallo della maggiore età. È un fenomeno che si è sviluppato negli ultimi anni, fino ad alcuni anni fa non era un particolare luogo di ritrovo e questo chiaramente provoca delle criticità che si sviluppano nel rumore fino a tarda sera, piuttosto che nella presenza di venditori abusivi di alcolici o, seppur in parte limitata rispetto ad altre zone della città, di spaccio. Il Comune lavora quindi da alcuni anni su piazza Aldrovandi, con un maggior presidio della zona sia da parte delle forze dell’ordine sia della Polizia Locale, per di più nei giorni scorsi nel dialogo con il Sindaco Merola abbiamo ulteriormente deciso di potenziare la presenza della Polizia Locale nella piazza.
È una piazza dove potranno essere sviluppati gli street tutor, che oggi partono su tre luoghi della città: via Mascarella, via delle Moline e piazza San Francesco, come appunto progetto pilota e abbiamo pensato che il prossimo luogo dopo la partenza, dopo le settimane in cui vedremo come funzionerà anche per cercare di tarare e migliorare il servizio, abbiamo pensato che piazza Aldrovandi potrà essere il quarto luogo dove svilupperemo questa attività. Quindi maggior presenza e presidio del territorio, la presenza di street tutor che potranno essere i mediatori, che possono essere molto utili anche nel dialogo e non solo nell’intervento con le forze dell’ordine, nel dialogo con i giovani presenti nella piazza, in particolare per quanto riguarda il rispetto delle regole che da una certa ora in poi diventa particolarmente importante, lei citava il classico esempio dove i ragazzi stanno fino a tarda notte con le casse di musica, quindi con il rumore che si propaga alle 2 alle 3 di notte in piazza. E poi abbiamo deciso una maggiore pulizia di Hera che non deve, mi permetto in questo caso, non è finalizzato a nascondere quello che è successo di notte, come sentivo dire nella lettera del cittadino, ma che serve appunto per tenere pulita una zona ad alta frequentazione come ce ne sono altre e quindi inevitabilmente si sporca maggiormente rispetto ad altre zone meno frequentate.
C’è un lavoro che proseguirà sullo spaccio e sui venditori abusivi di alcolici, un lavoro che porta dei risultati significativi per quanto riguarda la vendita abusiva di alcolici con il sequestro di centinaia e centinaia di bottiglie di birra ogni week-end. Sapete che su questo il contrasto più efficace è proprio il sequestro delle birre o altre sostanze, proprio perché la sanzione è amministrativa, mentre il sequestro, spezza una vendita abusiva ed illegale. È il lavoro che le forze dell’ordine fanno lì, così come nel resto della città sulla vendita e l’acquisto di sostanze stupefacenti. L’importante è che diamo un messaggio e con questo concludo, il messaggio è che piazza Aldrovandi non è abbandonata a sé stessa, vive delle criticità da alcuni anni, vive le criticità che stanno vivendo altre zone della città con il ritorno alla vita nel post emergenza sanitaria, che ha visto e sta vedendo degli eccessi ai quali non eravamo più abituati e sui quali bisogna intervenire per far rispettare le regole di civile convivenza. Non vorrei che passasse il messaggio che siamo davanti ad una situazione incontrollata come in parte, mi permetta consigliere, di aver sentito dalle sue parole, comunque non gestita perché questo non è vero. La piazza come altre vive una criticità dovuta agli elementi che raccontavo e descrivevo, ma allo stesso tempo chi vive e lavora in quella piazza può testimoniare che nonostante le criticità, gli interventi della Polizia Locale e delle forze dell’ordine sono costanti e quotidiane e ogni giorno che passa bisogna cercare di lavorare meglio e di trovare quel necessario equilibrio tra, come dico sempre, il diritto dei residenti a vivere a riposare e dove il rispetto dei diritti e delle regole è quanto mai necessario, dall’altra, di dare la possibilità alle persone che vogliono viverla e divertirsi, di viverla e divertirsi nel modo corretto. Quindi spero di essere riuscito a descrivere gli interventi che stiamo facendo, chiaramente ribadendo che per tutti i cittadini noi siamo a disposizione e quindi non smettere mai di segnalarci le criticità per permetterci di intervenire nel miglior modo possibile”.