Question Time, chiarimenti sul progetto di via delle Moline

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BOLOGNA – La vicesindaca Valentina Orioli ha risposto, in seduta di Question Time, alle domande d’attualità dei consiglieri Andrea Colombo (Partito Democratico) e Francesco Sassone (Fratelli d’Italia), sul progetto di via delle Moline.

La domanda del consigliere Colombo
“In merito agli articoli di stampa relativi al progetto di riqualificazione e pedonalizzazione del tratto di via delle Moline tra via Alessandrini e via Capo di Lucca, domanda al Sindaco e alla Giunta una valutazione politico-amministrativa generale in merito all’importanza del progetto di riqualificazione e pedonalizzazione di via del Moline, quali sono gli obiettivi che l’amministrazione intende perseguire in coerenza con i piani della mobilità e urbanistici (Pums, Pgtu e Pug) e quale percorso è stato svolto dal 2018 a oggi; se concorda che le panchine rappresentano un elemento del progetto fondamentale per qualificare lo spazio pubblico e consentire una fruizione positiva e gratuita da parte della cittadinanza, oppure pensa che possano favorire e aumentare lo spaccio di droga e altri comportamenti illegali in zona universitaria; se la giunta è disponibile a valutare la possibilità di aggiungere anche alcune telecamere di videosorveglianza nella nuova piazzetta riqualificata, al fine di garantire un più efficace controllo, prevenzione e contrasto di eventuali fenomeni di insicurezza e degrado”.

La domanda del consigliere Sassone
“Alla luce della riunione on line che si è tenuta alla presenza dei cittadini, dei tecnici e degli Assessori Orioli e Mazzanti sul tema del Progetto di pedonalizzazione del tratto di via delle Moline tra via Alessandrini fino a via Capo di Lucca, si chiede di sapere se è intenzione dell’Amministrazione tenere in debita considerazione le criticità che i cittadini residenti hanno avanzato nel corso della riunione, soprattutto sul tema del posizionamento delle 10 panchine in via delle Moline e dell’istituzione del senso unico alternato in via Capo di Lucca. A tal proposito si chiede al Sindaco ed alla Giunta se sono intenzionati a tenere in considerazioni tali criticità avanzate, e quindi ad una revisione del progetto così come ad oggi presentato, secondo le indicazioni fornite dai residenti”.

La risposta della vicesindaca Orioli
“Gentili consiglieri,
il progetto di riqualificazione del tratto di via delle Moline, fra via Capo di Lucca e via Alessandrini, elaborato da Fondazione Rusconi insieme con gli uffici comunali, risponde a un duplice obiettivo.

Da una parte, alla volontà di stabilire un legame di continuità fra via Indipendenza, spina dorsale dell’accesso al centro storico e dei flussi turistici, e non, che lo interessano quotidianamente, e la zona Universitaria, che del centro storico è sicuramente una delle aree da valorizzare per l’importanza del patrimonio culturale materiale e immateriale che custodisce; ma dall’altra, via Moline è parte del progetto di ri organizzazione della Piazzola, recentemente intrapreso per ragioni di sicurezza, e del sistema viario in accesso e in uscita a piazza VIII Agosto.

Questo doppio ordine di considerazioni ci dice che la pedonalizzazione è imprescindibile, così come d’altra parte è stato più volte ribadito, sia in sede di commissione consiliare, che nei lavori del laboratorio U-Lab istituito nel corso del progetto ROCK, che negli incontri con la cittadinanza, svolti sia in forma di confronto diretto con Fondazione Rusconi che grazie alle attività dell’assessorato alla mobilità e anche da me personalmente il 2 novembre 2020, con un doppio appuntamento dedicato a residenti e commercianti, oltre che lo scorso lunedì in una assemblea molto partecipata alla presenza dei tecnici, dell’assessore Mazzanti e della presidente Amorevole.

La riqualificazione di via delle Moline, nel suo tratto più ampio che si innesta in Augusto Righi, rappresenta dunque l’ampliamento e la qualificazione urbana del tratto già pedonale, con la sostituzione e l’integrazione della pavimentazione storica di colore grigio e rosso, l’inserimento di illuminazione pubblica e anche di arredo.

Pur comprendendo bene le preoccupazioni dei cittadini su questo intervento – preoccupazioni che registrano punti di vista differenti sia sulle necessarie qualità dello spazio pubblico, che sui problemi dell’accessibilità e sulle tempistiche e modalità di gestione del cantiere – penso che un buon progetto di una nuova area pedonale debba essere in primo luogo un progetto equilibrato.

Che cosa intendo per equilibrato? Penso che sia importante cercare di contemperare le diverse esigenze dei fruitori dello spazio pubblico. Estremizzando, se immaginassimo di eliminare tutti gli arredi e le panchine otterremmo uno spazio riqualificato ma vuoto, una superficie nuova esposta alla sosta selvaggia, oppure uno spazio riqualificato ma pieno di tavolini, nel quale può sedersi soltanto chi può o vuole pagare una consumazione, in ogni casi non avremo alcuna garanzia di maggiore sicurezza, abbiamo già visto purtroppo che chi delinque lo fa sia in piedi che seduto.

Quindi io credo che non dobbiamo accettare nessuna di queste ipotesi, mentre invece dobbiamo sforzarci tutti di perseguire la visione di una città capace di essere equa anche nel modo in cui offre la fruizione dei suoi spazi pubblici alle persone che la abitano.

Ho ribadito ai cittadini incontrati pochi giorni fa il mio punto di vista e il mio impegno nella direzione di una ricerca di equilibrio, fermo restando che il progetto è in corso di attuazione e che quindi occorre usare molta misura nell’apportare eventuali modifiche. Ho detto, e lo ribadisco qui, che non credo che la soluzione dei problemi lamentati dai cittadini stia nell’eliminazione totale delle panchine.

Penso invece che i problemi di ordine pubblico vadano affrontati con altri strumenti. Prima di tutto condividendo il presidio dello spazio pubblico, attraverso l’uso quotidiano, lo sviluppo equilibrato delle attività commerciali, la promozione di inziative e attività socio-culturali, anche dal basso.

Ma sappiamo che esiste un tema specifico, di sicurezza. L’assessore Aitini ed io condividiamo il punto di vista secondo cui quando si fa una riqualificazione, come in questo caso, oltre alle telecamere di controllo degli accessi collegate alla pedonalizzazione sia importante inserire “di default” anche quelle di sorveglianza, e riteniamo che questa sia una risposta concreta sul piano del contrasto a fenomeni di disturbo della quiete pubblica o che generano insicurezza e degrado. Una risposta che intendiamo applicare anche in via delle Moline e che sarà importante come supporto alle attività di controllo che sarà necessario sviluppare con continuità nella zona”.