Question Time, chiarimenti sul bando per il teatro di Villa Mazzacorati

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BOLOGNA – L’assessore Matteo Lepore ha risposto, in seduta di Question Time, alle domande d’attualità dei consiglieri Marco Piazza (Movimento 5 stelle) e Paola Francesca Scarano (Lega nord), sul bando per il teatro di Villa Mazzacorati.

La domanda del consigliere Piazza
“Premesso che tra i vari tesori presenti a Bologna, il teatro del 700 di Villa Mazzacorati occupa certamente un posto importante. Oltre ad essere una struttura di grandissimo valore architettonico e storico internazionalmente riconosciuta, offre anche un’acustica perfetta che ha attirato negli anni eventi musicali prestigiosi. Il valore del teatro è riconosciuto a livello internazionale, infatti è tutelato dall’Associazione Europea Perspective European Historic Theatres nata nel 2002 a salvaguardia dei teatri storici. A breve uscirà il bando per la affidare la gestione del teatro. Tra i possibili utilizzi del teatro elencati nella risposta ad una mia interpellanza non sono previste attività a carattere musicale, Bologna è città creativa della musica Unesco. Pone la seguente domanda di attualità per sapere se la giunta ritiene che la vocazione musicale del Teatro 1763 di Villa Mazzacorati debba essere mantenuta eventualmente assegnando una premialità ai progetti che prevederanno anche attività musicali nel progetto di gestione”.

La domanda della consigliera Scarano
“Un bando per il teatrino di Villa Mazzacorati – Aldrovandi. Sono a chiedere al Signor Sindaco un parere politico amministrativo in senso generale ed in particolare vorrei conoscere se si sta cercando di rendere il teatro agibile prima del bando che verra emesso”.

La risposta dell’assessore Lepore
“Grazie presidente. Per quanto riguarda il teatro di Villa Mazzacorati confermo il grande pregio del luogo, anche per questo motivo abbiamo deciso, come Amministrazione, di riprendere in carico il teatro. Proprio perché intendiamo costruire una programmazione importante sia di interventi che di gestione. Un nuovo modello gestionale che ci permette di superare quelli che sono i limiti che adesso dirò e sono legati alla struttura e alla necessità di ristrutturazione complessiva. L’idea è partire per step in attesa di una ristrutturazione complessiva per riacquisire l’utilizzo di alcuni luoghi per lo spettacolo e per le attività culturali. L’acustica del teatro è senza dubbio tra quelle più straordinarie che abbiamo a disposizione a livello italiano. Il futuro gestore avrà ovviamente la possibilità di utilizzarlo per questo tipo di attività, in particolare per le attività musicali e dovrà proporre, attraverso il bando, un progetto complessivo di valorizzazione. Il bando permette al Comune di avere un gestore che sia un grado non solo di valorizzare il bene, ma anche di procedere con interventi che servono a mettere in sicurezza lo spazio e ottenere la licenza di pubblico spettacolo. Questo sarà un punto che avverrà a cura del gestore, se previsto dal progetto chiaramente. Il bene ci risulta agibile dal punto di vista strutturale, possono svolgersi manifestazioni, naturalmente tenendo presente quelle che sono le normative vigenti e le caratteristiche del luogo. Ma si vuole andare oltre e ottenere la licenza di pubblico spettacolo e su questo superare i limiti dello spazio con una serie di accorgimenti e di interventi.

I numeri sono ridotti, se non ricordo male si può arrivare a 70 – 90 posti internamente, parliamo chiaramente in epoca post covid con normative di sicurezza differenti e si possono utilizzare anche gli spazi esterni, molto suggestivi. Quindi noi ci aspettiamo progetti che ci permettano di superare quelli che erano i limiti evidenti di questo teatro, che pur essendo una perla ha sempre avuto delle limitazioni forti dal punto di vista delle autorizzazioni. Penso che il bando sia una svolta, me ne sono occupato molti anni fa quando ero consigliere di quartiere Savena, allora grazie alle attività dell’associazione Arti e cultura del ‘700 facemmo numerosissime cose, poi con il tempo non ho più avuto modo di seguire il teatro. Cessata la mia attività di consigliere, anni dopo lo ritrovo da assessore alla cultura, in questi tre anni abbiamo studiato delle modalità per riuscire a farlo ripartire e abbiamo individuato insieme al quartiere la modalità giusta per rimetterlo in carreggiata. È chiaro che complessivamente occorrerà prevedere nel prossimo mandato una programmazione di interventi e manutenzione straordinaria dell’immobile che dovremmo valutare sia come Amministrazione comunale, ma soprattutto insieme alla Regione Emilia-Romagna”.