Question Time, chiarimenti sui lavori al canile di Trebbo di Reno

7
BOLOGNA – L’assessore Elena Gaggioli ha risposto questa mattina, in sede di Question Time, alla domanda d’attualità del consigliere Umberto Bosco (Lega Bologna per Salvini premier) sui lavori al canile di Trebbo di Reno.

La domanda del consigliere Bosco:
“Abbattimento alberi per lavori al canile di Trebbo e area per nuovo canile. Alla luce dell’articolo di stampa chiedo al Sindaco ed alla Giunta un parere politico-amministrativo nel merito. Chiedo, inoltre, di sapere quali requisiti debba rispettare l’area che potenzialmente potrebbe ospitare il nuovo canile e quale esito ha avuto la collaborazione con la Lipu circa la verifica della presenza di nidi sugli alberi che si è deciso di abbattere. Chiedo altresì a che punto sono i lavori disposti dalla sentenza di gennaio e quando si prevede di ultimarli. Chiedo, infine, quando è prevista l’apertura del nuovo gattile”.

La risposta dell’assessore Gaggioli:
“Per quanto riguarda i lavori per l’apertura del nuovo gattile io credo che entro il mese di luglio verranno trasferiti gli animali. Le verifiche con la Lipu in merito all’abbattimento si stanno chiudendo in questi giorni e avrò modo di dare riscontro a lei e a tutti i soggetti interessati sull’esito di quelle verifiche, che per ora sembrano però essere abbastanza positive nel senso che gli abbattimenti sembrano non provocare rilevanti danni.

Per quanto riguarda i lavori relativi al canile il termine determinato dalla sentenza è ancora valido ed è il 14 di luglio. Noi stiamo procedendo all’esecuzione di quei lavori con tutte le attenzioni necessarie perché anche la richiesta di negoziazione assistita, che ha fatto il Signor Zimbalatti relativamente alla causa che egli stesso ha promosso, per quei lavori non ha dato luogo per adesso a una sospensione di quei termini quindi per noi rimangono validi. Stiamo attualmente analizzando con il settore, e anche di questo avrò il piacere di dare riscontro a lei e a tutti i soggetti interessati, alcune aree specifiche sia nella città di Bologna che in alcuni limitrofi. Come dicevo la priorità sarà data ad aree che sono nel Comune di Bologna perché nel caso in cui installassimo il nuovo canile nell’area di un altro comune, quella sarebbe considerata attività produttiva altamente inquinante con una serie di norme che rallenterebbero di molto l’esecuzione dei lavori. Ma, data l’urgenza, stiamo valutando tutte le ipotesi e dialogando anche con le amministrazioni che hanno terreni adatti. Il terreno deve essere di minimo tre ettari come quello attuale per pensare di poter trasferire tutto il servizio, deve essere a una distanza rilevante da palazzi residenziali. Vi ricordo che il signor Zimbalatti vive tuttora a 250 metri quindi noi stiamo facendo una ricerca di aree che siano ad almeno 500 metri dalle abitazioni in via precauzionale. Possibilmente aree che sono già in prossimità di attività che sono già di per sé rumorose, in questo modo l’impatto acustico del canile viene sensibilmente ridotto”.