Question Time, chiarimenti sui dati sul turismo a Bologna

BOLOGNA – L’assessore Matteo Lepore ha risposto questa mattina, in sede di Question Time, alla domanda d’attualità del consigliere Claudio Mazzanti (Partito Democratico) sui dati sul turismo a Bologna.

Domanda del consigliere Mazzanti
“In relazione ai dati, recentemente pubblicati sulla stampa locale, che riferiscono un aumento del 46 % delle presenze per turismo a Bologna negli ultimi cinque anni e che, di conseguenza, comportano una crescita dei lavoratori del settore. Chiede al Sindaco e alla Giunta una valutazione politico-amministrativa sui dati pubblicati
quali iniziative intenda attivare l’Amministrazione nei confronti degli organi preposti al controllo e tutela degli operatori del settore, rispetto alla creazione di 10.000 nuovi posti di lavoro nel comparto turismo, come contenimento ed emersione del lavoro sommerso quali azioni intenda porre in essere al fine di sollecitare iniziative legislative, nazionali e regionali, sul turismo, che favorirebbero la messa in regola delle numerose piattaforme digitali, soprattutto per quanto riguarda la regolare attività e la eliminazione della consistente evasione fiscale”.

Risposta dell’assessore Lepore
“Grazie presidente, grazie consigliere Mazzanti e anche gli altri consiglieri che oggi hanno fatto delle domande su questo tema al quale risponderemo sia io che il mio collega Marco Lombardo. Sui temi del lavoro lascio a lui la risposta, abbiamo lavorato molto su questo fronte e credo che lo abbiamo fatto per tempo, coinvolgeremo naturalmente tutte le parti sociali come abbiamo sempre fatto. Sottolineo soprattutto un aspetto: noi abbiamo lavorato in questi anni sopratutto per disegnare una politica sul turismo, e questo ha significato anticipare un disegno politico complessivo sulla nostra città, su un’idea di economia e anche di coesione sociale. Dico questo perché il turismo ci ha di fatto consegnato una nuova dimensione, ho avuto modo di rispondere anche a Patrizio Roversi che proprio ieri su un giornale cittadino ha pubblicato un editoriale, e per la prima volta finalmente qualcuno non si lamenta ma pone una questione culturale molto importante: l’identità della nostra città. E naturalmente l’identità della nostra città non è data dalle istituzioni, non è data dai politici o dai commentatori. L’identità si fa attraverso le persone, il mutare delle relazioni e di quello che succede in un territorio, quindi l’identità di per sé la si può raccontare, si può cercare di cambiarla, di migliorarla, di costruirgli sopra un dibattito, io credo che sia una discussione molto interessante, se noi riuscissimo davvero a confrontarci su questa città su quelle che sono le sfide per il futuro, ci dobbiamo organizzare non soltanto per accogliere i turisti, perché accogliere i turisti è una parte importante ma un segmento solo del ragionamento più complessivo che dobbiamo fare.
Negli ultimi 10 anni, lo abbiamo visto anche nei giorni dell’istruttoria sul disagio abitativo, Bologna è cambiata in maniera straordinaria. Abbiamo 15.000 residenti in più, abbiamo 1 milione e mezzo di turisti in più, abbiamo più studenti. Questo significa chiaramente più opportunità, più aspettative da parte dei tanti giovani italiani, dei tanti visitatori che vengono, ma significa anche nuove problematiche e nuovi bisogni. Noi in questi 10 anni li abbiamo affrontati cercando di riadattare la nostra piattaforma urbana a queste sfide e alle sfide che avremo ancora. Il turismo ha dimostrato uno specchio, soprattutto per i turisti stranieri, che le bellezze di questa nostra città potevano essere ancora di più apprezzate e valorizzate. Quando abbiamo cominciato a vedere file di turisti stranieri che visitavano i luoghi sotto casa ci siamo forse accorti che sotto casa avevamo San Petronio o altri luoghi fuori dal centro storico, nel nostro Appennino e siamo ritornati anche noi a visitare altri luoghi che sono un patrimonio naturale e culturale straordinario. E se abbiamo anche migliaia di ragazzi che oggi sfilano per le nostre strade perché ci chiedono un cambiamento di paradigma, io credo che questo cambiamento lo possiamo impostare se sappiamo bene dove abbiamo le radici piantate, se sappiamo che abbiamo un territorio a disposizione che non è uno spazio vuoto, è innanzitutto un paesaggio unico, fatto di territorio, fatto di tanta natura, di tante realtà che all’interno vivono e lavorano nei nostri comuni che hanno visto in questi 10 anni, ad esempio, perdere tantissimi posti di lavoro. Ho avuto modo di dirlo nei giorni scorsi quanto assieme al presidente della Camera di Commercio abbiamo presentato questi dati, mentre da assessore al turismo, nello scorso mandato, lavoravo alla promozione del turismo, con la delega al lavoro mi capitava di partecipare ai tavoli di crisi della Regione e di prendere parte a delle discussioni, sia con il presidente Errani, nel primo periodo, che col presidente Bonaccini, su le casse integrazioni che avevano quasi sei cifre. Quindi da un lato il nostro territorio, per la parte manifatturiera, perdeva posti di lavoro nell’area metropolitana e vedeva crescere il turismo, Questi 10.000 posti di lavoro sono un’occasione che non dobbiamo sprecare. Sono la punta di un iceberg di un altro cambiamento importante che la nostra Regione in questi 10 anni ha visto. Questa cifra non ci deve certo far pensare che è un cambiamento effimero questo del turismo, è un cambiamento importante che però dobbiamo saper gestire e valorizzare per il futuro. In particolare pensandoci non più come un Comune con delle mura medioevali attorno ma come una città metropolitana da 1 milione di abitanti.
Sbaglieremmo se pensassimo di gestire il fenomeno del turismo soltanto per quello che è il quadrilatero, per quello che è il nostro centro storico. Il turismo è una grande opportunità per tutta la città metropolitana ed è anzi, anche l’occasione per fare una discussione su come redistribuire quest’opportunità al di fuori dei nostri confini municipali. La via degli dei, la via della lana e della seta ci hanno per prime dimostrato quanto il nostro lavoro, come comune capoluogo, sia fondamentale per tutta la Città metropolitana. Siamo l’unico comune d’Italia che investe sulla propria Città metropolitana, noi ogni anno diamo 2 milioni di euro alla nostra Città metropolitana per promuovere la destinazione turistica e stiamo investendo insieme ai privati per creare occupazione, opportunità e un racconto che, come vedrete dal punto informativo che apriremo a fine novembre in piazza Nettuno, racconterà non soltanto le bellezze di questo chilometro quadrato che abbiamo attorno noi consiglieri comunali e assessori, ma tutto il paesaggio naturale e culturale della nostra Città metropolitane. È un lavoro importantissimo ed entusiasmante che tanti imprenditori e imprenditrici hanno deciso di fare con noi e che tante ragazzi e ragazze hanno deciso di intraprendere tornando a fare antichi mestieri, corsi professionali e attività, e quindi quando guardiamo al settore del turismo dobbiamo guardare sì alle nuove identità, ma si deve anche guardare e amare quello che è stato il passato, ma che deve sopratutto avere la felicità di amare quello che abbiamo di fronte, cioè quello che saremo in grado di creare per il futuro. Non voglio essere troppo scenografico in questo mio intervento ma è esattamente quello che noi dobbiamo ambire di fare, perché se 10 anni fa non avessimo tolto alcune opportunità infrastrutturali, cercando di mettere risorse pubbliche per creare nuovi servizi e nuove opportunità, se non avessimo immaginato quello che sarebbe successo e in qualche modo non avessimo cercato di condizionarlo, oggi non avremmo questi risultati e saremmo rimasti una “città-autogrill” perché noi prima eravamo una città di fiere, una città di università, una città che aveva milioni di passeggeri sui treni, sugli aerei, ma zero turisti, questo voleva dire che avevamo persone che passavano ma non si fermavano. I primi turisti che arrivavano a Bologna ci dicevano “Mah, non sapevo che Bologna fosse così”, in parte ce lo dicono ancora ma oggi finalmente siamo una destinazione turistica, questo orgoglio dobbiamo giocarcelo per il futuro senza crogiolarsi su dei numeri, affrontando i temi sociali importantissimi che abbiamo di fronte, come quelli del lavoro di cui parlerà il mio collega Lombardo e di questo ringrazio tutto il Consiglio comunale, perché se abbiamo potuto fare tutto questo lavoro in questi anni, è stato anche grazie al sostegno di chi qui, in quest’Aula ha votato provvedimenti, investimenti e condiviso progetti”.