Question Time, chiarimenti su Villa Aldini

23

BOLOGNA – L’assessore Matteo Lepore ha risposto, in seduta di Question Time, alle domande d’attualità dei consiglieri Umberto Bosco e Paola Francesca Scarano (Lega nord), su Villa Aldini.

La domanda del consigliere Bosco
“Alla luce degli articoli di stampa allegati, chiedo al Sindaco ed alla Giunta una valutazione politico-amministrativa nel merito. Chiedo anche di sapere per quale ragione, nonostante le segnalazioni, siano state necessarie diverse settimane per intervenire e sgomberare e sigillare lo stabile. Chiedo, infine, quando saranno collocate le inferriate e l’impianto d’allarme”.

La domanda della consigliera Scarano
“Grida vendetta il fatto che Villa Aldini non abbia ancora trovato una propria destinazione, così come grida vendetta il fatto che l’ex convento di Vicolo Bolognetti sia stato destinato all’attuale utilizzo. Chiedo all’Assessore Lepore se non ritiene che non solo Villa Aldini ma anche l’ex convento di San Leonardo siano spazi, luoghi, monumenti che andrebbero esaltati in tutta la loro bellezza e maestosità e dei quali l’uso e il godimento debbono essere di tutti e non invece solo di qualche privato”.

La risposta dell’assessore Lepore
Ringrazio i consiglieri per la domanda. Oggi pomeriggio ci sarà anche la commissione e quindi avremo modo di discutere di questo importante monumento della nostra città. Come sapete la proprietà è da molto tempo è dell’Amministrazone comunale e si sono succeduti nei secoli diversi utilizzi di questa Villa che ha avuto varie funzioni. Nelle prossime settimane terminerà l’utilizzo come luogo di accoglienza per persone migranti e sulla base di questo, come già abbiamo anticipato nei mesi scorsi, andremo a definire una nuova funzione e un nuovo progetto. Da alcune estati Villa Aldini è protagonista di una rassegna di Bologna estate e anche quest’anno lo sarà. Per questo motivo a maggio affideremo, attraverso il bando di Bologna estate a una realtà culturale che avrà presentato il progetto, la gestione della Casa del Custode e complessivamente della parte antica, compreso il prato antistante, dove si potranno svolgere delle attività di carattere culturale e teatrale. Questo permetterà una custodia della Villa, a differenza della scorsa estate dove si sono svolte delle attività, ma non c’era una custodia da parte dell’associazione culturale. Monteremo anche in questo mese un impianto di allarme viste le intrusioni che vi sono state in queste settimane, che hanno visto l’intervento dell’Amminstrazione comunale con il settore Manutenzione, che ha ripristinato, accompagnata dalla Polizia Locale, lo stato dei luoghi, liberandoli anche dalle persone che nel frattempo vi erano entrate. Interventi che sono avvenuti nell’immediata vicinanza delle segnalazioni, quindi non appena le infrazioni si sono verificate.

Lo stato complessivo della Villa nella parte antica è migliore di quello che si può percepire, nel senso che è un luogo che va restaurato, ma sostanzialmente non è inagibile, mentre la parte della ex Casa di riposo, ha bisogno di interventi strutturali, perché è priva di scarichi e fognature e priva di bagni nelle attuali camere. Quindi, a seconda della funzione che si deciderà, occorrerà mettere mano complessivamente alla struttura in maniera importante.

Quella che per ora è la stima degli interventi, e penso che la cifra renda autoevidente perché il Comune di Bologna in questi anni ha avuto altre priorità, è pari a circa 7 milioni di euro, secondo le previsioni dei nostri settori Patrimonio e Lavori pubblici. Pensiamo che, visto anche l’alto interesse che Villa Aldini ha suscitato negli ultimi mesi da parte dell’opinione pubblica della città, sia bene confrontarsi con l’opinione pubblica e con le tante competenze che ci sono nel nostro territorio sulle funzioni future. Per questo motivo, ribadisco la nostra volontà di aprire una sorta di avviso pubblico, ma prima ancora di costituire un comitato, come assessore al Patrimonio e alla Cultura, all’interno del quale coinvolgere alcune delle associazioni che si occupano di questi temi come per esempio il Fai, che si è già proposto per diverse iniziative, la Fondazione Villa Ghigi, che tra l’altro gestisce il parco di Villa Aldini, e anche personalità eminenti della nostra città. Saremo poi lieti di confrontarci con la Sovrintendenza e con il Ministero dei beni culturali, qualora come dichiarato negli articoli di giornale, volessero contribuire al restauro della Villa. Questo Comitato avrà il compito di aiutarci nell’individuazione di una procedura per individuare le funzioni e le risorse. Come Comune siamo pronti a fare la nostra parte, come sapete un progetto per essere inserito nel Piano investimenti necessita di un piano e di una proposta avanzata e questo è un lavoro che abbiamo fatto in questi mesi approfondendo lo stato dei luoghi con i nostri tecnici, con dei carotaggi, delle verifiche statiche e siamo oggi in grado di dire quali sono le necessità a livello edilizio della Villa. Sulla base di questo adesso è possibile un confronto aperto su quelle che sono le opportunità. Non è facile individuare un uso permanente della parte antica perché è stata progettata per ospitare l’Imperatore Napoleone e i suoi banchetti e celebrazioni. Quindi è un luogo per manifestazioni culturali, incontri o iniziative di vario genere, è più un luogo di visite e non ha mai trovato una vocazione definitiva. La parte della Casa di riposo può avere invece un’applicazione più pratica, un’idea che ho ripreso e che oggi ho esposto nuovamente nella commissione è quella della Scuola nel Bosco, la Fondazione Villa Ghigi ha elaborato negli anni passati una proposta in questo senso. L’alto costo dell’intervento ha sempre frenato, l’Amministrazione aveva altre priorità, penso ad esempio alla messa a norma delle nostre scuole, agli impianti sportivi, alla manutenzione delle strade e alle tante cose di cui parliamo ogni giorno. Credo però che anche il covid ci abbia insegnato che occorre investire su una riprogettazione e innovazione sui nostri contenitori scolastici e sui nostri percorsi educativi e pedagogici. Le scuole all’aria aperta, l’outdoor education e le scuole nel bosco sono una delle cose più richieste e interessanti, e sono peraltro calate nella tradizione della nostra città, nel lontano e anche recente passato. Quindi, credo che mettere insieme arte, cultura, pedagogia, educazione nello spazio naturale dei nostri colli possa essere un connubio importante, abbiamo grandi competenze in città per elaborare un progetto in questo senso. Chiaramente è una proposta che faccio e vorrei confrontarmi, perché sono assessore al Patrimonio e non posso decidere da solo sul destino di questa Villa. Possiamo decidere di ristrutturare con risorse proprie del Comune, penso che sarebbe una cosa meritevole, le risorse necessarie sono ingenti, quindi penso che una parte sarebbe sensato la mettesse in campo il Comune, una parte, per il valore storico, potrebbe proporla il Mibact e una parte potrebbe essere interessante per i fondi europei che stanno arrivando. È chiaro che dobbiamo darne un uso sociale e di interesse generale e l’educazione potrebbe essere sicuramente meritevole”.