Question Time, chiarimenti su un chiosco di Piazza Aldrovandi

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BOLOGNA – L’assessore Alberto Aitini ha risposto questa mattina, in sede di Question Time, alla domanda d’attualità della consigliera Emily Marion Clancy (Coalizione civica) su un chiosco di Piazza Aldrovandi.

La domanda della consigliera Clancy
“Viste le notizie di stampa sul caso di un fruttivendolo il cui chiosco in Piazza Aldrovandi è chiuso fino al 31 maggio per il pagamento in ritardo di una cartella esattoriale di Equitalia; considerato che Yasir Shabir Mohammad riferisce che la cartella esattoriale è arrivata a febbraio e che, seppur in ritardo, ha saldato l’importo, tuttavia permane il divieto di aprire il chiosco fino al 31 maggio. Letto inoltre che ha contattato Comune e Quartiere senza ricevere una risposta; pone la seguente domanda di attualità per sapere se l’Amministrazione possa fornire una risposta a questo caso e se non si possa addivenire a una soluzione meno penalizzante, considerati anche i tempi economicamente difficili che stiamo vivendo”.

La risposta dell’assessore Aitini
“Grazie presidente, grazie consigliera,
il 23 febbraio è stata inviata al titolare dell’attività una Pec nella quale si comunicava un procedimento d’ufficio per la sospensione pari a sei mesi delle autorizzazioni rilasciate dal Comune ai sensi dell’articolo 6 della legge regionale 1 del 2011, in quanto da una richiesta effettuata all’Inps in data 12 febbraio 2021, è emersa un’irregolarità nella posizione contributiva. Come previsto dalla legge 241 del ‘90, è stato informato il titolare dell’attività e avrebbe potuto presentare memorie scritte o documenti riguardanti il procedimento entro 10 giorni, appunto, dal ricevimento della suddetta comunicazione. Il 17 marzo è stato notificato al soggetto la sospensione dell’autorizzazione amministrativa per la durata di sei mesi, proprio non essendo pervenute memorie scritte e/o documenti riguardanti il procedimento. Si è provveduto ad informare il titolare dell’attività che la sospensione delle autorizzazioni si intende revocata qualora emergano nuove informazioni rispetto alla regolarizzazione della sua posizione contributiva. Il 23 marzo è pervenuta all’ufficio la richiesta di revoca dell’atto di sospensione motivata proprio dall’accoglimento da parte dell’Inps di una rateizzazione del debito.

Si è preso atto quindi del versamento della prima rata ed è stato accolto il piano di rateizzazione ed è stata comunicata al titolare dell’attività la revoca del provvedimento di sospensione, confermando solo il periodo di sospensione di un mese a decorrere dal primo maggio 2021. Il 16 aprile è pervenuta una richiesta da parte del titolare dell’attività di scontare la chiusura in un periodo diverso rispetto al mese di maggio, ma il 27 aprile, quindi 10 giorni dopo, è stata inviata una Pec di comunicazione di non accoglimento di questa istanza in quanto la sanzione di cui al comma 2 bis dell’articolo 6 della legge regionale 1 del 201, chiarisce che il periodo non può essere differito se non in casi eccezionali ed adeguatamente motivati. Al momento non è arrivata nessuna nuova richiesta di spostamento dei tempi accompagnata da motivazioni adeguate, quindi al momento rimane solo la sospensione di un mese e che comunque terminerà alla fine di questo mese”.