Question Time, chiarimenti su Passante di Bologna e inquinamento atmosferico

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BOLOGNA – La vicesindaca Valentina Orioli ha risposto, in seduta di Question Time, alla domanda d’attualità della consigliera Addolorata Palumbo (Gruppo misto) su Passante di Bologna e inquinamento atmosferico.

La domanda della consigliera Palumbo

“Visti gli articoli di stampa apparsi in merito al Passante di Bologna. Premesso che il documento costitutivo del Piano Urbanistico generale, Disciplina del Piano, nel capitolo ‘Inquinamento atmosferico’ dispone che ‘Per ridurre l’esposizione agli inquinanti, negli interventi urbanistici le funzioni residenziali (A) e le attrezzature sanitarie o scolastiche pubbliche o di interesse pubblico (D4, D5) devono essere prioritariamente insediate ad una distanza dalle infrastrutture stradali (calcolate su proiezione orizzontale) come di seguito indicato: almeno 150 metri dal confine stradale delle strade classificate dal vigente PGTU come Autostrada Tangenziale e Strada a scorrimento veloce’. Considerato che il progetto del Passante di Bologna avvicinerebbe la tangenziale e l’autostrada alle abitazioni non rispettando le distanze previste dal PUG, possiamo allora affermare che la popolazione residente lungo l’asse tangenziale/autostradale sarà esposta ad un elevato livello di inquinamento atmosferico. Pone la seguente domanda di attualità per conoscere il pensiero del Sindaco e della Giunta sul tema. Per sapere dall’Amministrazione: se è a conoscenza della distanza che dividerà l’asse tangenziale/autostradale dalle abitazioni lungo tutto il tratto che sarà soggetto ad allargamento. Se non ritenga che il progetto del Passante di Bologna possa nuocere gravemente alla salute delle persone che vivono lungo l’asse tangenziale/autostradale visto che non vengono neanche rispettate le distanze stabilite dal PUG proprio per ridurre l’esposizione agli inquinanti atmosferici”.

La risposta della vicesindaca Orioli

Gentile consigliera, quando si fa un nuovo piano urbanistico si affrontano necessariamente alcuni scostamenti rispetto al piano vigente, nell’ottica complessiva dell’efficacia delle azioni per il miglioramento della qualità urbana ed ambientale. Quello che voglio dire è che è del tutto normale che, rispetto ad una condizione data, che riguarda norme vigenti (quindi PSC e RUE) ed edifici esistenti, si apportino con il nuovo Piano delle migliorie provando ad “alzare l’asticella” rispetto ad alcuni specifici temi. Il Pug si pone in questa prospettiva, “alzando l’asticella” in particolare sui temi ambientali. Più volte ho sottolineato questo in commissione, cercando di uscire dal dibattito sul periodo più opportuno per adottare un nuovo piano urbanistico, e di entrare invece in un dibattito più interessante e proficuo per la città, che riguarda diversi principi e nuove regole necessari per dare gambe agli obiettivi di sostenibilità socio-economica e ambientale sui quali Bologna, in linea con la maggior parte delle città europee, ha manifestato il proprio impegno.

In questo contesto abbiamo scritto che a Pug adottato non si potranno più realizzare interventi urbanistici. che contengano la previsione di abitazioni e attrezzature di servizio a meno di 150 metri da autostrade, tangenziale e strade a scorrimento veloce, per ridurre l’esposizione della popolazione agli inquinamenti e rischi antropici (azione 1.3d). Parliamo di nuovi edifici e di nuovi abitanti. Pensiamo che sia condivisibile l’idea di non esporre altre persone all’impatto diretto del rumore generato dalle strade maggiori. Questo a mio avviso è un provvedimento necessario e come tale va difeso.

Per quanto riguarda gli edifici e gli abitanti che già risiedono lungo il passante, sappiamo bene che essi sono già soggetti all’esposizione al rumore di un sistema stradale che già esiste. Abbiamo quindi a che fare con una situazione diversa, rispetto alla quale la sistemazione e il potenziamento della sede stradale, con un ampliamento che raggiunge al massimo, se non erro, una decina di metri per lato, è stata valutata di interesse pubblico non solo per ragioni trasportistiche, ma anche perché consentirà la migliore e più integrale mitigazione degli effetti ambientali. Integrato al progetto del passante è infatti un imponente progetto di realizzazione di aree boscate e parchi, di ricucitura di spazi per la mobilità attiva e di tracciati viari minori, ma soprattutto di realizzazione di barriere antifoniche.

Da questo punto di vista la situazione ambientale per chi è più direttamente esposto alla presenza del sistema tangenziale migliorerà, e non vedo in questo progetto di reinfrastrutturazione urbana alcuna contraddizione rispetto allo scenario complessivo di trasformazione urbana del Pug, in cui è pienamente considerato.