Question Time, chiarimenti su nuovi alberi in piazza Aldrovandi e in centro storico

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BOLOGNA – La vicesindaca Valentina Orioli ha risposto alla domanda d’attualità del consigliere Andrea Colombo (Partito Democratico) su nuovi alberi in piazza Aldrovandi e in centro storico. La risposta è stata letta dall’assessore Claudio Mazzanti.

La domanda del consigliere Colombo
“In merito agli articoli di stampa relativi agli alberi in piazza Aldrovandi e più in generale in centro storico; domanda al Sindaco e alla Giunta una valutazione politico-amministrativa generale in merito alla strategia di riforestazione urbana contenuta anche nel Documento Unico di Programmazione del Comune e alla conseguente importanza di aumentare gli alberi in città a Bologna, anche mediante interventi di inserimento diffuso nel tessuto urbanizzato e storico, per finalità sia di contrasto e adattamento ai cambiamenti climatici e di riduzione dell’inquinamento, sia di incremento degli spazi verdi diffusi all’aperto a disposizione della cittadinanza, a maggior ragione a seguito della pandemia da Covid-19 che ha rafforzato le esigenze di tutela ambientale e fatto riscoprire l’importanza di spazi pubblici aperti per la vita sociale, culturale ed economica della comunità; se condivide l’idea che la piantumazione di nuovi alberi possa riguardare anche le strade e piazze del centro storico (che, dal punto di vista climatico e ambientale, è la zona più colpita dalle isole di calore e con una dotazione di verde pubblico inferiore rispetto ad altri quartieri) e che ciò non sia per forza in contrasto con la tutela storico-architettonica e paesaggistica; in caso positivo, se e quali progetti la giunta ha in programma di realizzare direttamente in centro storico, anche in relazione agli interventi già inseriti per l’anno 2021 nel programma dei lavori pubblici approvato, e se intende sostenere anche iniziative spontanee di verde diffuso promosse dal basso dei cittadini, come quella denominata “Il Bosco diffuso”; in specifico per Piazza Aldrovandi, se ritiene che l’incremento della dotazione verde nella piazza possa essere perseguito anche grazie all’iniziativa delle attività economiche con una opportuna sinergia e collaborazione con l’amministrazione e, per quanto riguarda gli interventi pubblici, se intende almeno prendere in considerazione e valutare la possibilità di aggiungere i cinque nuovi ippocastani e le tre panchine ancora mancanti rispetto al progetto di riqualificazione urbana approvato nell’autunno del 2015 al termine di un lungo percorso di confronto pubblico durato tre anni, anche per rendere finalmente la nuova area pedonale centrale davvero fruibile durante il giorno per cittadini, famiglie, bambini e anziani”.

La risposta della visindaca Orioli letta dall’assessore Mazzanti
“Gentile consigliere Colombo,
l’incremento e la diffusione del verde in città è uno degli obiettivi che questa Amministrazione sta realizzando attraverso strategie e progetti differenti, che stanno dando risultati tangibili. Per quanto riguarda la strategia di forestazione adottata, vale la pena ricordare che, rispetto al Bilancio Arboreo pubblicato nella primavera del 2016 (che riportava il dato di 79 mila esemplari arborei singolarmente censiti), attualmente si registra un incremento di circa 5 mila nuovi alberi (quasi 84 mila esemplari singolarmente censiti). A questo si devono aggiungere altri 10 ettari di nuovi boschi presenti sul territorio comunale, ubicati sia in aree pubbliche sia private.

Questo incremento del numero di alberi e della fitomassa è il frutto di interventi mirati (come la piantagione, avvenuta di recente, di mille nuovi esemplari ex novo) del rinnovo (circa 500 alberi all’anno) e di una pianificazione contenuta anche nei principali strumenti comunali (PUG e Piano del Verde su tutti, che riprendono quanto indicato nella strategia nazionale per lo sviluppo del verde urbano). Peraltro, la maggiore dotazione di alberi è stata individuata da diversi anni come una delle azioni più efficaci nella lotta all’inquinamento e il contrasto ai cambiamenti climatici, tanto che la forestazione urbana è stata indicata tra le azioni più efficaci sia nel piano di adattamento ai cambiamenti climatici sia nel PAESC di prossima approvazione.

Vale inoltre la pena segnalare come, a giorni, il Comune di Bologna presenterà un progetto definitivo alla Città Metropolitana, che a sua volta lo istruirà al Ministero dell’Ambiente, riferito ai finanziamenti riservati alle città metropolitane (art. 4 del cosiddetto Decreto Clima); risorse tramite le quali è prevista la messa a dimora di altri 600 nuovi alberi in aree individuate in prossimità del nastro autostradale ma non interessate dalle opere di compensazione previste nell’ambito del Passante urbano.

Per quanto riguarda il centro storico abbiamo da tempo annunciato la nostra volontà di mettere a dimora una quarantina di alberi in posizioni in cui gli alberi non sono stati storicamente presenti. Il progetto, che richiede molti approfondimenti tecnici in relazione ad ogni singolo sito, e dovrà essere valutato anche dalla Soprintendenza, tiene in considerazione tutti i vincoli ipogei ed aerei, in modo da poter garantire il corretto sviluppo alle piante che verranno messe a dimora. In questo caso la progettazione ha come obiettivo principale l’attenuazione dei fenomeni di surriscaldamento e il miglioramento del microclima in parti di città che sono importanti dal punto di vista dell’attrattività e della fruizione dello spazio pubblico, ma che presentano una elevata criticità dal punto di vista del benessere microclimatico. L’obiettivo di incrementare la fitomassa urbana si raggiunge anche attraverso partnership pubblico privato. A questo proposito vale la pena ricordare che tramite il progetto GAIA e alcuni specifici patti di collaborazione, il Comune di Bologna è riuscito a mettere a dimora, dal 2012, quasi 2 mila nuovi alberi all’interno di aree verdi pubbliche. In tutti i casi sono state valutate le adeguate condizioni dei singoli siti al fine, come detto, di garantire lo sviluppo fino a maturità dei nuovi alberi. Una situazione diversa ma che comunque contribuisce all’incremento della fitomassa e al benessere locale è invece quella riferita al cosiddetto bosco diffuso, che fa riferimento a allestimenti temporanei (con piante, prevalentemente arbustive, in vaso e non piantate a terra) che interessano nella sostanza spazi privati ad uso pubblico come i portici, ma anche strade e piazze della città, in particolare del centro storico. Credo che in tutti i casi in cui questi allestimenti interessano spazi pubblici o ad uso collettivo sia importante porre attenzione al modo in cui si inseriscono e permettono la fruizione dello spazio e lo svolgimento di tutte le funzioni e attività che essa richiede. Ma è importante anche tenere conto di come usi e attività evolvono nel tempo.

Queste considerazioni valgono anche per Piazza Aldrovandi, un luogo che è stato riqualificato negli ultimi anni, nel quale si sono sviluppate attività che poi sono cambiate, fino alla situazione attuale, che sconta anche gli effetti delle restrizioni e delle norme sanitarie sull’uso dello spazio aperto. L’Amministrazione sta verificando delle autorizzazioni sull’uso dello spazio pubblico nella convinzione che sia importante mantenere attenzione su questo tema, in collaborazione con il quartiere e tenendo conto delle istanze dei privati e dei cittadini.

In relazione alla sistemazione già realizzata di piazza Aldrovandi individuare corrette posizioni per 5 nuovi ippocastani (a prescindere che questa specie botanica si è dimostrata tra le più sensibili e sofferenti ai recenti cambiamenti climatici, soprattutto le estati particolarmente torride) è davvero difficile considerando la fitta rete di sottoservizi (reti fognarie, scoli, reti tecnologiche) che caratterizzano la piazza. Penso quindi che sia opportuno cercare la migliore sistemazione possibile per garantire un’ampia fruibilità dello spazio pubblico senza rimettere mano all’assetto fisico di ciò che è appena stato recuperato”.