La notizia riguarda l’approvazione di una risoluzione dei consiglieri dell’Emilia Romagna, con Giuseppe Paruolo primo firmatario, in cui si invita a promuovere e sostenere interventi normativi volti a contrastare lo sfruttamento della prostituzione e a sostenere le vittime del traffico di esseri umani, scoraggiando soprattutto la domanda di prestazioni sessuali a pagamento.
«Don Benzi lo aveva capito 30 anni fa. Ora, a 10 anni dalla sua morte, stiamo assistendo al cambiamento di un paradigma culturale: il riconoscimento della corresponsabilità del cliente che sfrutta la condizione di vulnerabilità della donna. – continua Ramonda – Sono i primi risultati di una lunga battaglia. Per questo ci troveremo sabato sera a Modena per ricordare che la prostituzione oggi in Italia è una moderna forma di schiavitù».
La Comunità Papa Giovanni XXIII ha liberato dalla strada e accolto oltre 7000 ragazze vittime del racket della prostituzione. Ogni settimana è presente con 25 unità di strada e 100 volontari per incontrare le persone che si prostituiscono. Promuove, insieme ad un cartello di associazioni, l’iniziativa Questo è il mio Corpo, campagna di liberazione per le vittime della tratta e della prostituzione. La proposta, ispirata al modello nordico, ha l’obiettivo di ridurre sensibilmente il fenomeno colpendo la domanda e sanzionando i clienti delle persone che si prostituiscono.
Don Oreste Benzi (1925-2007) è stato un presbitero italiano, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, che ha speso la sua vita a favore degli ultimi. In occasione dei 10 anni della sua morte, si stanno tenendo in tutta Italia numerosi eventi per ricordarlo.
Il testo della risoluzione è disponibile all’indirizzo: Emilia Romagna contro la tratta
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