Si è chiuso il “primo tempo”, la finale sarà a Modena l’8 febbraio, del premio “Sognalib(e)ro” per detenuti di carceri italiane, promosso dal Comune di Modena con Direzione generale del Ministero della Giustizia – Dipartimento amministrazione penitenziaria, Giunti editore, e con il sostegno di BPER Banca.
“Leggere e scrivere – sottolinea Gianpietro Cavazza, assessore alla Cultura di Modena – come atti di libertà, che possono attraversare i muri in due direzioni, mettendo in comunicazione il dentro e fuori dal carcere, attraverso un progetto di grande valore umano, culturale e sociale promosso dal Comune attraverso le sue biblioteche civiche”. Anche alcuni membri della giuria hanno affidato a un loro pensiero la stima del valore del progetto / premio. “Sarebbe facile scherzarci sopra parlando di letteratura d’evasione – dice Walter Siti – invece favorire la lettura (e la riflessione sulla lettura) in carcere è una cosa molto seria. In una vita che deve necessariamente aggrapparsi ai gesti quotidiani, e dove il sogno rischia di diventare autolesionismo, i romanzi aiutano a tenere insieme la realtà e la fantasia”.
In un discorso più articolato, Antonio Manzini conclude che “il posto migliore per un libro è un carcere. Lì come in nessun’altra parte del mondo c’è bisogno di ricordare che lo spirito è libero, resta libero, e bisogna farlo correre altrimenti i suoi muscoli si atrofizzano. A questo servono i libri, tapis roulant dell’anima”.
Il Premio Sognalib(e)ro si articola in due sezioni. Nella prima, una giuria composta dagli aderenti ai gruppi di lettura delle carceri attribuisce il premio, valutando il migliore in una rosa di tre romanzi italiani recenti, scelti dalla giuria di scrittori. In concorso c’erano “L’Arminuta” di Donatella di Pietrantonio (Einaudi), vincitrice del Campiello 2017; “Una storia nera” di Antonella Lattanzi (Mondadori) e “Perduto in paradiso” di Umberto Pasti (Bompiani). Grazie alla generosità degli editori il Comune ha inviato ai gruppi di lettura in carcere copie di ciascun libro. Il premio consiste nell’invio a tutti gli istituti partecipanti, dei “libri della vita” scelti dall’autore decretato vincitore dai gruppi di lettura interni. Nella stessa sezione rientra il Premio BPER Banca, un riconoscimento speciale allo scrittore vincitore, atteso a Modena per la serata conclusiva l’8 febbraio.
Il percorso di avvicinamento all’ appuntamento conclusivo prevede una ulteriore iniziativa organizzata da BPER Banca in collaborazione con Comune di Modena e Casa circondariale di Sant’Anna. Dentro l’istituto penitenziario, venerdì 18 gennaio, si svolgerà un incontro con Helena Janeczek, la scrittrice vincitrice del Premio Strega 2018 con “La ragazza con la Leica” (Guanda).
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