PARMA – Prosegue la 28ª edizione del Parma Film Festival, tra presentazioni editoriali, incontri e film in anteprima. Protagonista della mattinata di ieri il volume “Arcipelago Sud” di Goffredo Fofi, presentato dal curatore Mirko Grasso: “L’idea di Fofi era quella di affrancare il Mezzogiorno da quello che sembrava essere il suo inevitabile destino, e per farlo ha raccolto oltre 90 voci di differenti personalità, perché per lui non ci poteva essere Nord senza Sud.” Nel pomeriggio – in collaborazione con Colorno Photo Life – è stato proposto al pubblico “Lo sguardo attivo di Gianni Fiorito” edito da Artdigiland, alla presenza di Gianni Fiorito, fotografo di scena di Paolo Sorrentino, del curatore Armando Andra e dell’editore Silvia Tarquini. Grande affluenza di pubblico al D’Azeglio nel pomeriggio per il decennale del cult Non essere cattivo di Claudio Caligari, raccontato dagli sceneggiatori Francesca Serafini e Giordano Meacci in dialogo con Sara Martin. “L’esperienza di questo film è stata talmente emotivamente coinvolgente da non averci mai abbandonato – hanno raccontato Serafini e Meacci – Caligari non guardava a certi contesti dall’alto ma immergendosi alla stella altezza, senza mai giudicare i personaggi. Vedere questa sala piena concretizza il suo sogno, quello di far vedere questo film a quanti più giovani possibile. Ci commuove che quest’opera continui a parlare alle generazioni.” In serata, infine, si è tenuta l’anteprima di Sirât (Spagna/Francia, 2025, 115’), di Oliver Laxe. Il film – vincitore del Premio della Giuria a Cannes e distribuito da Mubi – vede tra i produttori Pedro Almodóvar e racconta, sullo sfondo delle montagne del Marocco meridionale, il doloroso viaggio on the road di un padre alla ricerca della figlia scomparsa.
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