Presentata la IX edizione del festival Le città visibili: dal 2 al 12 settembre a Rimini

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Rassegna teatrale e musicale estiva  a cura di  Tamara Balducci e Riccardo Amadei

RIMINI – Torna anche quest’anno il Festival Le Città Visibili a Rimini, la rassegna teatrale e musicale estiva a cura di Tamara Balducci e Riccardo Amadei, per la sua nona edizione. Dal 2 al 12 settembre la kermesse sarà ospitata – come lo scorso anno – al Teatro degli Atti, al Chiostro degli Agostiniani, al Lapidario del Museo della Città di Rimini e al CEIS-Centro Educativo Italo Svizzero.

Nove giornate in programma tra spettacoli di teatro, concerti e incontri, documentari e mostre.

Non cambia la visione del festival che si propone di accendere i riflettori sulla quotidianità e sull’attualità per offrire agli spettatori un motivo occasionale di riflessione sul presente.

Tra un anno e l’altro cadenzato dalle restrizioni e dalle difficoltà, che duramente hanno colpito il mondo dello spettacolo, si riapre la parentesi delle Città visibili per riappropriarsi di spazi e significati che prendono forma nell’incontro tra artisti e pubblico, dal vivo, nell’hic et nunc.

Gli spettacoli e il bar, aperto per tutta la durata del festival già dalle ore 19, saranno fruibili in sicurezza nel rispetto dei protocolli vigenti anti-Covid. Quest’anno l’accesso agli spettacoli sarà consentito a chi è in possesso di green pass (certificato vaccinale o tampone negativo nelle 48 ore precedenti). È stato inoltre inserito un biglietto a pagamento di 5 euro.

L’immagine del manifesto per l’edizione 2021 è stata creata appositamente da Marco Smacchia.

“L’obiettivo del nostro festivalspiega Tamara Balducci è da sempre quello di portare sul palco gli artisti e di farli esibire in un ambiente confidenziale, a contatto con gli spettatori. Certo le norme anticovid limitano questo aspetto ma l’anima del festival rimane sempre fedele a sé stessa”.

IL PROGRAMMA NEI DETTAGLI

La serata di apertura di giovedì 2 settembre sarà affidata ad “Amore, morte e Rock’n’Roll”, tratto dall’ultimo omonimo libro di Ezio Guaitamacchi (Hoepli editore). Uno spettacolo di racconti, suoni e visioni in cui Cristiano Godano (Marlene Kuntz), Andrea Mirò e Brunella Boschetti raccontano le ultime ore di David Bowie, Leonard Cohen, Lou Reed e Freddie Mercury.

Nella serata seguente, venerdì 3 settembre gli Omini presenteranno lo spettacolo “La Coppa del Santo”, una vera e propria competizione tra 32 santi che per l’occasione sfodereranno i loro poteri sovrannaturali e spetterà al pubblico decidere il vincitore, nonché patrono della serata.

Cristina Donà sarà la protagonista della serata di sabato 4 settembre con “Incontro e Racconto”.  Dopo una fortunatissima campagna crowdfunding che ha visto la partecipazione calorosa di più di mille sostenitori, Cristina Donà ne racconta il frutto: il suo nuovo album “deSidera. A moderare l’incontro sarà Roberto Grassilli. Saranno poi eseguiti dal vivo alcuni brani del nuovo disco e del suo repertorio, assieme al produttore e coautore dell’album Saverio Lanza.

Domenica 5 settembre spazio alla musica con Davide Shorty che, dopo i successi di X Factor e del Festival di Sanremo, a tappa con il suo tour estivo accompagnato da Claudio Guarcello alle tastiere andando a formare lo Straniero Duo in concerto.

Mercoledì 8 settembre Marco Baliani porta in scena al Lapidario del Museo della Città lo spettacolo Kohlhaas,  tratto dall’opera di Heinrich von Kleist su un fatto realmente accaduto. Kohlhaas è la storia di un sopruso che, non risolto attraverso le vie del diritto, genera una spirale di violenze sempre più incontrollabili, ma sempre in nome di un ideale di giustizia naturale e terrena, fino a che il conflitto generatore dell’intera vicenda non si risolve tragicamente lasciando intorno alla figura del protagonista un’ambigua aura di possibile eroe del suo tempo. Un pretesto che porta Baliani a parlare degli anni ’70, di quei conflitti in cui, in nome di un superiore ideale di giustizia sociale, si arrivò a insanguinare piazze e città.

“Se mi dicono di vestirmi da italiano non so come vestirmi” è il titolo dello spettacolo di Paolo Nori e Nicola Borghesi ospitato dal festival giovedì 9 settembre. Cosa vuol dire essere italiani? Parlare male le lingue straniere? Gesticolare? Cantare canzoni d’amore? Mangiare la pasta al dente? Non pagare le tasse? Applaudire all’atterraggio dell’aereo? Nicola Borghesi e Paolo Nori se lo sono chiesti e hanno scritto questo spettacolo che li ha portati a indagare la questione nei luoghi istituzionali, come l’ufficio immigrazione della questura, in rete e per le strade della città di Bologna.

Il documentario “Volto Manifesto” di Lorella Zanardo e Cesare Cantù, presentato nella serata di venerdì 10 settembre. Lorella Zanardo, già autrice del celebre documentario “Il corpo delle donne”, si pone ora come obiettivo quello di invitare tutti e tutte a un dialogo collettivo sul tema del volto in trasformazione, del suo ruolo inimitabile per le relazioni umane e per l’etica di una società.

Sabato 11 settembre sarà la volta di “Bestie”, dall’opera omonima di Federigo Tozzi con Alessandro Baldinotti e Giusi Merli diretti da Andrea Macaluso. Un progetto che nasce come “concerto scenico”. Come indagine, cioè, sul potere evocativo della parola in quanto puro suono, in una dimensione che valorizzi ed estremizzi tale sollecitazione sensoriale. È il testo stesso di Tozzi a esigere questo tipo di approccio: un testo in cui la concretezza della parola si impone in maniera quasi scabrosa, in cui niente è descritto ma tutto è percepito fisicamente, in un continuo alternarsi di molteplici, violente rivelazioni.

La serata finale di domenica 12 settembre è affidata a Beatrice Antolini in concerto accompagnata da Luca Nicolasi al basso e da Donald Renda, batteria e percussioni. Tra le sue ultime esperienze, ha suonato in qualità di polistrumentista con Vasco Rossi nel tour negli stadi (Vascononstop 2018 e 2019). Ha inoltre partecipato al Dopofestival 2019 di Sanremo con Rocco Papaleo in qualità di pianista/synth nella resident band per poi tornare nel 2020 in qualità di direttore d’orchestra per la canzone di Achille Lauro “Me ne frego” che si posizionerà ottava in classifica. Dalla sua prima gemma psichedelica “Big Saloon” uscita per Madcap Collective nel 2006 all’ultimo lavoro L’AB fuori per La Tempesta, Beatrice Antolini non ha mai smesso di sperimentare e rileggere il suo sound, definendo una composizione dal taglio internazionale, coraggiosamente aperta a sonorità alternative. 6 album all’attivo e molteplici collaborazioni, un live unico.

Orario spettacoli e concerti alle 21.30. Apertura bar dalle 19. Info e prenotazioni: info@lecittavisibili.comwww.lecittavisibili.com

MOSTRE, PERFORMANCE, LABORATORI, VISITE GUIDATE, PRESENTAZIONI DI LIBRI

 

LIBRANDO

Nelle serate del 3 e 9 settembre alle ore 19.30 nel Chiostro degli Agostiniani la presentazione del libro di Paola Turroni “Nel volto delle bestie” (Effigie, 2021) con introduzione di Alessandro Giovanardi e di quello di Sabrina Foschini dal titolo “Gli dèi bugiardi” (peQuod, 2021), introduce Massimo Pulini.

 

P.I.DA.

Nella giornata di domenica 12 settembre al CEIS (Centro Educativo Italo Svizzero) di Rimini prenderà forma un ipotetico museo itinerante a cura di Alcantara Teatro (ore 16/16.45/17.30/18.15).

Sulla falsariga di un museo indubbiamente più serio già presente nella nostra città, questo Palazzo Itinerante vuole documentare cosa sia l’adolescenza dal punto di vista dei ragazzi e delle ragazze. Senza prenderci troppo sul serio, ci è sembrato un modo un po’ informale e leggero per fare luce su come si sentano (o vengano visti) oggi gli adolescenti: delle statue fragili a cui viene impedito di muoversi, degli ologrammi incomprensibili provenienti da un’epoca di cui non abbiamo memoria ma che tutti noi abbiamo attraversato.

Per tutta la durata del festival nel Chiostro degli Agostiniani si potrà visitare la mostra “100 bambini, per fare la rivoluzione e portare la Fantasia al potere”. 100 storie foto-illustrate, un progetto collettivo a cura di Marianna Balducci, vincitrice del Premio Andersen 2021, e Sabir edizioni, dedicato a Gianni Rodari.

“È un progetto nato nel 2020 – spiega la disegnatrice – ho chiesto ad amici e conoscenti di mandarmi un ricordo tratto dall’album di famiglia. Su questa base ho realizzato un omaggio a Gianni Rodari: ci sono infatti foto di bambini su cui ho disegnato al computer. Per Rodari i bambini erano tutto: ho pensato quindi di omaggiarlo in questo modo. Il materiale è stato pubblicato anche da Sabir Editore realizzando una sorta di capsula del tempo che contiene le 100 cartoline: un progetto che mi sta regalando grande soddisfazioni”.

Il Chiostro degli Agostiniani ospiterà inoltre la mostra fotografica a cura di Luca Fabiani “Il mestiere delle armi. Completano il programma i laboratori e le visite guidate a cura dell’Associazione Kantharos, realtà riminese impegnata nella valorizzazione e nella divulgazione dei beni culturali di Rimini e del suo territorio.

 

Il Festival è prodotto e organizzato dall’associazione Le Città Visibili e dal Circolo Milleluci con la collaborazione del Comune di Rimini e di Romagna Acque Società delle Fonti e grazie al sostegno di Regione Er – Istituto dei Beni Culturali della Regione Emilia Romagna – Trattoria La Marianna – Gruppo Hera – Coop Alleanza 3.0 – Duomo Hotel – SGR – Camera di Commercio della Romagna – Birra Amarcord – CGIL- Riviera Banca.

Con la partecipazione di Palloncino Rosso, Rompi il Silenzio, Kantharos aps.