Parma

Premio Anna Mattioli, torna al Parma Film Festival con la terza edizione

In finale film da Italia, Canada, UK e Kazakistan. Il 21 novembre sarà annunciato il vincitore

PARMA – Prosegue il sodalizio che lega il Parma Film Festival e la Fondazione Anna Mattioli. Torna anche quest’anno, infatti – nel corso della 29esima edizione della manifestazione in programma dal 14 al 24 novembre – il Premio cinematografico dedicato alla filantropa e imprenditrice parmigiana scomparsa nel 2022. L’iniziativa, giunta alla terza edizione e patrocinata da SIAE – Società Italiana Autori ed Editori, Regione Emilia-Romagna e Comune di Parma, vedrà in concorso una selezione di cortometraggi dedicati al tema della cura dei bambini – in particolare quelli fragili per disabilità, deficit cognitivo o emarginazione sociale – realizzati da autori emergenti italiani e stranieri. Lo scorso anno vinse il cortometraggio kirghiso Burul di Adilet Karzhoev, in cui una studentessa, contro il parere di tutti, insegue il sogno di diventare una wrestler. A decretare il vincitore di questa edizione – durante la cerimonia di premiazione in programma sabato 21 novembre, una giuria presieduta dal neuroscienziato e docente dell’Università di Parma Vittorio Gallese, e composta dalla giornalista Chiara Cacciani, dall’addetta stampa e comunicatrice in ambito culturale Raffaella Ilari, dal giornalista e critico cinematografico Lucio D’Auria e da Roberto Pagliuca, Presidente della Fondazione Anna Mattioli.

Sono sei i corti arrivati quest’anno in finale – provenienti da Italia, Canada, Gran Bretagna e Kazakistan -, di cui due animati, a fronte di numerosissime iscrizioni: A friend of Dorothy, di Lee Knight (Regno Unito), in cui la tranquilla vita di una solitaria vedova viene sconvolta quando un adolescente calcia accidentalmente un pallone nel suo giardino; Largo, di Salvatore Scarpa (Regno Unito), con protagonista Musa, un giovane rifugiato siriano in affidamento nel Regno Unito, che tenta di costruire una barca e salpare verso casa per ritrovare i genitori; Hatch, di Alireza Kazemipour (Canada) che narra le vicende di Naajl, un ragazzo afghano rifugiato che si nasconde con la madre all’interno di una cisterna d’acqua per attraversare il confine e mettersi in salvo. Dopo la morte della donna durante il tragitto, Naajl cerca costantemente di rivivere il suo ultimo ricordo di lei; La via del girasole di Carlvin Cabiscuelas (Italia), in cui il regista, nato nelle Filippine, appena diplomato, realizza questa ultima “lettera” alla sua scuola, come segno di gratitudine per averlo aiutato a trovare la propria strada. Protagonista Samantha, una ragazza disabile che deve affrontare la dolorosa scomparsa del padre; Respira di Riccardo Chiappa (Italia), in cui il protagonista è un ragazzo di 17 anni che deve affrontare il peso silenzioso della violenza domestica che segna la sua infanzia e la vita della madre Elena. Nel cast anche Piergiorgio Bellocchio, con musiche del rapper Cranio Randagio, prematuramente scomparso nel 2016; Son, di Zhanna Bekmambetova (Kazakistan), la storia di un padre ed un figlio, costretto su una sedia a rotelle, che vivono in una piccola casa ai margini della steppa. Il padre è vicino alla disperazione, ma tutto cambia quando un giorno la televisione mostra lo sbarco del nuovissimo robot su Marte.

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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