“Perché i delfini non giocano a calcio”, quinto appuntamento del Darwin Day Ferrara 2017

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Giovedì 9 marzo, alle 21, al Museo civico di Storia Naturale in via de Pisis. Ingresso libero e gratuito

darwin_1FERRARA – Avrà per tema “Perché i delfini non giocano a calcio: evidenze e misteri nel codice genetico dei cetacei” il quinto appuntamento della nona edizione del ciclo di proiezioni e conferenze per celebrare il ‘Darwin Day Ferrara 2017’ in calendario giovedì 9 marzo alle 21 al Museo civico di Storia Naturale di Ferrara (via De Pisis 24).

L’incontro sarà condotto da Annalaura Mancia del Dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie, Sezione di Biologia ed Evoluzione, Università di Ferrara. Ingresso libero e gratuito.

L’iniziativa, promossa dal Museo civico di Storia Naturale, si avvale della collaborazione del Dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie dell’Università di Ferrara e dell’associazione Naturalisti Ferraresi con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Musei Scientifici (ANMS) e della Società Italiana di Biologia Evoluzionistica (SIBE).

LA SCHEDA (a cura degli organizzatori) –

“Perché i delfini non giocano a calcio: evidenze e misteri nel codice genetico dei cetacei” Con Annalaura Mancia (Dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie, Sezione di Biologia ed Evoluzione, Università di Ferrara). L’ordine dei cetacei, rappresentato da circa 90 specie fra odontoceti e misticeti, è quello che si è maggiormente diversificato e specializzato fra gli ordini dei mammiferi. La balenottera azzurra è il più grande animale che popola la Terra e il delfino ha un cervello molto grande con una complessità inferiore solo a quella del cervello dei primati. Eppure questi mammiferi hanno ripopolato l’ambiente acquatico all’incirca 50 milioni di anni fa, un intervallo di tempo breve per la scala evolutiva. L’elevato grado di similarità fra il genoma del delfino e quello dell’uomo ne da conferma. Ma allora perché un delfino ha fino a 100 denti e un uomo solo 32? Perché un capodoglio arriva a 2000 metri di profondità con 60 minuti di apnea? E senza una bombola subacquea! L’incredibile progresso di tecnologia e scienza che caratterizza l’attuale era post-genomica e la facilità di sequenziare genomi ci hanno già aiutato molto a comprendere, ma ci sono ancora tanti misteri nascosti nel codice genetico. La bella notizia è che non ci sarà da aspettare molto perché viviamo nell’era giusta, quella in cui avremo numerose risposte.