Parma, messa in sicurezza della ciminiera dell’Ex Eridania

Lavori in dirittura d’arrivo, sarà più sicura di prima

PARMA – Sono quasi conclusi i lavori di messa in sicurezza della ciminiera dell’ex Eridania, attigua all’Auditorium Paganini: entro la fine ottobresaranno completati e la ciminiera sarà più sicura di prima. L’Assessore ai Lavori Pubblici, Michele Alinovi, assieme all’Amministratore Unico del Consorzio Paganini, Dino Dall’Aglio, ed al progettista dell’intervento, ingegner Luca Speroncini, ha effettuato un sopralluogo al cantiere visionando, in quota, lo stato dell’arte dei lavori.

“Con un intervento di somma urgenza, dal costo di circa 200 mila euro – ha spiegato l’Assessore Alinovi – in poche settimane abbiamo posto rimedio agli ingenti danni strutturali provocati dal fulmine l’8 settembre scorso alla ciminiera dell’ex Eridania. I lavori sono in dirittura d’arrivo, dovrebbero concludersi entro ottobre: un’azione di buona amministrazione e di buon senso che ha permesso, in tempi ridotti, di ripristinare l’agibilità dell’Auditorium Paganini, del parcheggio attiguo e del Parco. Si tratta di un intervento molto importante, anche in vista del prestigioso appuntamento di Parma Capitale Italiana della Cultura per il 2020. Mi preme sottolineare che, a lavori conclusi, le caratteristiche performanti del camino, in tema di sicurezza sismica, saranno migliori rispetto al passato, cioè al giorno in cui è stato investito dalla scarica elettrica del fulmine”.

Grazie alla tempestività agli interventi di somma urgenza messi in atto, l’Auditorium Paganini è tornato agibile, il parcheggio annesso lo è in occasione degli eventi che si svolgono nello stesso, e la porzione del parco che circonda la ciminiera sarà completamente agibile antro fine mese.

Il manufatto, esempio di archeologia industriale, è stato colpito lo scorso 8 settembre da un fulmine che ne ha compromesso la stabilità. L’assessorato ai Lavori Pubblici, guidato da Michele Alinovi, si è subito attivato per garantire le condizioni di massima sicurezza e prevedere gli interventi del caso in tempi ristrettissimi in modo da garantire la fruibilità di Auditorium Paganini, parcheggio attiguo e porzione di parco che circonda il camino.

La ciminiera è alta 48 metri e 70 centimetri e la parte colpita dal fulmine è quella più alta, dai 35 metri in su.

Il Comune di Parma in qualità di proprietario della ciminiera, in concessione al Consorzio Paganini, si è attivato dando avvio ai lavori di somma urgenza a seguito dei sopralluoghi dei Vigili del Fuoco di Parma che hanno redatto specifica relazione in merito.

Gli interventi sono stati messi in atto dalla società di scopo del Comune, Parma Infrastrutture Spa, con costi pari a circa 200 mila euro e sono stati appaltati alla ditta ITON Srl di Cavriago, impresa con comprovata esperienza in tema di messa in sicurezza di edifici colpiti da calamità naturali, in quanto ha operato, facendo fronte a casi analoghi, in occasione del post sisma del 2012 in provincia di Modena e Reggio.

Gli interventi, particolarmente delicati e complessi, hanno previsto la realizzazione di fasciature temporanee per consentire l’attività in sicurezza del cantiere ed in modo da tutelare la pubblica incolumità, con particolare riguardo alla porzione di parco che circonda la ciminiera, la fruibilità dell’Auditorium Paganini e dell’attiguo parcheggio. E’ stato posto rimedio alle lesioni con ricucitura della muratura, ove possibile, e tramite utilizzo di apposite malte applicate in modo tale da dare continuità al tessuto murario della struttura.

Sono stati collocati diversi tiranti che consistono in un sistema di cerchiaggio esterno orizzontale: si tratta di 12 orditure con tiranti orizzontali interconnesse da tiranti a Croce di Sant’Andrea, che formano un vero e proprio reticolo a protezione della ciminiera danneggiata, costituendo come un esostrato che la protegge e che convoglia le forze che concorrono alla sicurezza statica del camino stesso.

L’intervento in atto, condiviso con la Soprintendenza, migliorerà le condizioni di sicurezza della Ciminiera essendo stati inclusi dei presidi aventi funzioni antisismica e soprattutto è stato concepito perché abbia una sua reversibilità totale al fine di non precludere futuri interventi di restauro vero e proprio.