Ravenna

Operazione della Guardia Costiera nell’ambito di indagini per falsità e truffa aggravata nel settore della formazione

Sequestrati documenti e materiale informatico

RAVENNA – Nei giorni scorsi diverse squadre di militari della Guardia costiera hanno dato esecuzione a provvedimenti di perquisizione e sequestro emessi dalla Procura della Repubblica di Ravenna nell’ambito di un’indagine preliminare tuttora in corso.

Le operazioni, coordinate dalla Procura della Repubblica di Ravenna, hanno interessato le sedi operative e legali di una società attiva nel settore della formazione professionale che operava nel territorio di Ravenna, ditte collegate alla predetta società ritenute funzionalmente connesse alle condotte oggetto di indagine nonché l’abitazione privata del titolare e legale rappresentante dell’azienda sottoposta a verifica. Nel corso delle perquisizioni è stato sequestrato materiale probatorio di vario tipo, tra cui documentazione cartacea e informatica, supporti digitali e ogni altro elemento ritenuto utile ai fini dell’accertamento dei fatti.

Le indagini, avviate a seguito di approfondimenti, segnalazioni e riscontri acquisiti nel corso delle attività amministrative della Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Ravenna e precedenti attività di polizia giudiziaria, sono volte ad accertare una ipotizzata serie di reati attualmente al vaglio nella fase delle indagini preliminari, riconducibili allo svolgimento di corsi di formazione professionale in assenza delle condizioni previste dalla legge, in ragione del rilievo di interesse pubblico che ha la formazione professionale in materia di sicurezza. Le ipotesi riguarderebbero, in particolare, la presunta predisposizione sistematica di documentazione tesa a nascondere un profondo stato di insolvenza della società già autorizzata allo svolgimento di corsi di formazione professionale.

Il presente comunicato è rilasciato ai sensi dell’art. 5 del D.Lgs. 188/2021 in materia di presunzione di innocenza e di comunicazione pubblica nelle fasi del procedimento penale.

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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