Omar Sosa questa sera a Modena

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Omar Sosa Ph Mela

Mercoledì 1 dicembre alle ore 21 appuntamento con il pianista cubano al Teatro Tempio (viale Caduti in Guerra 192)

MODENA – Un appuntamento straordinario, fuori cartellone, con un artista internazionale, interprete e incarnazione della world music, Omar Sosa: mercoledì 1 dicembre alle ore 21 presso il Teatro Tempio, grazie alla collaborazione con Kino Music e con Metodo Four di Laura Polato

Ingresso: 20 euro
prevendita online su liveticket.it
prenotazione nominativa obbligatoria (escluse le prevendite) a segreteriagmimo@gmail.com
biglietteria sul posto a partire da un’ora prima del concerto
accesso tramite greenpass
all’ingresso sarà effettuata la misurazione della temperatura

Una sensualità ipnotica, lenta, quasi di sogno. Una ricerca di suono caraibico “destrutturato”, ma anche sperimentale, e verrebbe da dire quasi debussiano, liquido, sorprendente. Questa l’impressione immediata di SENSES, il più recente lavoro del pianista Omar Sosa, che grazie alla collaborazione con Kino Music e con Metodo Four, sarà a Modena, al Teatro Tempio, il 1° dicembre, per proporre al pubblico questo distillato della sua arte straordinaria.

Il pianista cubano, poliglotta musicale che unisce i continenti, tra l’utopia e la realtà, è un’allegoria dello scambio artistico universale. Omar Sosa è un musicista planetario che meglio rientra nella world music, nella sua classificazione più ampia. Eppure Omar coltiva sempre un’intima connessione con le sue radici afro-cubane. “L’Africa e la Diaspora rappresentano una fonte musicale senza uguali” dice l’artista. “Ho provato a raccontare il profilo melodico del continente, e la sua grande forza ritmica. Il ritmo mette in collegamento ogni persona con lo Spirito supremo; e ogni terra ha il suo modo di chiamare lo Spirito, di unire le persone. Filosoficamente, attraverso il jazz che è forse il genere più rappresentativo della Diaspora, abbiamo cercato di mettere insieme i Caraibi, l’America Latina e l’Africa in un’espressione di libertà, una celebrazione della Diaspora che sopravvive ancora oggi.”

Di SENSES, ultima delle sue più di 20 incisioni discografiche, ha detto egli stesso:
“Ho pensato a ciò che stava succedendo nella mia vita: stavo attraversando un momento molto difficile dal punto di vista emotivo. Ma come si dice, tutto succede per una ragione, e grazie a questo momento duro nella mia vita personale, ho avuto l’opportunità di restare solo con le mie paure e con i miei dubbi, così come con i miei antenati e con gli Spiriti”. Sapevo bene che la musica scaturita era il riflesso della mia tristezza, della mia angoscia, della disperazione e della nostalgia per la pace dell’anima che in quel momento non avevo. Ma al primo ascolto non è stato ciò che ho provato: ascoltando i brani non posso dire che mi abbiano fatto sentire triste. Tutt’altro”…“Oggi mi sento tranquillo, provo amore per il bene dell’amore. L’improvvisazione è un viaggio musicale durante il quale emergono le mie radici cubane in maniera inusuale, decostruite, affascinandomi per come hanno trovato posto nell’album”. 

Biografia
Nato a Camagüey, a Cuba, Sosa ha studiato percussioni alla Escuela Nacional de Musica e all’Instituto Superior de Arte. Negli anni ’80 ha fondato la band Tributo, registrando album e facendo tournée con la band. Ha lavorato con la cantante cubana Xiomara Laugart e diverse band di jazz latino. Negli anni ’90 si è trasferito da Cuba a Quito, a Palma di Maiorca, nella baia di San Francisco, e infine si è stabilito a Barcellona. Mentre era in California, Sosa ha pubblicato i suoi primi album con il suo nome. Ha ricevuto nomination ai Grammy Award per quattro dei suoi album, tre nella categoria Latin Jazz. Nel gennaio 2011, Sosa e la NDR Bigband hanno vinto il 10° Independent Music Awards (IMAs) nella categoria Jazz Album con Ceremony.Ha anche collaborato con Paolo Fresu, Seckou Keita, Adam Rudolph e molti altri musicisti. Sosa ha pubblicato la maggior parte delle sue registrazioni con la sua etichetta Otá.