Oggi a Bologna la presentazione del secondo album di Dario Coriale

“Fin qui” il titolo dell’album. Due brani sono dedicati alla strage nella stazione di Bologna.

BOLOGNA – Il cantautore Dario Coriale ha realizzato il suo secondo album “Fin qui” che presenta giovedì 13 giugnodalle 19.30 alle 21.30 – al Cafe de la Paix di via Colleggio di Spagna 5 a Bologna.

Una presentazione musicale con gli amici musicisti Marco Emma (pianoforte), Lorenzo Galli (sax tenore), Salvatore Davide Difrancesco (basso), Giacomo Bertocchi (sax tenore e clarinetto). Oltre le note le parole moderate dal giornalista Simone Arminio che, ad un certo punto, smetterà i panni di cronista per indossare quelli di suonatore di cajòn.

Il nuovo disco contiene 2 brani dedicati alla strage alla stazione centrale di Bologna del 2 agosto 1980: “Sala d’aspetto” che prova a interpretare lo sguardo di una delle vittime negli istanti prima dell’esplosione e “Diecieventicinque” che contiene alcuni stralci del ponte radio originale dei soccorsi di quella giornata.

Nel corso della serata saranno esposte anche le tavole originali di alcune delle illustrazioni realizzate da Giuseppe A. Zonzo che hanno reso prezioso il progetto grafico del disco curato da Elisa Dinardo.

IL DISCO
Le dieci tracce che compongono l’album spaziano lungo un percorso che tocca argomenti di diversa natura: dall’approccio intimista della title track “Fin qui” e de “Il vecchio” alla riflessione sulla guerra e sulla fuga come unica possibilità di salvezza di “Vincenzo alla guerra” e “Andare per andare”.

Diversi anche gli approcci dal punto di vista musicale. Il disco si muove infatti tra le sonorità strettamente legate alla tradizione della musica d’autore italiana (“Fin qui”) e il rock progressivo (“Diecieventicinque” e “Vola via”), passando dalle ballate acustiche (“Sala d’aspetto” e “Il vecchio”) e dalle ambientazioni da colonna sonora (“Metafore”), fino ad arrivare a qualche incursione nel reggae (“Vincenzo alla guerra”), nella world music (“Andare per andare”) e nella musica popolare brasiliana (“Come una preghiera” e “A primeira vista”, quest’ultima è la versione in lingua italiana di un brano del repertorio di Chico César).