Percezione dell’elevazione spirituale, tema della libertà dalle passioni, idea spirituale della divinità, libertà perseguibile attraverso la conoscenza, importanza delle scienze, sono tutti elementi del pensiero senechiano e della profonda coscienza intellettuale ed esistenziale del filosofo romano vissuto nel primo secolo d.C.. Una nota di particolare distacco rispetto alla dottrina stoica sta alla base della figura del sapiens, il saggio. Lo spirito latino pragmatico di Seneca lo porta infatti a eliminare i tratti disumani attribuiti al sapiente. La saggezza si configura così come dominazione ragionevole delle passioni e non come apatia e immunità dai sentimenti. L’ascesi spirituale del saggio si compone di cinque tappe fondamentali. Ed è proprio attraverso il raggiungimento della libertà interiore, alla luce di tali principi, che l’uomo può raggiungere la felicità. La sapienza si configura non come un fine come un mezzo, attraverso il quale l’uomo realizza tale libertà interiore, e non una conoscenza fine a sé stessa. Il rapporto con Nerone, dapprima normale e di ausilio, si guastò poi irrimediabilmente, al punto che l’imperatore ordinò a Seneca di “suicidarsi”. Gesto che Seneca compì con altissima dignità, nella sua alta concezione che “il saggio non deve compromettere la propria integrità morale”, ed affrontando pertanto la “condanna” con la serena consapevolezza del filosofo e con l’imperturbabilità del filosofo di fronte alle estreme vicende.
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