Nota della SIGEA

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Un freddo strano. Fazzini: “Sulle Alpi un meno 33 gradi!!”

emilia-romagna-news-24EMILIA ROMAGNA – “Freddo artico dopo il caldo record: il peggio sembra passato ma l’estremizzazione climatica è sempre più “estrema”.

Non più di una settimana fa, gli amanti del caldo gioivano per un evidentemente precoce fine di un inverno tutto sommato equilibrato, con molta neve sui monti e freddo moderato un po’ ovunque e la natura ci ha regalato tutta la sua bellezza con il germogliare dei fiori, nel breve volgere di pochi giorni una decisa avvezione di aria artica “entrata” nel bacino del Mare Nostrum sia dalla porta della bora che dalla valle del Rodano ha riportato un deciso colpo i coda invernale, tale esso si può infatti definire.

E allora a gioire attualmente ci sono gli amanti del freddo, a caccia di record veri o presunti di freddo per il mese centrale della primavera.

E, occorre stavolta dire, che i record ci sono stati, anche considerando i dati di serie climatologiche molto estese nel tempo, se è vero che sono stati ritoccati anche sensibilmente record delle temperature minime assolute anche trentennali”. Lo ha affermato Massimiliano Fazzini, Coordinatore del Team sul Rischio Climatico della Società Italiana di Geologia Ambientale e docente dell’Università di Camerino

Sulle Alpi -33 gradi!

“Tali situazioni si sono verificate soprattutto in alta quota, oppure laddove le pur scarse nevicate apportate dall’avvezione fredda e la serenità del cielo hanno favorito un forte raffreddamento degli strati troposferici a contatto con il suolo.

E se sulle Alpi è stata quella di Mercoledì 7 Aprile la giornata davvero gelida – con i -33,5°C del Monte Rosa – oltretutto “ventosi” e “umidi” a decretare un record assoluto del freddo difficilmente eguagliabile – ha continuato Fazzini – sulle regioni centrali.

E Mercoledì abbiamo assistito a un giorno di ghiaccio (anche la massima è rimasta “sottozero”) un po’ ovunque oltre i 1500-1700 metri, con valori minimi intorno ai -22, -24°C intorno ai 3000 metri e con minime che alle stesse quote non hanno superato, come del resto nella giornata odierna, -15°C! Senza scordare che in alcuni vicini “Polje” sloveni, a una quota di 750 m circa si sono toccati i -20°C.

Giovedì, sono stati i rilievi, le conche intramontane e i fondivalle più incassati dell’Appennino a rilevare minime da brivido, con i classici poli del freddo dell’Appennino abruzzese a registrare valori davvero incredibilmente bassi di -20, -22°C per con massime tornate sopra lo zero. Ma anche città di pianura hanno fatto i conti con valori eccezionalmente bassi – Perugia aeroporto -6,2°C, Ascoli Piceno Mozzano -5,6°C, Grosseto -4,2°C sino ad arrivare al valore davvero bassissimi di Roma Salone, nella zona est della città si -8,1°C o al pur rilevante -0,5°C di Fiumicino e persino ai -2,1°C di Alghero!

L’obbligo primario è pensare alle prime accennate essenze in fiore che diffusamente potranno subire danni non indifferenti . Alcuni valori termici estremi record mensili rilevati questa settimana: Capanna Margherita (VB) -33,5°C; Palateau Rosa (AO) 3560 m – 26,8°C (eguagliato); Cima Beltovo (BZ) – 3328 m – 23,7°C; Marmolada (BL) – 3342 m -23,6°C ; Cima Libera (BZ) – 3399 m -23,5 °C; Piani di Pezza (AQ) 1450 m -22,6

Campo felice (AQ) – 1538 m – 21,7°C; Rocca di Mezzo (AQ) – 1280 m – 18,6°C