Bologna

Nota del Fise del 31 gennaio 2024 – Sport Equestri: Cavallo atleta. Successo per il convegno di Bologna

Foto © FISE/Sergio Isler

Organizzato dalla Federazione Italiana Sport Equestri si è tenuto presso la Sala Armi di Palazzo Malvezzi, sede della facoltà di Giurisprudenza

BOLOGNA – La Sala Armi di Palazzo Malvezzi a Bologna, sede della Facoltà di Giurisprudenza dell’Alma Mater Università degli Studi del capoluogo emiliano, ha fatto registrare “il tutto esaurito” nel pomeriggio di oggi, mercoledì 31 gennaio, per il convegno dal titolo Cavallo Atleta: tutele e prospettive.

Al centro del dibattito il riconoscimento, grazie all’art 22 del Decreto Legislativo n° 36/2021 successivamente modificato dal D.Lgs n° 163/2022 del cavallo come vero atleta al pari di uomini e donne che praticano gli sport equestri.

Il Governo italiano, infatti, ha inserito nella Riforma dello Sport un intero Capo (Capo II) dello stesso Decreto dedicandolo interamente agli sport equestri. A parlarne, in occasione dell’appuntamento organizzato dalla Federazione Italiana Sport Equestri, sono stati tra gli altri insigni giuristi, ma anche esperti del settore con in testa il Presidente della FISE, Marco Di Paola, il Direttore dell’International Jumping Riders Club, Eleonora Ottaviani, l’amazzone internazionale e 1° graduato dell’Aeronautica Militare, Giulia Martinengo Marquet, il direttore Governance & Institutional Affairs della Federazione Equestre Internazionale (FEI), Francisco Lima. Quest’ultimo, nel suo intervento, si è dimostrato estremamente soddisfatto “per un importante riconoscimento che coinvolge tutto il mondo degli sport equestri”

“Il cavallo – ha detto Marco Di Paola, Presidente della Federazione Italiana Sport Equestri – è un compagno di vita, di sport che abbiamo sempre considerato come un atleta. Oggi è anche la legge a riconoscerlo come tale. Si tratta di una novità fondamentale, che attribuisce al cavallo un valore aggiuntivo, un valore morale importante che va oltre lo sport. Siamo la prima nazione a potere contare su un riconoscimento così importante, ma siamo solo all’inizio del nostro lavoro.  Di certo è stata certificata un’importante sensibilità che consentirà di aprire ad altre normative in materia”, ha concluso il numero uno della FISE.

Soddisfazione arriva anche dalle parole del Segretario generale della FISE e membro del board della European Equestrian Federation, Simone Perillo.

“A livello nazionale – ha dichiarato Perillo – è un risultato straordinario, ma il nostro obiettivo ora è che il nostro diventi un modello per la legislazione a livello internazionale. Si tratta di un riconoscimento simbolico che avrà una competenza fondamentale per gli sport equestri”.

Arrivate anche due importanti testimonianze video sul ruolo del cavallo come atleta da parte del quattro volte campione olimpico Ludger Beerbaum (tre ori a squadre a Sydney, Atlanta e Seuol, e un oro individuale a Barcellona) e due volte Campione del Mondo a squadre (Roma e Den Haag) e di Jos Lansink, del campione olimpico a squadre (Barcellona) e Campione del Mondo (Aachen).

A confrontarsi sul tema che riguarda, comunque, il benessere del cavallo sono stati tanti giuristi che hanno portato l’esperienza italiana della Federazione Italiana Sport Equestri come un modello da imitare.

Tra i presenti in Sala Armi, Mauro Checcoli, doppio oro, individuale e a squadre a Tokyo 1964 nel concorso completo, Presidente della Accademia nazionale italiana Federigo Caprilli e già presidente FISE, ha sottolineato che l’Italia, proprio con Federigo Caprilli, ha svolto un ruolo fondamentale nella ricerca del benessere del cavallo. Sul tema della giornata di studio sono intervenuti anche Tommaso Di Paolo, Funzionario giuridico del Ministero della Salute; Gianpaolo Guarneri, Procuratore federale della Federazione Italiana Sport Equestri e Paco D’Onofrio, Professore associato dell’Università di Bologna. A trarre le considerazioni conclusive saranno Ettore Battelli, Professore ordinario dell’Università degli Studi Roma Tre e Elena Zucconi Galli Fonseca, Professoressa Ordinaria dell’Università degli Studi di Bologna. A moderare i lavori è stato invece Carlo Bottari, Professore Alma Mater dell’Università degli Studi di Bologna e direttore della Rivista “Diritto dello Sport”.

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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