Museo civico: si rinnova l’impianto d’illuminazione

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Al via nelle prossime settimane il primo stralcio dei lavori, per un valore di 280 mila euro. Con le nuove luci a led per le sale e le vetrine più efficienza e sostenibilità

MODENA – Rendere ancora più protagonisti i reperti e gli oggetti esposti nelle sale e nelle vetrine storiche grazie a una nuova illuminazione che, per “forma” e colore, ne valorizza i dettagli e, allo stesso tempo, ridurre fino al cinquanta per cento il consumo di energia elettrica.

Sono questi gli obiettivi dell’intervento di rinnovo dell’impianto di illuminazione del Museo civico di Modena che partirà nelle prossime settimane e per il quale il Comune sta completando la procedura di affidamento del primo stralcio che ha un valore di 280 mila euro.

L’intervento, che rientra nelle azioni di valorizzazione dell’identità del Museo civico, aprendolo al futuro a 150 anni dalla fondazione, prevede la sostituzione delle attuali lampade a incandescenza con nuove luci a tecnologia led a elevata resa cromatica e consumi energetici molto contenuti. Gli obiettivi sono, appunto, una migliore resa visiva delle collezioni, attraverso una illuminazione più uniforme, e una maggiore sostenibilità ambientale dell’edificio, in linea con gli altri interventi di efficientamento energetico attuati dal Comune di Modena e con gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu.

Il progetto di riqualificazione tecnologica, elaborato dallo studio Pasetti, riguarda sia le luci delle sale espositive sia l’illuminazione delle vetrine storiche ed è caratterizzato dall’integrazione con il sistema già esistente e da una minima invasività, con apparecchi miniaturizzati che saranno inseriti negli espositori già dotati di illuminazione.

I lavori saranno eseguiti in due stralci, in modo da mantenere l’apertura parziale del Museo. Il primo stralcio riguarda 11 sale e, in particolare, quelle dell’arte antica, degli strumenti musicali, delle terrecotte, degli strumenti scientifici, delle ceramiche, delle armi, quella dell’idea del museo e le sale che contengono le raccolte etnografiche.