Crespellani e il suo tempo rivivono nel racconto a due voci fra Cristiana Zanasi, curatrice della sezione Archeologia del Museo, e Daniele Cavone Felicioni di Ert, che dà voce all’uomo e allo studioso.
Arsenio Crespellani, archeologo modenese di fama, è il secondo direttore del Museo civico di Modena e succede a Carlo Boni alla fine dell’Ottocento, proseguendo nell’impegno del direttore precedente e conferendo al Museo un’impronta che rappresenta pienamente il suo metodo di lavoro: l’attenzione per il territorio e la raccolta puntuale di notizie di carattere storico. Oltre alle ricerche archeologiche che gli consentono di donare al Museo un’imponente collezione di materiali, in qualità di membro della commissione conservatrice dei monumenti compie sopralluoghi nelle pievi romaniche del territorio e ne rileva i particolari con fotografie, disegni, calchi in gesso coinvolgendo fotografi affermati come Gaetano Sorgato e futuri artisti come Giuseppe Graziosi.
Nel delineare i tratti di questo intellettuale borghese, non manca un riferimento alle sue doti umane: un “gentiluomo” profondamente onesto, pacato nei modi e nello stesso tempo determinato e tenace, ma anche un uomo di spirito che ironizzava sul suo nome (“Arsenico della Doccia”) e un affabile organizzatore di ricevimenti nella sua villa di Savignano.
Foto: PAOLO TERZI Fotografo, Modena
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