Musei di Rimini e Liceo Cesare Valgimigli fra i vincitori del concorso IO AMO IBC

RIMINI – Dopo “Le pietre raccontano” (2012) e “Di ponte in ponte” (2014), per la terza volta i Musei Comunali di Rimini con il Liceo “G.Cesare – M. Valgimigli” di Rimini sono risultati fra i vincitori del concorso di idee Io amo i beni culturali, collocandosi al terzo posto, fra sedici partecipanti alla sezione Musei, con il progetto “RIMINI. NOTIZIE DAL RINASCIMENTO Sigismondo Pandolfo Malatesta e la cultura della modernità”

Il concorso, giunto all’VIII edizione, è promosso dall’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna e con MOdE Museo Officina dell’Educazione dell’Università degli Studi di Bologna. L’obiettivo è quello di avvicinare i giovani al patrimonio culturale e alle istituzioni che lo conservano, favorendo una partecipazione attiva e creativa per la crescita di cittadini autonomi e consapevoli.

Ideato da Michela Cesarini del Liceo “Cesare-Valgimigli” e da Angela Fontemaggi e Orietta Piolanti dei Musei di Rimini, il progetto vede il coinvolgimento in qualità di partner della Scuola secondaria di 1° “A. Marvelli”, dell’Ente Diocesi e di Icaro Communication nell’intento di sensibilizzare i ragazzi sul patrimonio culturale della loro città, per valorizzare un capolavoro del Rinascimento quale il Tempio Malatestiano e le opere custodite al Museo della Città, producendo un video-racconto e preparando percorsi guidati in cui far emergere la modernità delle scelte artistiche e culturali di Sigismondo.

A pochi giorni dalla conclusione delle celebrazioni malatestiane segnata dal Festival del Mondo Antico, il signore di Rimini torna protagonista di un progetto che assume a punto di osservazione privilegiato e luogo di apprendimento attivo il Tempio Malatestiano: un’opera d’avanguardia, realizzata grazie alla lungimirante e tenace scelta di Sigismondo Pandolfo Malatesta che seppe circondarsi di moderni artisti e valenti umanisti, investendo i proventi delle campagne militari in un edificio encomiastico, legato al fascino dell’età antica.

L’attività di studio e di elaborazione, che vedrà i ragazzi protagonisti, non sarà solo focalizzata sull’aspetto estetico del monumento e delle opere malatestiane custodite al Museo della Città, ma svilupperà una lettura e un racconto tesi a porre in evidenza la complessità dell’opera d’arte, specchio dell’epoca che l’ha generata e odierno filo di Arianna per riannodare i legami con la cultura del Rinascimento, cercandone una valenza attuale.