Piacenza

Mostra “Grandi incisori della piccola grafica dedicata”

PIACENZA – Si è svolta il 3 dicembre in Biblioteca Passerini-Landi la conferenza stampa  di presentazione della mostra “Grandi incisori della piccola grafica dedicata”, a cui hanno partecipato l’assessore alla Cultura, Christian Fiazza, il responsabile delle biblioteche comunali Graziano Villaggi, l’incisore e collezionista d’arte piacentino Paolo Rovegno e Emanuele Galba per la Banca di Piacenza, istituto che ha sostenuto la realizzazione del catalogo della mostra.

Grandi incisori della piccola grafica dedicata

Mostra di ex libris donati al Comune di Piacenza da Paolo e Lidia Rovegno. Dal 6 dicembre 2025 al 7 febbraio 2026, salone monumentale della Biblioteca Passerini-Landi.

Paolo Rovegno, collezionista d’arte piacentino di origini cremonesi, insieme alla moglie Lidia Imeria Piana, hanno donato alla Biblioteca comunale Passerini-Landi una parte della loro collezione di ex libris.

Si tratta di piccola grafica d’arte, con cui il collezionista marcava la proprietà dei libri.

La donazione al Comune di Piacenza è composta da più di 3000 opere di grafica nelle varie tipologie artistiche, prevalentemente calcografie, da matrice in rame, ma anche litografie, serigrafie, xilografie e opere realizzate con la computer grafica, e realizzate da artisti contemporanei provenienti dai paesi di tutta Europa, dalla Cina e dal Giappone.

La mostra si articolerà in tre differenti sezioni che valorizzeranno rispettivamente le opere di artisti europei, russi e cinesi.

Le opere esposte, circa 200 in tutto, saranno raccolte in un catalogo realizzato  per l’occasione, stampato grazie al contributo della Banca di Piacenza, erogato tramite Art Bonus in base alla legge n. 106 del 29 luglio 2014.

L’inaugurazione si terrà sabato 6 dicembre alle ore 11.00 presso il Salone Monumentale della Biblioteca Passerini-Landi.

La mostra è visitabile durante gli orari di apertura del Salone Monumentale

lunedì: 14.00-19.00

da martedì a sabato: 9.00-19.00

Testi catalogo Rovegno

Ci sono patrimoni che non sono solo collezioni, ma vere e proprie testimonianze di una vita dedicata alla passione, all’impegno e a una profonda saggezza culturale. Questo catalogo non è semplicemente un elenco; è l’eloquente riflesso di uno di questi patrimoni: la magnifica raccolta di ex libris di Paolo Rovegno e Lidia Imeria Piana.

L’ex libris, quel piccolo segno grafico che racchiude in sè storia, arte e l’identità del possessore di un libro, trova in questa collezione una delle sue espressioni più complete e affascinanti. Un risultato che non sarebbe stato possibile senza l’instancabile dedizione dei suoi curatori e proprietari.

Paolo e Lidia hanno infuso in questa impresa una grande capacità culturale, trasformando la loro passione in un meticoloso studio, una vera e propria indagine nel gusto e nell’iconografia di epoche diverse. La loro grande volontà di lavorare e la tenacia sono state la chiave per assemblare un insieme di opere di tale ricchezza e varietà.

Questa specifica esposizione focalizzata sul catalogo offre un affascinante sguardo su un’area geografica spesso trascurata, ponendo l’accento sugli ex libris provenienti di una zona nevralgica dell’Europa orientale. Una scelta che rivela una prospettiva di ricerca illuminata e originale.

Ma l’eccellenza non si ferma alla sola raccolta privata e allo studio specialistico. La loro visione, permeata da un profondo senso civico, culmina in un gesto di straordinaria generosità: la donazione alla città di Piacenza di un patrimonio vastissimo, composto da ben 3.464 pezzi. Questa eccezionale raccolta sarà d’ora in poi a disposizione della Città di Piacenza e di tutti i Piacentini, con l’impegno dell’Amministrazione Comunale a valorizzarla e renderla fruibile pienamente negli anni a venire.

Questo catalogo è, dunque, il primo passo di un nobile atto di condivisione, un invito rivolto alla comunità, agli studiosi e a tutti gli amanti dell’arte e della storia del libro, a fruire e ad apprezzare l’inestimabile eredità culturale dei coniugi Paolo Rovegno e Lidia Imeria Piana.

Christian Fiazza
Assessore alla Cultura del Comune di Piacenza

Sin dalla nascita del libro a stampa e prima nell’epoca dei codici manoscritti, la preziosità e rarità di questi manufatti, spesso prodotti in poche copie, comportava la necessità di personalizzare i volumi, per poterli distinguere, rendendone più difficile il furto o la dispersione all’interno delle biblioteche. La risposta a questa esigenza venne trovata nelle varie modalità in cui i libri potevano essere contrassegnati con segni o note di possesso comprovanti la proprietà del volume.

Sono diversi i segni che è possibile reperire nei manoscritti antichi o i volumi a stampa dal XV secolo in avanti: dalle annotazioni manoscritte agli ex libris.

Ogni libro vive una vita a sé, fatta di passaggi di biblioteca in biblioteca, ricollocazioni, vendite, acquisizioni, smarrimenti, ritrovamenti, ecc. Ed è interessante studiare i percorsi che queste opere dell’ingegno umano percorrono, riuscire a ricostruire i passaggi di possessore in possessore nel corso dei secoli. Le biblioteche storiche sono spesso frutto di depositi di fondi librari donati dai collezionisti o oggetto di soppressioni di ordini religiosi, o di scambi fra biblioteche. Con il mutare delle esigenze, degli orientamenti e degli spazi disponibili, le collezioni librarie corrono il rischio di snaturarsi e di disperdersi. Una delle strategie utilizzate dai bibliotecari per ricostruire la storia dei libri e dei fondi librari è ricorrere alle testimonianze lasciate dai segni o note di possesso. Ciò permette di descrivere la “biografia” di singole opere o di intere raccolte, di migliorare la conoscenza della diffusione nello spazio e nel tempo della cultura, di studiare gli interessi culturali dei collezionisti. Sempre più pertanto i cataloghi delle biblioteche raccolgono e indicizzano le testimonianze delle note di possesso in modo da permettere anche ricostruzioni virtuali di intere biblioteche.

Gli ex libris da semplice segno di possesso sono stati sempre più concepiti dai bibliofili come un modo per lasciare un segno che caratterizzasse il proprietario del volume. Così a lasciare il segno sono chiamati artisti e incisori che realizzano piccole grafiche d’arte a stampa. Le grafiche sono intese a interpretare le esigenze del committente attraverso l’inserimento di immagini, scritte e motti. In questo modo l’ex libris fornisce informazioni sullo stile, il gusto, gli interessi del collezionista.

A partire dal XIX secolo il gusto collezionistico si è focalizzato su questa speciale grafica d’arte che si distacca dalla sua originale funzione di segno di possesso per divenire un settore a sé stante dell’arte grafica. Gli ex libris divengono pertanto oggetti d’arte da conservare, scambiare e commerciare, riprodurre su riviste specializzate o monografie dedicate, esporre in mostre nazionali ed internazionali. In questo preciso ambito si colloca la mostra che la Biblioteca Passerini-Landi ha organizzato per rendere omaggio alla generosità dei coniugi Rovegno – Piana che hanno donato la loro ricca collezione di ex libris alla biblioteca comunale di Piacenza. Sarà occasione per appassionati del genere e curiosi di ammirare le opere esposte frutto di ingegno, arte e passione.

Graziano Villaggi
Direttore della Biblioteca Passerini-Landi

Dopo la donazione del 2008 fatta al Museo Civico Ugolani Dati di Cremona, sia io che mia moglie Lidia, mai avremmo pensato di trovarci oggi, ormai ottuagenari, a dover nuovamente dedicare del tempo per una nuova donazione. Certo è che la nostra passione, per la “piccola grafica d’arte dedicata”, non ci ha mai abbandonato ritrovandoci oggi a dover decidere per il nuovo complesso, di 3440 opere, costituito quasi totalmente da incisioni calcografiche dei maggiori artisti europei e asiatici contemporanei.

Poiché, dal nostro trasferimento da Cremona sono ormai passati 55 anni, sentendoci pienamente cittadini di Piacenza, abbiamo deciso di donare quanto raccolto, in questi ultimi 17 anni, alla biblioteca Passerini-Landi ritenendola la migliore ubicazione. Infatti nelle sue idonee bacheche, gli appassionati d’arte avranno la possibilità di ammirare nelle tre mostre programmate, l’impegno sia tecnico che artistico profuso da questi autori in una disciplina difficile come la calcografia, riuscendo ad esprimere pensieri e visioni spesso inimmaginabili per l’osservatore.

Non si troveranno esposte, in questa occasione, opere di artisti italiani, pur presenti nella collezione, poiché pensiamo che per gli appassionati sia abbastanza facile avere o aver avuto occasioni di poter ammirare e conoscere tali autori.

Nel ringraziare l’Amministrazione Comunale e la direzione della biblioteca per la sensibilità dimostrata, ci auguriamo che quanto fatto sia anche di completo gradimento alla cittadinanza.

Paolo e Lidia Rovegno

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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