Mons. Castellucci presenta il suo libro Benedetta Crisi

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A Modena, presso Palazzo Carandini, si è tenuta la presentazione ospitata e organizzata da Banco Bpm in collaborazione con Modenamoremio

MODENA – ‘Benedetta Crisi. Il contagio della fede nella chiesa che verrà’ è il titolo del libro a firma dell’Arcivescovo di Modena-Nonantola Erio Castellucci che è stato presentato lunedì sera in un incontro aperto alla cittadinanza ospitato e organizzato da Banco Bpm in collaborazione con Modenamoremio, presso Palazzo Carandini.

Ampia la partecipazione di pubblico. Presenti in sala anche alcune delle maggiori istituzioni modenesi e numerosi rappresentanti del mondo dell’economia e dell’industria del territorio.

La serata è stata introdotta dai saluti del responsabile Direzione Territoriale Emilia Adriatica di Banco Bpm, Stefano Bolis, che ringraziando la platea per l’ampia adesione, ha motivato l’iniziativa ricordando “l’impegno crescente della banca nel favorire momenti di confronto con la comunità e che mai come oggi i temi economici si intrecciano con quelli di carattere sociale.”

Il libro, pubblicato lo scorso maggio, è edito da Piemme.

“Pregate sempre per me perché io abbia il coraggio di rimanere in crisi”: è l’intenzione paradossale espressa da papa Francesco nel Natale 2020 ad aprire la riflessione di Erio Castellucci, che in queste pagine cerca di delineare una “spiritualità della crisi”. Difficoltà, scompensi, sconvolgimenti non sono scherzi del destino, ma tappe obbligate di qualsiasi percorso personale e sociale. Sono eventi che scuotono, che fanno perdere l’equilibrio e piombare nell’incertezza, ma non sono solo negativi, non significano rovina e distruzione.

Non soltanto la storia in generale, ma proprio la storia biblica è piena di personaggi inquieti, che attraversano fatiche e sofferenze dalle quali nascono strade di salvezza. Nel nostro tempo alle tante emergenze del mondo globalizzato – guerre, terrorismo, clima, migrazioni – si aggiungono per la Chiesa povertà morali e strutturali: calo della partecipazione, crollo delle vocazioni, secolarizzazione, scandali tra i religiosi, irrilevanza nella società. Un dissesto epocale, che potrebbe portare a un giudizio sconfortato sul valore della stessa fede. Ma sarebbe una conclusione frettolosa. Se osserviamo ciò che è avvenuto nei secoli, vediamo che i periodi più tormentati sono quelli in cui la santità della Chiesa è fiorita, perché la crisi non è solo un fatto, ma una dimensione dei corpi vivi e un sintomo di coraggio e progressione.

Se i cristiani si sentono oggi una minoranza, se la fede non costituisce più un presupposto comune, anzi viene emarginata o negata, allora è il momento di riscoprirsi piccolo gregge e di lasciarsi mettere in crisi dal Vangelo. Un libro che motiva con lucidità e passione la scelta di un cattolicesimo più evangelico, più semplice, più fedele allo stile di Gesù.

Tanti gli spunti offerti nel corso della serata dall’autore, mons. Erio Castellucci:

“Oggi si parla tanto di crisi della Chiesa in Occidente. È vero: tutti gli indicatori sociologici lo attestano, dalla statistica dei praticanti alle vocazioni. Si parla tanto anche di crisi mondiali: economica, ambientale, sociale, migratoria, sanitaria. E anche questo è vero: non è nemmeno necessario dimostrarlo. Il fatto però è che la Chiesa e il mondo sono sempre in crisi: la crisi non è una pagina di storia, è il tessuto stesso della storia umana. L’essere umano passa di crisi in crisi: e se l’umanità è sempre in crisi, la Chiesa – che è quella parte di mondo che crede in Cristo – non può vivere al di fuori della crisi, perché vivrebbe fuori del mondo. Il punto non è come evitare le crisi, ma come attraversarle in modo costruttivo”.

“Come dice papa Francesco, da una crisi non si esce mai come prima: se ne esce migliori oppure peggiori. È questa la sfida, che si vince insieme, puntando sulla qualità delle relazioni e, per i cristiani, sulla forza che il Signore risorto continua a donare a chi opera il bene” ha concluso mons. Erio Castellucci.