Dei 60 ortolani, che possono coltivare ortaggi, piante officinali e fiori non a scopo di lucro, 36 sono uomini e 23 donne con età compresa tra i 18 e i 54 anni che vede la predominanza della fascia tra i 30 e i 50; hanno occupazioni e formazioni molto differenti e risiedono tutti a Modena anche se in diverse zone della città. A loro si aggiunge un’associazione, il Gruppo di acquisto solidale GasMo.
La concessione ufficiale degli orti a uso gratuito è avvenuta lo scorso dicembre sulla base di un progetto, messo a punto dagli assessorati al Welfare e all’Ambiente, per valorizzare spazi inutilizzati del tessuto urbano sostenendo la produzione alimentare biologica, a chilometro zero e stagionale destinata al consumo familiare o collettivo, in una prospettiva di miglioramento della qualità della vita e anche di supporto alle famiglie in difficoltà per la spesa alimentare.
Al tempo stesso, sulla scorta di quanto da molti anni ormai avviene negli orti per anziani, l’attività di socializzazione e animazione promossa nell’area ortiva intende favorire la coesione e il presidio sociale. Tra i requisiti preferenziali per l’assegnazione, l’aver partecipato da volontari alla rigenerazione di un bene comune o l’essere iscritti all’elenco dei cittadini attivi “Io partecipo”, istituito presso i Quartieri, e l’impegno a curare l’orto con tecniche di coltivazioni anche alternative o comunque rispettose dell’ambiente
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