Oltre alle prime catture sono state realizzate alcune immagini notturne tramite apposite fototrappole che documentano la presenza degli istrici sugli argini, stimata in alcune decine di esemplari, e la loro frenetica attività di scavo molto pericolosa per gli argini stessi.
Il progetto, il primo in Italia con queste modalità, è finanziato con un contributo di 100 mila euro, dal commissario delegato alla Ricostruzione Stefano Bonaccini, con il coordinamento della Provincia, in collaborazione con gli Atc e con il parere favorevole di Ispra e del ministero dell’Ambiente.
In base alla campagna di monitoraggio, coordinata dalla Provincia, delle tane sono state scoperte e chiuse finora oltre 750 tane di animali (nutrie, volpi, istrici e tassi) e individuate altri 300 puntali situazioni di rischio tra fessurazioni, legname in alveo e piccoli cedimenti tutti risolti.
Il progetto su istrici e tassi fa parte di una strategia complessiva per la sicurezza idraulica che prevede l’adeguamento strutturale del sistema arginale di Secchia e Panaro e la ripresa di frane puntuali, l’adeguamento della cassa di espansione del Secchia e gli interventi su quella del Panaro, gli interventi sulla cassa di espansione dei Prati di San Clemente, gli interventi sul reticolo idrografico minore, il taglio della vegetazione in alveo e lo sfalcio delle arginature.
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