Modena, – 0,3% su base annua l’inflazione a marzo 2020

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Rispetto a febbraio 2020 + 0,1 % su base congiunturale mensile. Gli indici dei prezzi ai consumi sono stati elaborati nel contesto dell’emergenza sanitaria Covid-19

MODENA – Sulla base delle rilevazioni del servizio Statistica comunale per il calcolo del Nic, l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività, l’inflazione a Modena nel mese di marzo 2020 è stata calcolata a – 0,3 per cento su base tendenziale annua, mentre su base congiunturale mensile risulta a + 0,1 per cento rispetto a febbraio 2020.

Gli indici dei prezzi al consumo di marzo 2020 sono stati elaborati nel contesto dell’emergenza sanitaria per il Covid – 19, con la sospensione di attività di ampi segmenti dell’offerta di beni e servizi di consumo. L’impianto dell’indagine, basato sull’uso di più canali per acquisire i dati, ha consentito di ridurre gli effetti negativi dell’alto numero di mancate rilevazioni sulla qualità delle misurazioni.

Sono stati diffusi mercoledì 15 aprile gli indici locali dei prezzi al consumo a un livello aggregato coerentemente con quelli pubblicati dall’Istat a livello nazionale. Le specifiche realtà locali saranno rappresentate all’uscita dei dati di aprile (retrospettivamente anche per marzo) quando saranno resi disponibili anche valori più disaggregati.

Delle 12 divisioni analizzate, sei sono state rilevate in crescita, cinque in calo e una (“Istruzione”) senza variazioni.

L’aumento percentuale più alto del mese (+ 1,3 %) si è registrato per “Bevande alcoliche e tabacchi” per gli incrementi rilevati sull’acquisto di birre (rilevazione comunale) e nell’intero comparto dei tabacchi: sigarette, sigari e sigaretti, altri tabacchi (rilevazione nazionale). In calo la spesa locale per acquisto di vini e alcolici.

Sul fronte opposto la divisione col calo più sensibile a marzo è stata “Comunicazioni” (- 1,1 %): nella divisione, a intera rilevazione nazionale, risultano in calo le spese per l’acquisto di apparecchi per la telefonia sia fissa che mobile e loro accessori.

Le altre divisioni contraddistinte in marzo dal segno meno sono, in ordine decrescente di percentuale: “Trasporti” con un – 0,7 %, dove la sensibile variazione congiunturale riflette le diminuzioni fatte registrare dalle tariffe per il trasporto passeggeri ferroviario e marittimo (rilevazione nazionale), servizi relativi ai mezzi di trasporto (rilevazione comunale) e carburanti alla pompa (rilevazione territoriale). n aumento le tariffe per il trasporto passeggeri aereo (rilevazione nazionale); segue la divisione “Mobili, articoli e servizi per la casa” (- 0,5%) in cui si segnalano diminuzioni sui prezzi per l’acquisto di mobili e arredi, piccoli utensili ed accessori (rilevazione comunale) e grandi apparecchi elettrodomestici (rilevazione nazionale).

In lieve calo a marzo (- 0,1%) anche “Abbigliamento e calzature”, senza particolari variazioni da segnalare, e, sempre con – 0,1 %, “Alimentari e bevande analcoliche”. Il modesto calo registrato nel mese dalla divisione, sottende variazioni differenziate, influenzate in larga parte dalla situazione del Paese in emergenza sanitaria. Risultano in diminuzione oli e grassi, frutta e ortaggi, mentre in controtendenza si segnalano aumenti su acque minerali e bevande analcoliche, caffè, tè e cacao, pesci e prodotti ittici freschi e surgelati, latte, formaggi e uova, pane e cereali, zucchero e dolciumi.

L’aumento congiunturale a marzo (+ 0,7%) della divisione “Abitazione, acqua, elettricità, combustibili” è determinato dagli incrementi registrati nei servizi per la casa, compensati da sensibili cali rilevati sul prezzo dei combustibili da riscaldamento (rilevazione comunale) e sulle tariffe per l’energia elettrica a mercato libero (rilevazione nazionale).

La divisione “Ricreazione, Spettacolo, Cultura” (+ 0,6 %) registra aumenti relativi a libri e giornali, pacchetti vacanza (rilevazione nazionale), compensati dalle diminuzioni registrate per l’acquisto di apparecchi fotografici (rilevazione nazionale), piante e fiori, articoli di cartoleria, servizi sportivi e ricreativi.

Identica variazione congiunturale (+ 0,6%) alla divisione “Altri beni e servizi” per aumenti sull’acquisto di prodotti di oreficeria, articoli e prodotti per la cura della persona (rilevazione comunale), servizi finanziari (rilevazione nazionale). In calo la spesa per trattamenti di bellezza e alcune tariffe assicurative per i mezzi di trasporto.

In “Servizi ricettivi e di ristorazione” (+ 0,4%) l’aumento è imputabile al costo dei servizi d’alloggio alberghieri registrati sul territorio comunale nella prima parte del mese. In calo tariffe per pensioni, villaggi e ostelli rilevati a livello nazionale.

Stessa crescita percentuale (+ 0,4 %) anche per “Servizi sanitari e per la salute” dove sono stati registrate in aumento le classi di spesa relative all’acquisto di prodotti medicali e farmaceutici, servizi medici e paramedici.

Sul sito (www.comune.modena.it/servizio-statistica/pagine-tematiche/prezzi), sono consultabili anche i dati sull’inflazione dei mesi precedenti.