BOLOGNA – Aceri campestri, frassini, tigli, olmi ma, anche, alcune specie non autoctone particolarmente suggestive, come ginkgo e liquidambar: sono i mille nuovi alberi messi a dimora in queste settimane in molti parchi e giardini della città. Le nuove piantagioni fanno parte della proposta migliorativa formulata dall’aggiudicatario della gara d’appalto per la manutenzione pluriennale del verde pubblico di Bologna. Si tratta di piante giovani ma già formate (di altezza di poco superiore a 2 metri) scelte tra le specie più efficaci nella lotta all’inquinamento.
I mille alberi, i primi di un intervento che si ripeterà anche per i prossimi tre anni, sono stati messi a dimora nei sei Quartieri in gruppi di una cinquantina di esemplari nelle aree verdi in cui lo spazio a disposizione consente un corretto sviluppo degli alberi. Fra le aree interessate, il parco Renato Fava al quartiere Borgo Panigale–Reno, il parco San Pellegrino a Porto–Saragozza, il parco dei Cedri (Savena), il parco della Lunetta Gamberini (Santo Stefano) il giardino Kolletzek al Navile e il parco San Donnino nel quartiere San Donato–San Vitale.
Questo importante incremento del numero di alberi pubblici si affianca alla sostituzione di oltre 400 alberi localizzati soprattutto nelle alberate stradali della città, per i quali nel 2020 si è resa necessaria l’eliminazione a causa delle loro condizioni fitosanitarie e in ragione, quindi, della salvaguardia della pubblica incolumità. Legato alla manutenzione delle alberature c’è poi il piano delle potature di contenimento delle alberate stradali, svolto secondo una programmazione pluriennale. In questo periodo sono previsti interventi di contenimento su numerosi filari, per un valore di circa mezzo milione di euro.
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