Luca Argentero porta a Riccione lo spettacolo “È questa la vita che sognavo da bambino?”

37
Silvia Meacci e Luca Argentero

RICCIONE (RN) – Dal 3 al 5 giugno, al Palazzo dei Congressi di Riccione si svolge la diciassettesima edizione del “Festival del Fundraising”, l’appuntamento dedicato a chi desidera conoscere e approfondire la realtà della raccolta fondi nel settore non profit.

L’evento rappresenta un punto di incontro per tante organizzazioni orientate alla crescita professionale, all’innovazione e al confronto, nel corso di tre giorni di formazione per condividere idee e trovare spunti concreti da applicare nella propria organizzazione per raccogliere fondi.

Il filo conduttore dell’edizione 2024 è “Hope. Gente che spera”, un invito alla speranza per guardare oltre i problemi che affliggono la società. Tra gli speaker dell’edizione di quest’anno anche l’attore di cinema, teatro e televisione Luca Argentero che dona il suo spettacolo “È questa la vita che sognavo da bambino?” a “1 Caffè Onlus”, l’associazione che ha fondato e di cui oggi è vicepresidente. L’associazione è una realtà sociale digitale nata per sostenere le piccole-medie associazioni non profit italiane attraverso la diffusione della cultura del gesto del dono e che, dal 2011, con la propria piattaforma di crowdfunding aiuta ogni anno 52 enti solidali che promuovono progetti di assistenza in diverse cause sociali.

Lo spettacolo di Argentero

Lunedì 3 giugno, alle ore 21, Luca Argentero incontra il pubblico nella sala Concordia del Palazzo dei Congressi, mettendo al centro il suo impegno a teatro, attraverso la messa in scena del suo spettacolo “E questa la vita che sognavo da bambino?” per la regia di Edoardo Leo. Sul palcoscenico, l’attore racconterà la storia di alcuni grandi personaggi dalle vite straordinarie che hanno inciso profondamente nella società e nella loro disciplina, presentati sia dal punto di vista umano che sociale, con una particolare attenzione al racconto dei tempi in cui hanno vissuto: Luisin Malabrocca, Walter Bonatti e Alberto Tomba.

Luisin Malabrocca, “l’inventore” della Maglia Nera, il ciclista che nel primo Giro d’Italia dopo la guerra si accorse per caso che arrivare ultimo, in un’Italia devastata come quella del ’46, faceva simpatia alla gente che, per solidarietà, gli donava salami, formaggi e olio. Automaticamente attirò anche l’attenzione di alcuni sponsor, fino a farlo guadagnare di più l’arrivare ultimo che tentare la vittoria. In poco tempo è arrivata anche la popolarità. In lui le persone hanno riconosciuto l’antieroe che è nel cuore di ogni italiano. Ma insieme alla polarità, sono arrivati nuovi sfidanti, in una incredibile corsa a chi arriva ultimo.

L’alpinista Walter Bonatti, che dopo aver superato incredibili sfide con la roccia, il clima e la montagna e essere arrivato a oltre ottomila metri d’altezza, quasi sulla cima di una delle montagne più difficili da scalare del mondo, il K2, scoprì a sue spese che la minaccia più grande per l’uomo, è l’uomo stesso. Eppure, la grande delusione del K2 lo ha spinto ancora più in là, a mettersi alla prova in nuove sfide in solitaria, nuove scalate impossibili e infine a viaggiare in tutto il mondo. Tutto ciò per trovare la cosa più importante della vita: sé stesso.

Alberto Tomba, il campione olimpico che ha fermato persino il Festival di Sanremo con le sue vittorie. L’insolito sciatore bolognese che con la sua leggerezza nella vita e aggressività sulla pista è arrivato a essere conosciuto in tutto il mondo come “Tomba la bomba”. Uno dei più grandi campioni della storia dello sci ha radunato intorno alle sue gare tutta la nazione, incarnando la rinascita italiana, forse illusoria ma sicuramente spensierata, degli anni ’80. Tre storie completamente diverse l’una dall’altra, tre personaggi accomunati da una sola caratteristica, essere diventati, ognuno a modo proprio, degli eroi.

Alla serata del 3 giugno saranno presenti la sindaca Daniela Angelini e l’assessore Mattia Guidi del Comune di Riccione; insieme a loro, sul palco della Concordia, Valerio Melandri, fondatore del Festival del fundraising. “È un grande onore accogliere nella nostra città Luca Argentero, un talento del cinema e del teatro amatissimo dal pubblico – commenta l’assessore Guidi -. La sua presenza non solo arricchisce il nostro panorama culturale, ma rappresenta un’opportunità per ispirare e coinvolgere tutta la comunità, attraverso il suo attesissimo spettacolo teatrale. Lo aspettiamo con grande entusiasmo”.

Per partecipare alla serata evento occorre effettuare una donazione a “1 Caffè Onlus” direttamente dalla pagina web https://dona.1caffe.org/iniziativa/evento (con una donazione a partire da 15 euro si potrà accedere allo spettacolo) dove sono contenute tutte le informazioni e le diverse tipologie di donazione per sostenere l’organizzazione. Durante l’iscrizione verranno raccolti i dati dei donatori, utili per gli accrediti e per concedere i benefici fiscali previsti per legge. Ogni donazione dà diritto all’assegnazione di un posto unico non riservato e occorre effettuare una donazione per ogni singolo ingresso; invece, per chi desidera il posto riservato è prevista la donazione “Big donor pass” che, con 100 euro, comprende anche la partecipazione all’aperitivo solidale in compagnia di Luca Argentero e del team di “1 Caffè Onlus”. Il giorno dell’evento, nella Sala Concordia occorrerà comunicare il proprio nominativo all’ingresso (ingresso consentito dalle ore 20, inizio spettacolo ore 21). Per partecipare all’aperitivo pre-spettacolo insieme a Luca Argentero, il pubblico potrà recarsi presso la terrazza del Palariccione a partire dalle ore 19,30 e comunicare il proprio nominativo all’ingresso.

“Siamo estremamente felici di aver dato vita ad un dialogo così costruttivo con il Comune di Riccione ed il Festival del Fundraising – aggiunge Silvia Meacci, Direttore Generale di 1 Caffè Onlus -. Arte e solidarietà si uniscono per regalare alla città di Riccione un’occasione non solo di svago, ma anche per fare del bene: le donazioni raccolte verranno, infatti, interamente devolute a 1 Caffè Onlus”.