Lo studio Rti su due tavolette del Comi

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“La predica di San Paolo nell’Areopago di Atene” (1562) e “L’arresto di San Paolo” (1563)

MODENA – Tra le campagne fotografiche in corso ai Musei civici di Modena, al conservatore restauratore Renaud Bernadet è stato richiesto un innovativo intervento di documentazione con Rti (Reflectance Transformation Imaging) su due pregiati dipinti di Girolamo Comi esposti al museo, per analizzarne nel dettaglio le tecniche di realizzazione e lo stato di conservazione.

Le due tavolette, attribuite al pittore manierista modenese, provenienti dagli armadi della sagrestia di San Michele in Bosco a Bologna, rappresentano “La predica di San Paolo nell’Areopago di Atene” e “L’arresto di San Paolo”. L’artista le realizzò con una tecnica sofisticata che abbina l’uso della tempera con quello della foglia d’argento, tecnica cosiddetta a “sgraffito” su lamina d’argento. Le due tavolette, allo smantellamento dell’armadio, subirono vicende differenti e si ricongiunsero solo nel 1929, in seguito alla donazione al Comune di Modena da parte del Marchese Matteo Campori (direttore del Museo civico dal 1913 al 1932).

La documentazione fotografica ottenuta con Rti ha consentito di capire lo stato conservativo della superficie pittorica evidenziando sollevamenti, distacchi di colore e vecchi restauri. Le immagini ottenute si configurano come strumento fondamentale di lettura di aspetti e danni altrimenti non visibili ad occhio nudo. La particolare tecnica a “sgraffito” ha reso la documentazione Rti particolarmente adatta anche per apprezzare la qualità del sapiente disegno su lamina che connota le architetture e la costruzione prospettica in generale. È stato inoltre possibile leggere correttamente la data accanto alla firma “Hyeronimus Coma de Mutina pinxit 1563 Adi X Genaro” del dipinto raffigurante “L’arresto di San Paolo” che fino ad oggi era interpretata come 1562, data invece presente nell’altra opera in pendant.

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Foto R. Bernadet