Partendo da “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupery, Alex Bellini condivide una riflessione su come la realtà possa e debba essere conosciuta dall’essere umano: con gli occhi di chi si mette in gioco in prima persona, l’esploratore, o con quelli del geografo, chiamato a garantire la continuità del sapere ma spesso lontano dall’oggetto del conoscere. Luca Lagash – bassista dei Marlene Kuntz – e la sua musica elettronica dialogano con Alex, accompagnando il pubblico alla scoperta di storie, personaggi, avventure. Attraverso campioni in field recording, la natura elementale si trasforma in trama emotiva per raggiungere spazi inaccessibili alla parola.
Un tavolo pieno di libri, un mappamondo, una tenda da alta montagna che nasconde cimeli e alle spalle di tutto un’installazione video. L’Intelligenza Artificiale trasforma il parlato in tipografia dinamica, la musica in forme e colori per completare un’esperienza sinestetica e, soprattutto, inclusiva. Grazie alla regia di Alessio Mazzolotti, live graphics a cura di Aaron Brancotti e Roberta Gaito, per la produzione di The 5th Element.
Alex Bellini è uno degli esploratori e divulgatori ambientali più riconosciuti in Italia. Da oltre vent’anni attraversa alcuni dei territori più estremi del pianeta, mettendo al centro delle sue imprese la sfida con i propri limiti e il dialogo con una natura in continuo cambiamento. Dalle traversate a remi dell’Atlantico e del Pacifico alle spedizioni sui grandi ghiacciai — come il Vatnajökull, il più esteso d’Europa — ogni viaggio è stato per lui un laboratorio di resilienza: un modo per ridefinire il concetto di “possibile” e per confrontarsi direttamente con l’incertezza, i rischi invisibili e i limiti delle nostre mappe mentali. Negli ultimi anni ha esteso questo sguardo alle grandi questioni ambientali globali. Con il progetto 10 Rivers 1 Ocean ha navigato su zattere auto-costruite i fiumi più inquinati di plastica al mondo, mentre dal 2024 è impegnato in Eyes on Ice per raccontare gli effetti dei cambiamenti climatici nelle regioni polari e sulle comunità che le abitano.
Questo atteso appuntamento arriva in un momento particolarmente significativo per il percorso di Alex Bellini, segnato da due importanti novità editoriali e cinematografiche nell’anniversario dei 20 anni dalla traversata transatlantica compiuta nel 2005 in barca a remi. Partito da Genova, dopo 227 giorni e 11.000 chilometri, Bellini raggiunge Fortaleza, in Brasile, completando un viaggio di avventura estrema mai tentato prima, attraverso il Mar Mediterraneo e l’Oceano Atlantico. A ricordare l’impresa è stato da poco presentato il documentario “Rotta”, debutto in anteprima assoluta al 74° Trento Film Festival realizzato insieme al regista Francesco Clerici, che rivive la leggendaria traversata oceanica utilizzando esclusivamente i filmati originali in miniDV dell’epoca e una rilettura dell’Intelligenza Artificiale, sguardo contemporaneo utile a comprendere cosa spinga un essere umano ad affrontare l’ignoto come forma di esplorazione di sé. A fare da eco al documentario c’è anche il ritorno in libreria della sua opera letteraria, che racconta il viaggio transatlantico e le incredibili sfide della traversata, originariamente raccontati nel volume del 2007 “Mi chiamavano montanaro”, nella nuova edizione a cura di Sonzogno uscita ad aprile 2026 dal titolo “Pensa se non ci avessi provato”.
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