Bologna

L’educazione alle differenze prevista in tutte le linee guida pedagogiche. La libertà di scelta è rispettata

La dirigente del Sistema zerosei Anna Giordano ricostruisce i fatti in merito alle letture svolte durante il colloquio di ambientamento partecipato in un nido comunale

BOLOGNA – “Il colloquio citato si è svolto il 9 ottobre_ dichiara Anna Giordano, direttrice settore Sistema integrato di educazione e istruzione da 0 a 6 anni_ in modalità on line alla presenza di Anna Dimattia Responsabile unità territoriale Borgo Reno, Manuela Moscatelli coordinatrice pedagogica dei plessi citati e Teresa Di Camillo Responsabile Unità di Coordinamento e Innovazione.

Erano presenti altri due genitori interessati al tema oggetto dell’incontro.

Durante l’incontro i genitori hanno portato la loro contrarietà  alla lettura di libri che fanno riferimento alla pluralità delle famiglie, come ad esempio Piccolo Uovo, riconducendoli al  concetto di “educazione sessuale”.

Le pedagogiste hanno invece spiegato, che tali attività non si caratterizzano come “educazione sessuale”, ma come azioni di educazione al rispetto e alle differenze: le diversità/differenze, che il bambino o la bambina coglie nei contesti da lui/lei frequentati (colore della pelle, colore degli occhi, fattezze corporee, etc), prima di diventare oggetto di rispetto devono essere viste, riconosciute e successivamente mentalizzate come esistenti e degne in ugual misura di rispetto.

In questo senso, facendo riferimento sul piano pedagogico ai bisogni di crescita e sviluppo del bambino o della bambina da 0 a 6 anni, è stato spiegato che le bambine e i bambini hanno bisogno di vedere rappresentato il mondo esterno anche nei contesti di vita quotidiana, quali il nido e la scuola dell’infanzia, e di poterlo elaborare attraverso immagini e/o parole adeguate all’età e al proprio grado di sviluppo. A tal fine vengono utilizzati gli albi illustrati, strumenti privilegiati nella fascia 0-6 anni che accompagnano il lavoro di educatrici, educatori e insegnanti. L’albo illustrato è il dispositivo pedagogico, narrativo e figurativo più efficace per la fascia d’età 0-6 anni quando si tratta di affrontare argomenti complessi o delicati (la diversità, la perdita, la paura, le strutture famigliari ecc).

Il compito dell’educazione al nido e alla scuola dell’infanzia non è quello di formulare giudizi di valore sulle differenze, quali giusto/sbagliato, ma al contrario considerarle tutte di pari dignità, offrendo una visione plurale della società.

I temi trattati in questo ambito  fanno riferimento anche al più ampio Progetto di educazione al rispetto, su cui i servizi stanno lavorando in questi anni, volto a promuovere, sin dalla prima infanzia, i principi fondamentali di pari opportunità, non discriminazione e rispetto delle differenze, nonché il contrasto verso ogni forma di violenza.

Questi principi educativi sono inoltre recepiti in tutti i documenti pedagogici del Comune di Bologna: Progetto Pedagogico 0/3 e 3/6, PTOF della scuola dell’infanzia, Traiettorie Pedagogiche, pubblicati e accessibili a tutti e tutte. Sulla base di essi, i gruppi di lavoro dei singoli servizi elaborano la programmazione educativa e scelgono quali letture proporre a bambini e bambine, nel rispetto dell’autonomia loro riconosciuta dal regolamento comunale.

Anche i documenti attualmente validi su tutto il territorio nazionale come le Linee Pedagogiche per il sistema integrato zerosei, evidenziano come “in questi ultimi anni si siano moltiplicati e differenziati i modi di fare famiglia, con un aumento di nuclei diversamente configurati. Oggi le famiglie sono più plurali nei modi di costruire relazioni, con differenze legate a scelte culturali, etiche, personali che chiedono rispetto e attenzione”. In questo scenario i servizi educativi devono adottare una prospettiva universale di educazione inclusiva che accoglie e valorizza tutte le diversità di cui ciascun individuo è portatore.

Quanto alla libertà dei genitori di scegliere l’impostazione educativa che preferiscono per i loro figli e le loro figlie, è stato detto che il servizio pubblico deve rimanere neutro, laico e a-politico, che le scelte dei materiali utilizzati e le attività educative sono pensate per dare ai bambini e alle bambine una pluralità di opportunità di esperienze educative al fine di crescere come individui capaci di pensiero critico e indipendente. Anche se i bambini e le bambine trovano queste rappresentazioni nei contesti di nido e scuola infanzia, e a casa i genitori trattano gli stessi temi secondo visioni diverse, non si crea in loro confusione poiché anche a quell’età sanno differenziare i contesti.

Le pedagogiste hanno infine rimandato la discussione all’assemblea del nido, programmata nel mese di novembre, in occasione della quale è prevista la presentazione della programmazione educativa del servizio. Nel corso dell’assemblea le famiglie ricevono tutte le informazioni in merito alle attività proposte e si esaminano e si discute delle linee generali della programmazione educativa presentata dalle educatrici e dagli educatori, come stabilito dal regolamento comunale.

Con il nuovo modello dell’ambientamento partecipato inoltre, le famiglie, come è avvenuto nel caso in questione, hanno la possibilità di conoscere il progetto educativo sin dai primissimi giorni di frequenza. I dubbi e le perplessità che ne possono derivare sono prontamente gestiti dal o dalla pedagogista come è stato fatto con queste famiglie. Le altre famiglie presenti all’incontro, infatti, stanno continuando a utilizzare il servizio. La famiglia che ha ritirato le bambine ha chiesto di prevedere attività alternative per le loro figlie. In relazione a questa richiesta non c’è stata una chiusura da parte delle pedagogiste.”

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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